Sul tema del turismo nelle Esteriori si esprime il presidente della cooperativa La Fonte
Samuel Dalfior da La Fonte: “Aspettative alte: fascino della storia, benessere e cura dell’ambiente”

Dopo i recenti interventi da parte del presidente dell’Azienda per il turismo Madonna di Campiglio Tullio Serafini e dell‘assessore provinciale per il Turismo Roberto Failoni, parliamo ancora di turismo. Questa volta, il punto di vista è quello del presidente della cooperativa La Fonte Samuel Dalfior.
Quale è il bilancio della stagione turistica invernale?
Il bilancio della stagione invernale si chiude con il segno positivo, confermando una crescita che va ben oltre la semplice stagionalità. Anche se per il nostro territorio l’inverno non rappresenta il core business tradizionale, i numeri e il gradimento del pubblico ci permettono di archiviare i mesi passati con estrema soddisfazione. Il segreto di questo risultato risiede in una programmazione lungimirante che ha saputo trasformare l’autunno nel trampolino di lancio ideale per i mesi più freddi. Il “Mese del Gusto” in collaborazione con l’Apt Garda Dolomiti, ha fatto da apripista, mettendo a sistema le eccellenze locali: la Festa della Patata del Lomaso; la Festa del Latte di Fiavè; la Festa della Noce di Cavrasto. Questi appuntamenti non sono stati solo celebrazioni della tradizione, ma una vera e propria “anticamera” strategica che ha preparato il terreno per i grandi eventi della stagione fredda. Il culmine della stagione ha visto protagonisti i Mercatini di Rango e l’evento Shalom di Lundo. Se un tempo potevano essere considerati semplici manifestazioni locali, oggi sono diventati dei prodotti turistici consolidati, capaci di attrarre flussi da tutta Italia e dall’estero. La capacità di unire il fascino dei borghi a un’offerta culturale e gastronomica di alto livello ha trasformato queste località in certezze del panorama nazionale, dimostrando che l’identità territoriale è la chiave per un turismo destagionalizzato e di qualità.
Per la stagione estiva che sta iniziando nell’area del Garda e che tra pochi mesi entrerà nel pieno anche in Giudicarie Esteriori, che novità ci saranno e che prospettive ci aspettano?
Con l’apertura della stagione nell’area del Garda e l’avvicinarsi del periodo clou per le Giudicarie Esteriori, le aspettative sono alte. Il territorio si prepara ad accogliere i visitatori puntando su una formula che unisce il fascino della storia alla cura dell’ambiente. Le prospettive per una stagione di successo poggiano su basi solide: l’unicità di un’offerta che non teme confronti. Chi sceglie la Valle di Comano, infatti, lo fa per un mix esclusivo di fattori: il fascino senza tempo degli antichi Borghi e le proprietà terapeutiche, uniche nel loro genere, delle acque termali. Dalle Terme ai sentieri che si snodano tra i campi coltivati, tutto è pronto per guidare l’ospite in un viaggio di scoperta. Il messaggio è chiaro: le Giudicarie Esteriori non sono solo un’alternativa alle rive del Garda, ma una destinazione d’eccellenza capace di offrire rigenerazione, cultura e avventura in un contesto rurale ancora intatto.
Le recenti tensioni internazionali, tra guerre, crisi energetiche e carenze di combustibili, potranno avere ripercussioni nel settore turistico anche a livello locale?
Il panorama internazionale, segnato da conflitti persistenti e dalle fluttuazioni dei mercati energetici, impone inevitabilmente una riflessione sulle possibili ripercussioni a livello locale. Negare che lo scenario globale influenzi il turismo sarebbe miope, ma è proprio nell’analisi di queste crisi che emergono i punti di forza del nostro modello. Le tensioni sui combustibili e l’instabilità energetica colpiscono il settore su due fronti: I costi di gestione: Strutture ricettive e termali devono far fronte a costi operativi più alti, che richiedono una gestione sempre più efficiente e sostenibile. La mobilità: L’aumento del costo dei trasporti può influenzare le scelte dei viaggiatori, rendendo le destinazioni “prossime” ai grandi mercati europei (come il nostro legame con il bacino del Garda) potenzialmente più competitive rispetto ai lunghi viaggi intercontinentali. Paradossalmente, in tempi di incertezza, il turista tende a cercare sicurezza, autenticità e benessere. In questo contesto, le Giudicarie Esteriori e la Valle di Comano giocano una carta vincente: Il nostro territorio rurale, percepito come un’oasi di tranquillità lontana dal caos, diventa un “porto sicuro” per chi cerca rigenerazione fisica e mentale. La scelta di puntare sui borghi e sulla mobilità lenta (ciclabili) non è solo una scelta ecologica, ma una strategia economica per ridurre la dipendenza dalle fluttuazioni dei combustibili fossili. Le prospettive restano positive perché il nostro target — chi cerca l’unicità delle acque e la storia dei nostri borghi — è un viaggiatore consapevole, spesso meno influenzato dalle mode del momento e più legato al valore reale dell’esperienza. Certamente le sfide non mancano, la nostra risposta alle crisi globali rimane la stessa: la cura meticolosa del territorio. Rafforzare le sinergie tra enti e investire in un’accoglienza di qualità è l’unico modo per trasformare l’incertezza in un’opportunità di consolidamento.
Quali bisogni e necessità evidenzierebbe agli amministratori comunali della valle e all’azienda consorziale Terme di Comano in ottica di sostegno al turismo?
Per consolidare il posizionamento della Valle di Comano come destinazione d’eccellenza, è fondamentale che il dialogo tra territorio, amministrazioni locali e l’Azienda Consorziale Terme diventi un fronte comune sempre più serrato. Le fondamenta sono solide, ma per competere nel mercato moderno è necessario un salto di qualità su alcuni nodi strategici. Due opere per ridisegnare il territorio: nuovo stabilimento e tangenziale Non si può più attendere per due interventi strutturali che definirei epocali. È auspicabile, innanzitutto, l’avvio dei lavori per il nuovo stabilimento termale, un’opera attesa ormai da oltre quindici anni e fondamentale per rilanciare l’offerta benessere a livello internazionale. Parallelamente, il via libera ai lavori per la tangenziale di Ponte Arche rappresenterebbe la chiave di volta per la vivibilità e l’accessibilità della valle. Queste due opere, se sfruttate opportunamente e inserite in una visione d’insieme, hanno il potenziale per ridisegnare profondamente e positivamente le sorti del nostro territorio. Un’accoglienza di alto livello non può prescindere dalla tecnologia. È urgente investire nelle infrastrutture digitali per eliminare le zone d’ombra dove il segnale telefonico è ancora debole e per garantire un Wi-Fi diffuso di qualità. Questo deve tradursi in piattaforme digitali evolute, capaci di raccontare i servizi e le bellezze del territorio in tempo reale. Infine, dobbiamo essere tutti — istituzioni e cittadini — custodi dell’identità rurale che ci distingue. Tuttavia, la tutela del paesaggio non basta: serve una spinta imprenditoriale consapevole. Solo attraverso una gestione economica moderna e lungimirante, capace di valorizzare le nostre radici, potremo trasformare il fascino della nostra valle in frutti concreti e duraturi.






















