Lo svincolo sud sulla Statale del Caffaro, il famigerato ponte, o meglio ponti, e il collegamento fra la Provinciale Storo-Baitoni con la Statale 240 della Valle di Ledro.
Storo: i nodi della viabilità

Dopo i bilanci comunali di Pinzolo, Tione e Comano Terme, spazio a quello del Comune di Storo. Dal 4 maggio del 2025 (giorno delle ultime elezioni amministrative) per la prima volta dopo decenni Storo ha un Consiglio comunale privo di opposizione. Un vulnus? Il sindaco Nicola Zontini, rispondendo ad una domanda specifica della stampa quotidiana, ha detto di sì, perché «l’assenza della minoranza fa venir meno gli stimoli per chi governa.»
Ciò che non dice, e che altri sindaci prima di lui notavano, è che l’assenza di un’opposizione è una potenziale fonte di grane: infatti quando hai un avversario fai quadrato, mentre se non ci sono contraddittori trovi sempre qualcuno al tuo interno che se ne fa carico.
Abbiamo affermato “potenziale fonte di grane”, a dire che non è automatico. Per ora l’amministrazione guidata da Nicola Zontini, al secondo mandato, è indenne da fughe o rotture. Ovviamente il sindaco si augura che la “pax zontiniana” duri.
Quando poni la domanda su cosa bolle in pentola per il 2026 ti viene in mente subito la viabilità. Infatti ci sono almeno tre nodi nei dintorni di Storo che devono essere sbrogliati.
NODO DELLA VIABILITA’ NUMERO UNO. Primo: lo svincolo sud sulla Statale del Caffaro. Il pesce d’aprile del 2024 è stato pesante: frana sulla montagna occidentale, là dove c’è un bacino di raccolta d’acqua per la sicurezza, che è stato riempito dai sassi. L’acqua esce e si porta a valle ciò che trova: piante, terra, sassi. Le piante si incastrano sotto il tubo che attraversa le strade in località Sottovillo con l’effetto alluvione e l’invasione delle cantine del ristorante Barambana, lì a poche centinaia di metri.
Per molti mesi non è successo niente, mentre da molti mesi chi esce da Storo verso sud deve salire fino allo svincolo nord. «Il cantiere è dei Bacini montani della Provincia – mette le mani avanti il sindaco – che mi hanno garantito di essere a buon punto. Mi auguro che per la primavera lo svincolo possa essere aperto. Stiamo sollecitando».
LA QUESTIONE DEI PONTI DI CAFFARO. Sempre nei dintorni c’è la “brutta storia” dei ponti di Caffaro, che immaginiamo non abbia più bisogno di essere rivangata. Ricordiamo solo che siamo in presenza della strozzatura sulla Statale del Caffaro fra Trentino e Bresciano.
Per normalizzare la circolazione sul malconcio ponte del 1906 ne è stato costruito un altro, mai inaugurato perché non ci passano i mezzi pesanti. A questo punto, dopo nove anni, si vuole ristrutturare quello storico, ma nonostante si stiano rincorrendo le stagioni, non succede niente. Per fortuna c’è il ponte provvisorio, per il quale il Comune di Bagolino paga fior di affitto. Fino a quando?
IL PROBLEMA DELL’ACQUEDOTTO. Problema nel problema: l’acquedotto. L’anno scorso è stato sbandierato l’accordo fra i tre Comuni di Storo, Bagolino (frazione Ponte Caffaro) e Bondone (frazione Baitoni) per (la diciamo semplice) mettere in rete i tre acquedotti, così da far fronte ad eventuali momenti di siccità.
Progetto grosso: quasi tre milioni di euro. Il primo lotto (il collegamento con Baitoni) è stato realizzato per circa 700.000 euro. Ora c’è un contrattempo. Bisogna allacciare gli acquedotti della rete comunale di Storo con Ponte Caffaro, ma c’è un guaio: la condotta dovrebbe passare sotto il ponte. Domanda: sotto quale dei tre ponti deve passare? In attesa di notizie il ritardo si accumula.
IL COLLEGAMENTO CON LA VALLE DI LEDRO. Terzo nodo: il collegamento fra la Provinciale Storo-Baitoni e la Statale 240 della valle di Ledro. Problema antico: il passaggio dei mezzi pesanti in mezzo al centro abitato di Storo.
Per toglierlo si è pensato di spostare il traffico sulla Provinciale, creando una bretella fra questa e la strada dell’Ampola. La Provincia ha messo sul tavolo cinque milioni, e ha promesso che l’opera verrà realizzata in tempi solleciti. Così com’è la situazione, i camion dovrebbero abbandonare la Statale a Ponte Caffaro, percorrere via Campini fino al collegamento con la Provinciale 69, proseguire fino alla bretella di collegamento con l’Ampola.
Tuttavia c’è chi invoca un secondo lotto dalla Provinciale alla Statale del Caffaro passando nella campagna di Storo. E qui potrebbero aprirsi altre questioni, considerato che la campagna storese è uno scrigno produttivo, perciò non è detto che sottrarre superficie sia visto come un servizio.
IL FRONTE SOCIALE. Altri capitoli ci sarebbero rispetto alle infrastrutture, ma siccome non di sole opere pubbliche vive un’amministrazione, parlando delle questioni comunali non si può non toccare il tema sociale. Negli ultimi tempi Storo è balzato più di una volta agli onori disonorevoli della cronaca a causa di fatti incresciosi, con al centro i pestaggi messi in pratica da un gruppo di ragazzi.
Come ci spiegava in passato il comandante della polizia locale, il pericolo di uscita di notizie fuori controllo dipende da un fatto: il tempo che intercorre dall’evento alla soluzione, che dovrebbe essere all’insegna del silenzio. Invece è un vuoto che si presta alla diffusione dei “si dice” e delle voci incontrollate.
Nicola Zontini non può che confermare che «si sta lavorando da parte delle forze dell’ordine. È chiaro che sono situazioni spiacevoli per una comunità, seppure, tengo a sottolinearlo, di una piccolissima parte della comunità. Sono episodi che non sono mai stati tollerati, ma ora la misura è colma».






















