Orsi: nessun caso critico nel 2025, spariscono però i cartelli

Pubblicato il Rapporto Grandi Carnivori 2025: 118 orsi, 22 branchi di lupo, 4 di sciacallo dorato

In Trentino ci sono almeno 118 orsi, ma nel 2025 nessuno ha dato problemi. Era stato anticipato qualche settimana fa, oggi è  stato riconfermato dal “Rapporto grandi carnivori 2025” con il punto annuale su orsi, lupi e sciacalli dorati.

La linea della Provincia autonoma di Trento resta quella della “gestione”. Monitoraggio, prevenzione, informazione e, quando serve, interventi diretti sugli animali. Tra le misure: cassonetti anti-orso e recinzioni elettrificate gratuite per proteggere allevamenti e apiari. Dove vengono usate bene, i danni calano.

Il dato che emerge chiaro è che nel 2025 non sono stati registrati comportamenti problematici da parte di esemplari di orso, anche se si sa che  la questione dei plantigradi rimane tutt’oggi divisiva. “È verosimile – si legge nel rapporto – ritenere che a questo risultato abbia contribuito anche il fatto che, nel 2024, tutti e tre gli esemplari problematici individuati sono stati prontamente rimossi mediante abbattimento, in applicazione del PACOBACE. Resta comunque possibile che nuovi soggetti pericolosi o responsabili di danni ripetuti si manifestino anche in futuro, indipendentemente dalle attività di prevenzione e comunicazione messe in campo”.

Intanto crescono i lupi: 22 branchi in totale, 12 nel Trentino orientale e 10 occidentale. Sempre più diffuso anche lo sciacallo dorato, con quattro nuclei riproduttivi accertati.

In queste settimane, a maggior ragione dopo gli ultimi avvenimenti di cronaca, l’interesse è rivolto ai lupi. Per i  più confidenti con l’uomo scattano  i protocolli ISPRA, che definiscono i comportamenti indesiderati e le condizioni per l’attivazione di misure di dissuasione o rimozione. Si inserisce in questo contesto  il caso di un esemplare eliminato lo scorso autunno. 

Ma il problema non sono solo gli animali. Sul fronte della comunicazione e dell’informazione, sono oggi migliaia i cartelli con le regole di comportamento da adottare nelle aree di presenza degli orsi, distribuiti capillarmente sul territorio. Tuttavia, circa il 30% di questi ha subito almeno un episodio di rimozione o manomissione, con punte di cinque interventi consecutivi nello stesso sito. “Chi rimuove i cartelli, magari trasformandoli in souvenir – averte la Provincia facendo ipotesi che, se vere, lasciano ben pensare – ostacola un importante processo di diffusione delle regole di sicurezza.”

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