Mattia Cozzio e il frammento come specchio dell’anima

La mostra “L’Altra Realtà” sarà inaugurata sabato 16 maggio al Centro Studi Judicaria a Tione

Da domani, sabato 16, a domenica 31 maggio, il Centro Studi Judicaria di Tione di Trento ospita L’Altra Realtà, mostra personale di Mattia Cozzio, artista trentino classe 1990 che da anni porta avanti una ricerca visiva intensa, stratificata e profondamente introspettiva. Un’esposizione che si presenta non soltanto come raccolta di opere, ma come attraversamento di un universo mentale sospeso tra sogno, memoria e disgregazione del reale.

Cozzio, formatosi tra il Liceo Artistico Umberto Boccioni di Verona e l’Istituto Statale d’Arte Alessandro Vittoria di Trento, costruisce un linguaggio che fonde pittura, collage, architettura immaginaria e tensione simbolica. Le sue opere sembrano nascere da un processo di accumulo emotivo: frammenti di città, figure sospese, geometrie irregolari e paesaggi interiori convivono in composizioni che sfuggono a ogni definizione lineare.

Già dalla locandina della mostra emerge il cuore della sua poetica. La torre centrale — fragile e visionaria — si erge in uno spazio che pare simultaneamente cosmico e terrestre, circondata da rovine, aperture dimensionali e strutture impossibili. È un’immagine che richiama il concetto stesso di “altra realtà”: non evasione dal mondo, ma sua ricomposizione attraverso la sensibilità dell’artista.

Nelle opere esposte, il volto umano perde stabilità e si frantuma in piani geometrici, mentre gli ambienti assumono il carattere di città mentali, quasi teatri dell’inconscio. Cozzio sembra interrogarsi continuamente sull’identità contemporanea: chi siamo dentro una società che frammenta il tempo, i rapporti e persino la percezione di noi stessi?

La sua pittura non cerca il comfort estetico immediato. Chiede piuttosto uno sguardo lento, capace di entrare nelle crepe dell’immagine. In questo senso, la recensione critica presente nel catalogo coglie perfettamente il centro della sua ricerca quando parla di “un mosaico di ruderi” e di una realtà “frammentata, lacerata, tormentata”. Le opere di Cozzi non rappresentano semplicemente figure o luoghi: rappresentano stati interiori.

Eppure, dentro questa inquietudine permane sempre una tensione verso la luce. Tra linee spezzate e architetture instabili compaiono colori vivi, aperture celesti, dettagli poetici che suggeriscono possibilità di rinascita. È proprio questo contrasto a rendere il lavoro dell’artista così magnetico: la convivenza continua tra inquietudine e bellezza.

L’Altra Realtà diventa allora un viaggio dentro ciò che normalmente resta invisibile. Mattia Cozzi costruisce immagini che non descrivono il mondo per come appare, ma per come viene percepito dall’anima. E nel farlo restituisce alla pittura una funzione rara e preziosa: quella di diventare specchio emotivo del nostro tempo. L’inaugurazione è sabato 16 alle 17:00 dove interverrà con osservazioni estetiche il critico d’arte Alessandro Togni. La mostra sarà aperta tutti i giorni con orario 16:30 10:00. L’ingresso è libero.

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