Articoli scritti da Gianni Ambrosini

Negli ultimi 10 anni si è avuto un calo complessivo della mortalità per tumori del 9%. E questa è una notizia assolutamente strepitosa. Sarebbero evitabili ogni anno il 45% dei decessi per cause legate al fumo, alla sedentarietà, all’alcool, all’alimentazione errata e all’obesità.

La riduzione della mortalità è dovuta alla prevenzione, leggi campagne di screening, alle terapie sempre più “personalizzate”e alle terapie innovative come l’immunoterapia e perché no i vaccini, come ultima acquisizione per la prevenzione dei tumori secondari a infezione da HPV.

Douglas R. Lowy e John T. Schiller del National Cancer Institute di Bethesda ( USA ), sono stati appunto premiati a Trento il  9 maggio scorso col “premio Petzcoller” per la loro ricerca e la messa a punto del vaccino contro l’HPV, che causa nel mondo ogni anno 750.000 casi di cancro e 350.000 decessi.

Attualmente 160 paesi nel mondo hanno inserito la vaccinazione contro l’HPV nei loro programmi nazionali e si stima che le dosi di vaccino già somministrate eviteranno almeno 1,5 milioni di decessi !

Ma la prima causa di morte è sempre legata alle malattie cardiovascolari, responsabili del 30% dei decessi totali, con un impatto economico di circa 20 miliardi annui fra costi sanitari e perdita di produttività. Le malattie cardiovascolari sono “una minaccia silenziosa ma ampiamente prevenibile”!

Da qui scaturisce la necessità di condurre campagne informative di prevenzione e sensibilizzazione per ridurre i nuovi casi di malattia e migliorare la qualità della vita dei malati.

I medici della U.O. di Cardiologia del Santa Chiara di Trento diretta dal dr. Roberto Bonmassari, col patrocinio dell’ASUIT e dell’assessorato alla Sanità hanno tenuto in giro per il Trentino delle serate informative per diffondere le più semplici raccomandazioni, ma le più importanti nel tentativo di informare e correggere per quanto possibile il rischio di patologie cardiovascolari. «Se le cose si sanno fanno meno paura. Essere informati costa, ma l’ignoranza costa molto di più».

Serate a tema tenute a Romeno, Pozza di Fassa, Borgo Valsugana, Calavino, Ponte Arche, Malè, Mezzolombardo e Storo.

La Regola delle cinque A salva la vita”: 1°A – Alimentazione, 2° A – Attività fisica, 3°A – Attenzione al livello di rischio-cardiovascolare/abolisci i rischi/elimina il fumo, 4°A – Assumi la terapia quando indicato, 5°A – Attivati se hai dolore al petto/chiama il 112.

La riduzione della mortalità è senz’altro legata al miglioramento dei trattamenti ma anche alla prevenzione. Il tasso di mortalità si è ridotto del 50% negli ultimi 20 anni; il 50% dei decessi potrebbe essere evitato.

La prima A: ALIMENTAZIONE! l’Obesità nei paesi occidentali è in forte aumento; negli ultimi trent’anni la percentuale si è triplicata, l’Italia è ai primi posti in Europa. Un bambino su tre è sovrappeso o obeso. Le cause : i cibi processati ! L’alimentazione di tipo industriale! Ma come non abbiamo la Dieta Mediterranea ? Ne abbiamo parlato più volte; ma purtroppo meno del 7% degli italiani ne segue le indicazioni. Le cause : divario generazionale, solo gli anziani ne seguono alcune indicazioni; abbandono per i ritmi e gli stili di vita frenetici; consapevolezza ridotta, in pochi sono informati degli studi di Ancel Keys (l’inventore della dieta), si ignorano quali sono i principi fondanti.

La Dieta Mediterranea è il risultato di una ricerca condotta da Keys che per primo collegò l’alimentazione con le malattie cardiovascolari. Per primo notò il rapporto molto stretto e la differenza fra l’alimentazione della società nordamericana e le classi povere del Sud dell’Italia. Un sistema alimentare che privilegiava cereali, frutta, verdura, semi e olio d’oliva; un consumo moderato di carni rosse, la quasi totale assenza di grassi animali (grassi saturi) e un consumo moderato di pesce, carne bianca, legumi, uova, latticini, modeste quantità di vino rosso e dolci occasionalmente. Ma il confronto fu anche con l’abitudine delle popolazioni rurali a nutrirsi di tutti i derivati del maiale, dai salumi al lardo! La prima pubblicazione è del 1959 e nel 1975 ripubblicò ”How to eat well e stay well, e aggiunse The Mediterranean Way”. Keys nella prefazione del libro diceva con chiarezza che la dieta mediterranea non rispecchiava ciò che i popoli del mediterraneo effettivamente mangiavano, ma che comunque poteva essere un ideale, una formula promozionale per la salvaguardia della salute. Nel 2010 è diventata anche patrimonio Unesco.

Ma la A successiva richiama anche lo Stile di vita! L’ATTIVITA’ FISICA ne fa parte : oltre l’aderenza alla dieta che è scientificamente dimostrato riduce non solo il rischio cardiovascolare ma anche quello di molte malattie croniche invalidanti; bisogna ricordarsi di muoversi settimanalmente. Uno sforzo fisico lieve : si inizia a sentire caldo, si parla normalmente; uno sforzo moderato, la camminata veloce : si sente caldo, il respiro è veloce, si suda, si parla con frasi brevi. Facciamolo  tre volte alla settimana, abbandoniamo il divano. Purtroppo solo una parte modesta degli adulti fa attività fisica o va in bicicletta.

La terza A: ATTENZIONE AL RISCHIO INDIVIDUALE! Esistono le carte del rischio cardiovascolare (Progetto Cuore dell’Istituto Sup. di Sanità) suddivise per classi che tengono conto non solo di parametri fissi ma anche di fattori aggiuntivi come i valori del colesterolo LDL, dei trigliceridi alti, dei valori pressori o dell’abitudine al fumo. Possiamo abolire il rischio o ridurlo di molto, teniamone conto con l’aiuto degli specialisti di fiducia.

La quarta A, non è meno importante delle precedenti e riguarda la corretta ASSUNZIONE DELLA TERAPIA. Richiede costanza quotidiana. Mai farmaci interrotti autonomamente ! E’ dimostrato che l’attenzione alla terapia cala col tempo e che molti pur assumendo le terapie prescritte non raggiungono i valori di riduzione dei parametri alterati: ci riferiamo alle statine, agli antipertensivi, agli antidiabetici, agli antiaggreganti e ai nitroderivati. Non dimentichiamo lo stile di vita perché la terapia è solo una parte della prevenzione.

La quinta A la semplifichiamo e la riassumiamo in un consiglio energico : ATTIVATI!!! Se hai dolore al petto chiama il 112 ! Il 25% delle persone muore prima di arrivare in ospedale; si sottovaluta il disturbo. Il rischio per la vita non va sottovalutato. L’operatore della  Centrale Operativa risponde subito; forniamo le informazioni necessarie per valutare la situazione, come i sintomi che avvertiamo, da quanto tempo, le situazioni particolari in cui ci troviamo, l’indirizzo preciso, rispondiamo con calma a quanto ci viene richiesto; ogni domanda ha la sua importanza per allertare l’arrivo dei soccorsi in modo preciso. Da segnalare che è attivo in Trentino un Progetto di Prevenzione Cardiovascolare Globale nell’ottica di prendersi cura del proprio cuore.“Le malattie cardiovascolari come l’infarto miocardico acuto sono in assoluto la prima causa di morte in Italia e in Europa, anche se negli ultimi anni si é registrata una significativa riduzione della mortalità grazie agli importanti progressi terapeutici nella cura e alle misure di prevenzione”. Sono parole del dr. Bonmassari direttore della U.O. del Santa Chiara di Trento : teniamone conto. E’ ricordiamoci che “avere a cuore il nostro cuore” è l’investimento migliore da fare con i corretti stili di vita “possibilmente quotidiani”. 

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