L’arte inquieta e materica di Mattia Cozzio in mostra

Una mostra intensa e contemporanea dove frammenti, prospettive rovesciate e memoria danno vita a un percorso artistico profondo e personale.

Nelle sale di Judicaria a Tione è stata inaugurata – sabato 16 maggio – la mostra dell’artista Mattia Cozzio, esposizione che resterà aperta al pubblico fino al 31 maggio e che ha già richiamato numerosi visitatori e appassionati d’arte contemporanea.

All’apertura erano presenti diverse autorità e rappresentanti del mondo culturale del territorio. A portare il saluto del presidente Giuliano Beltrami è stata la vicepresidente di Judicaria Gabriella Maines, sottolineando il valore di un’iniziativa capace di proporre ricerca artistica e riflessione culturale nel cuore delle Giudicarie.

Il professor Paolo Dolzan ha introdotto il percorso espositivo soffermandosi sulla cifra stilistica di Cozzio, definita una linea artistica personale e immediatamente riconoscibile. Un linguaggio che diventa quasi un marchio distintivo, capace di rendere le opere identificabili al primo sguardo.

Di particolare interesse anche l’intervento critico di Alessandro Togni, che ha evidenziato come Cozzio utilizzi materiali semplici e poveri, come il cartone intagliato e strappato, trasformandoli in elementi di forte tensione espressiva. Un’arte che nasce dalla materia ma che tende continuamente verso una dimensione immateriale e mentale.

Le opere dell’artista si muovono infatti tra immagini realistiche e deformazioni percettive, in una continua trasformazione dello sguardo. Togni ha parlato di richiami persino rinascimentali, pur all’interno di una costruzione fortemente contemporanea, fatta di sovrapposizioni visive, prospettive rovesciate e frammenti che sembrano scavare nella memoria interiore.

Ne emerge una pittura drammatica, intensa, che obbliga il visitatore a interrogarsi sul proprio modo di vedere. Le figure non appaiono mai completamente stabili o palpabili: ciò che conta è piuttosto la rappresentazione di una coscienza interiore, sospesa tra ordine e disordine, tra costruzione e lacerazione.

Anche il tema dell’anamorfosi ritorna nelle opere di Cozzio, dove la deformazione diventa necessità espressiva e ricerca di significati nascosti. Persino un cartone strappato, è stato osservato durante la presentazione, può trasformarsi in “atomo estetico”, frammento di un nuovo universo visivo. Le opere sono state paragonate a isole pronte a ricomporsi in una nuova Pangea artistica.

Nel suo breve intervento finale, Mattia Cozzio ha ringraziato il pubblico per la partecipazione numerosa, mantenendo però quel tratto schivo e autocritico che accompagna spesso gli artisti più autentici.

A conclusione della serata è intervenuto anche l’avv. Luigi Olivieri, che ha espresso apprezzamento per l’attività culturale portata avanti da Judicaria, definendola una realtà unica nelle Giudicarie per capacità di promuovere cultura e arte contemporanea.

Una mostra intensa e non convenzionale, che merita certamente una visita.

Aperta tutti i giorni dalle ore 16:00 alle 19:00 la mostra chiuderà domenica 31 maggio. L’ingresso è libero.

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