“Spuntino del lupo”: la battuta del pastore diventa realtà

Ancora lupi in valle: colpita a Por la Fattoria Alpina di Massimiliano Carè

Che rifugiarsi nell’ironia sia un modo di reagire lo si vede spesso, qui però ce n’è da dire, perché la cosa è oltre, sembra pure che tristemente se la sia gufata. Si parla di Massimiliano Carè dell’azienda agricola Fattoria Alpina di Sella Giudicarie: qualche giorno fa, quale pastore che vive preoccupazioni per il proprio gregge, aveva ironizzato su un nuovo possibile prodotto, un ragù di pecora, pensando di poterlo chiamare “Spuntino del lupo”. L’altro ieri, nella notte tra mercoledì 20 e giovedì 21 maggio, ne ha perse 4 delle sue.

La storia è un po’ la stessa che si sente ripetuta in valle: dopo il disastroso evento a La Filiera della Lana lo scorso 15 aprile, anche le ripetute predazioni a Bleggio Superiore, l’ultima lo scorso25 aprile. La notte successiva a quella di Comano l’ennesimo attacco di lupo a Saone, dove a morire sono state le pecore di Luca Scalfi. Ci risiamo, questa volta siamo a Por.

Stessa preoccupante dinamica: le pecore si trovavano a un centinaio di metri dalle case abitate. Il recinto ampio 800 metri in lunghezza per permettere agli animali di non spaventarsi e saltare fuori in caso di attacco. Una recinzione però di quelle mobili, comunque elettrificate, alte 1 metro. I lupi sono entrati scavalcando la recinzione e le pecore predate sono state cinque: tre morte, una sbranata e una ferita.

Ad accertarlo il Corpo della Forestale, chiamato la mattina seguente dopo il ritrovamento di una prima carcassa da parte del padre del pastore. I morsi precisi al collo come al solito parlano chiaro. Ora la cosa per Carè è quella di fare le carte alla Provincia per il risarcimento.

«Finché sono solo due o tre pecore – la considerazione di Caré – posso anche mettere in conto che succeda, il lupo fa il lupo. Non posso sapere se torneranno. E in ogni caso ci potrei fare poco.» Il gregge di Massimiliano era di 30 animali tra pecore ed agnelli, fino all’altro giorno aveva perso solo una pecora a causa dell’orso. La preoccupazione per la sua intera attività è concreta: «Ho gli sfalci da fare anche io, è lo stesso discorso che ha fatto Malesardi ».

I due pastori si conoscono, Caré era stato uno di quelle persone che aveva invitato Sandro ad andare a tosare alcune delle sue pecore, data la perdita del gregge quasi per intero. La Fattoria Alpina di Massimiliano è conosciuta in valle specialmente in riferimento alla vendita dei suoi prodotti ai mercati agricoli, da Tione a Molveno. Spaziano dagli sciroppi insoliti, alle salse particolari con le erbe che raccoglie in montagna, ai prodotti derivanti dagli animali che alleva: ad essere conosciuta è più direttamente la passione che trasmette per il suo lavoro.

«ll pensiero c’è – confida quindi e aggiunge – Ci sono anche dei cani al limitare del recinto, ma ai lupi fanno poco. Quando hanno finito gli animali da mangiare, si mangiano anche loro». Rimane un po’ di ironia: racconta infatti l’episodio del ragù di pecora. Si tratta di uno dei suoi prodotti, così come il “Ragù dell’orso” fatto di carne mista di asino e pecora di nuovo. Chissà se il nuovo prodotto, dopo questa vicenda, verrà effettivamente chiamato “Spuntino del lupo”.

Un’ultima considerazione va infine al recinto di Por dove, oltre alle pecore di Caré ci sono anche asini di altri allevatori. Si tratta di un’enorme costa erbosa curata dagli abitanti del paese, recuperata più di dieci anni fa, per cui gli animali dei pastori svolgono una funzione di mantenimento del bene. Lo scorso 4 aprile gli abitanti si sono adoperati per togliere spine e ramaglie, ne è seguita una festa. «Tutte le reti per fare il recinto, i pali per tenerlo in piedi, e l’elettrificazione – chiude Massimiliano – sono stati acquistati dai ragazzi della Pro loco che ogni anno fanno e smontano il recinto e lo mettono a disposizione di chi ha voglia di tenere pulito vicino al paese.»

 

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