“Due settimane di pura follia”: Laura Pirovano si racconta al Festival dell’Economia

L’intervista a Lolli al panel “Dalle medaglie olimpiche all’economia della vita” del 21 maggio a Trento

Tra gli appuntamenti in programma in occasione del Festival dell’Economia di Trento, iniziato ieri e organizzato dal Gruppo Il Sole 24 ORE e da Trentino Marketing per conto della Provincia autonoma di Trento, si è svolto anche il panel “Dalle medaglie olimpiche all’economia della vita”, giovedì 21 maggio alle 15 al Teatro Sociale di Trento.

All’incontro hanno partecipato il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò e gli atleti olimpici: la giudicariese Laura Pirovano, René De Silvestro, oro in slalom gigante e argento in combinata alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, e Pietro Sighel, atleta di Baselga di Piné, medagliato olimpico nello short track.

La sciatrice della Val Rendena ha raccontato le sue prime Olimpiadi invernali come un’esperienza incredibile, anche senza medaglie. La soddisfazione più grande, però, è arrivata successivamente con la vittoria in Coppa del Mondo di discesa femminile 2026, che ha segnato un importante traguardo della sua giovane carriera.

Poco tempo per festeggiare quel successo, solo una vacanza per ricaricare le energie e ripartire: Pirovano ha già ripreso gli allenamenti, come raccontato al taccuino di Matilde Armani.

Come sono state queste Olimpiadi per Laura Pirovano?
A causa di diversi infortuni non avevo mai avuto l’opportunità di partecipare a un’Olimpiade. Riuscirci quest’anno, in casa, mi ha permesso di vivere al massimo un’unica edizione. Purtroppo è mancata la medaglia, ma sono comunque molto soddisfatta di come l’ho affrontata. È vero che sono gare come le altre, ma non le ho vissute affatto così. Le emozioni erano a mille, 24 ore su 24. Sono state due settimane di pura follia.

Che ricordo conserva del Villaggio Olimpico?
È stato tutto molto emozionante, ma in particolare ricordo la possibilità di incontrare altri atleti. Noi sportivi viviamo spesso chiusi nella nostra bolla: nello sci alpino esiste già una separazione tra discipline e ancora di più tra settore femminile e maschile, con pochissimi incontri. Nel villaggio olimpico, invece, si vive la quotidianità con atleti di sport e nazioni diverse. È stato questo l’aspetto che mi ha colpito di più: lo scambio delle spille, il confronto continuo. Le Olimpiadi ti aprono davvero nuovi orizzonti, ma lo capisci solo quando le vivi.

Questo incontro ha rappresentato un’occasione per parlare della tua carriera e di quella speciale Coppa di Cristallo. Che effetto ha fatto salire su quel palco?
È sempre un onore partecipare a eventi di questo tipo, soprattutto accanto a medagliati olimpici e al presidente Malagò. Mi rende fiera di ciò che ho fatto e mi aiuta a prenderne piena consapevolezza. Sono momenti che porterò sempre con me.

Quando ha realizzato davvero l’impresa che ha compiuto, al di là del momento?
Forse non l’ho ancora realizzata del tutto. Però quando sono a casa e passo davanti alla Coppa, mi fa ancora uno strano effetto.

Dove la tiene?
Sul pianoforte.

Festival dell’Economia nel territorio di casa, Olimpiadi in casa, con i suoi tifosi che rapporto ha?
Hanno una parte fondamentale. Noi siamo concentrati al 100% sulla nostra vita sportiva, ma poter ogni tanto staccare e percepire l’affetto e il tifo che ci circonda dà una carica in più. È anche un senso di realizzazione, perché spesso siamo concentrati solo sugli obiettivi e ci dimentichiamo delle persone che ci sostengono da sempre. Questo mi rende molto fiera.

Come è stato ricevere i complimenti dal presidente Giovanni Malagò?
È un onore ricevere apprezzamenti dal presidente. Per me significa molto. Come ho detto, devo ancora realizzare completamente ciò che ho raggiunto, ma sentirselo dire mi rende ancora più fiera e mi aiuta a prendere consapevolezza di ciò che ho fatto.

Che valore ha far parte delle Fiamme Gialle?
È estremamente importante. Significa potersi allenare e, allo stesso tempo, svolgere il proprio lavoro con serenità. Offre stabilità economica e una grande opportunità, soprattutto in giovane età, quando le possibilità lavorative sono poche. Inoltre, c’è l’orgoglio di far parte di un gruppo che sostiene il percorso verso la realizzazione dei propri obiettivi.

Da qui in avanti, quali sono gli obiettivi della Lolli?
Gli obiettivi li valuterò con calma, perché non mi piace pormeli troppo lontani o troppo grandi. Sicuramente voglio mantenere la costanza di questa stagione, che non è affatto scontata. 

 

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