Inaugurata e benedetta sabato 23 maggio la nuova “casa” dei Vigili del fuoco volontari di Bolbeno e Zuclo, punto di riferimento per l’intera comunità. Seconda inaugurazione nel giro di poche settimane dopo quella della caserma di Bondo (18 aprile 2026).
Inaugurata la nuova caserma dei Vigili del fuoco di Bolbeno e Zuclo

È stata inaugurata sabato 23 maggio a Bolbeno la nuova caserma del corpo dei pompieri della zona di Bolbeno e Zuclo, al termine di una cerimonia partecipata che ha riunito istituzioni, volontari e cittadini in un momento particolarmente sentito per la comunità. Le Giudicarie celebrano così per la seconda volta in un mese l’apertura di una nuova stazione per Vigili del fuoco.
Grande soddisfazione per il comandante del corpo, Moreno Odorizzi, e tutti coloro che, nel tempo, hanno contribuito alla crescita del corpo dei vigili del fuoco di Bolbeno e Zuclo, ricordando come la forza del sistema trentino del volontariato nasca dalla capacità delle comunità di collaborare, tramandando esperienza, senso civico e spirito di servizio tra generazioni diverse.
Numerose le autorità presenti, dal Sindaco di Borgo Lares, Giorgio Marchetti, agli Assessori provinciali Roberto Failoni e Simone Marchiori, alla consigliera provinciale Vanessa Masè, al Presidente della Federazione Vigili del Fuoco del Trentino Luigi Maturi e all’Ispettore del Distretto delle Giudicarie Manuel Alberti.
«Questa caserma – ha sottolineato l’assessore Failoni – non rappresenta soltanto un’opera importante per il territorio, ma è soprattutto il segno concreto dell’impegno e della generosità che i vigili del fuoco volontari mettono ogni giorno al servizio della collettività. Dietro queste mura ci sono competenza, dedizione e spirito di appartenenza, valori che continuano a rendere forte il tessuto delle nostre comunità».

Dopo il taglio del nastro e la benedizione della struttura, i presenti hanno potuto visitare i nuovi spazi della caserma, simbolo di un volontariato che continua a rappresentare una delle espressioni più autentiche della solidarietà trentina e della forte coesione che caratterizza le comunità di montagna.






















