Germano Lanzoni, noto attore, speaker del Milan e comico, ha trovato casa e soprattutto un modo diverso di essere comunità, a Rango.
Un milanese “imbruttito” affascinato dal Bleggio

DA MILANO AL BLEGGIO: UNA SECONDA CASA TRA I MONTI. Da Milano al Bleggio. Lo possiamo definire giudicariese d’adozione? Probabilmente sì, perché ormai a Rango, Germano Lanzoni – l’attore del “Milanese Imbruttito”, speaker del Milan e comico – è di casa. Da quasi tre anni lui e la moglie, la coreografa, ballerina, docente di danza e collaboratrice della Scala, Lara Bogni, hanno preso in affitto un’abitazione nel borgo e, tra weekend lunghi e fughe dalla città, il Bleggio è diventato un pezzo della loro vita, oltre al luogo in cui hanno suggellato il loro amore.
RANGO E IL SENSO DI COMUNITÀ. «Più le case sono distanti, più le persone sono vicine» spiega Lanzoni, che qui ha scoperto tutta un’altra idea di comunità. La prima volta a Rango arrivarono nel 2008, invitati da Elisa Cancian, allieva di Lara, babysitter delle loro due gemelle. La nonna e la mamma di Elisa sono nate a Rango, dove hanno ancora una casa che si affaccia sulla fontana del paese. La nonna Renata, che se ne è andata lo scorso anno, definiva il borgo “l’ultim post cagà dal diaól”. «Il diavolo del Milan, ovviamente», scherza l’attore.
UN PAESAGGIO CHE CAMBIA CON LE STAGIONI. «Rango sembra disegnato dalla fantasia. Gli americani posti così li hanno a Disneyland, ma di cartapesta. Una vallata dolce, immersa nella natura, è meravigliosa. Gli spazi, i colori, questi sono luoghi che cambiano con le stagioni, in città questo non accade più. Mi piace la vicinanza delle cime, che poi non sono poi così vicine quando le devi raggiungere».
TRA MILANISTI, VOLONTARIATO E LEGAMI AUTENTICI. Oltre ai luoghi, si sono appassionati anche della gente: «Ci siamo subito sentiti a casa. Qui le persone si danno da fare, lavorano per la propria comunità in modo volontario. Si avverte una dimensione collettiva profonda, che in città non c’è. Poi con i milanisti poi mi lega un’amicizia speciale».
UN MATRIMONIO NEL CUORE DI UNO DEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA. E proprio in uno dei Borghi più belli d’Italia Lara e Germano si sono detti il loro sì eterno: «È talmente bello sto posto, che quando abbiamo deciso di sposarci abbiamo detto agli amici di venire a vedere dove stiamo bene. Un borgo meraviglioso, c’era un palco, su cui i miei amici artisti salivano ad esibirsi. Poi sfruttando l’idea dei mercatini, nei volt c’erano le aree del food. È stato perfetto, dopo 24 anni insieme il giorno più bello».
IL RITORNO CICLICO AL BLEGGIO. Se Lara ormai è quasi “rangotana”, Germano – tra San Siro e i set – riesce a salire un po’ meno, «ma almeno una fuga al mese me la concedo, ci impiego 2 ore e 34 a salire. In estate e a Natale siamo più qui che giù». Rango per loro è “un modo di essere al mondo” diverso rispetto alla città. «Cosa faccio quando sono qui? Niente. Cerco di non avere call di lavoro, leggo, sto in relazione con la gente e poi mangio tanta polenta come quella che mi preparava sempre la mia nonna…».
DAL BOATO DI SAN SIRO AL SILENZIO DELLE MONTAGNE. Insomma, dal boato di San Siro e le sue 80 mila persone, la frenesia e il traffico della città, ai silenzi e la quiete del Bleggio. Due mondi che sembrano opposti e invece convivono. Quindi è possibile essere, allo stesso tempo, l’attore del “Milanese Imbruttito” e l’uomo che passeggia tra le case in pietra di un borgo di 150 abitanti? Come convivono queste due identità? …
LA DANZA COME LINGUAGGIO COLLETTIVO. Per Germano e Lara è stato naturale anche costruire qui parte del loro lavoro. Con il progetto “IMPRONTE”, sostenuto da Pro Loco Quadra, Comune del Bleggio Superiore, Vivi Comano Dolomiti, Cassa Rurale Alto Garda e Rovereto e La Fonte Soc. Coop., hanno riaperto il Teatro di Larido, chiuso dal 2018. In soli otto giorni di residenza, senza conoscersi, hanno lavorato per dieci ore al giorno, costruendo lo spettacolo “Un modo di essere al mondo”, andato in scena in tre serate di dicembre sul palco di Larido.
EMOZIONE, PUBBLICO E FUTURO. «La soddisfazione è tanta…» racconta Bogni. Lanzoni guarda già avanti: «L’obiettivo è portare lo spettacolo in un teatro più grande…». Nel giugno 2026 tornerà anche “Sentieri Sospesi 2”, dedicato ai giovani ballerini della zona. «Non si può solo chiedere il prezzo di un biglietto: bisogna restituire…».






















