L’ultimo falso attacco di un’orsa verso un escursionista, nei boschi sopra Stenico, fa riflettere sulla paura e le narrazioni che se ne fanno
L’orsa di Fraporte scombussola i piani del Parco

Nella serata di ieri un escursionista si è imbattuto in un’orsa nei boschi di Stenico che avrebbe cercato di allontanarlo spaventandolo. Un episodio che ne segue una serie di simili e che fa riflettere su come ne è cambiata la narrazione. Domenica poi, il Parco avrebbe avuto un’escursione in zona ma ha spostato l’evento in Val Algone: non volevano l’orsa come special guest dell’evento?
La notizia circola in paese da ieri sera, venerdì 26 giugno, quando è avvenuto l’incontro. Un uomo di Tione ha incontrato un’orsa con due cuccioli in località Arca di Fraporte, vallata nota, anche se non delle più frequentate, salendo nei boschi sopra l’abitato di Stenico. Dal racconto il plantigrado avrebbe messo in atto alcuni comportamenti per spaventare l’escursionista. Quanto avvenuto è confermato dalla nota dell’Ufficio Stampa della Provincia autonoma di Trento che riconduce il comportamento dell’orsa all’interno di quelli che vengono chiamati “falsi attacchi”.
«Incontro ravvicinato con un’orsa con cuccioli nel tardo pomeriggio di oggi per un escursionista che stava percorrendo un sentiero di montagna sopra Stenico, in località Arca di Fraporte – c’è scritto. – A riferire l’episodio è stato lo stesso escursionista.»
Poi segue: «Secondo quanto ha riferito, il plantigrado avrebbe messo in atto un comportamento classificabile come un falso attacco, una reazione della femmina in difesa della prole, nella quale l’animale non punta al contatto fisico ma cerca di allontanare quella che percepisce come una possibile minaccia. Dopo l’incontro ravvicinato la persona è rientrata autonomamente. Il Corpo forestale del Trentino effettuerà i necessari accertamenti.»
Cosa non appare nella nota è quanto può aver provato il suo cittadino. Dal comunicato non ci è dato sapere: ci è poi riuscita, l’orsa, a spaventare l’uomo?
All’emotività ci ha pensato la comunità, con un tam tam di messaggi impauriti di valle in valle. Ci ha pensato questa mattina anche l’Adige con un’apertura in prima pagina.
Oltre all’evento, a incuriosire è la narrazione di questi eventi e come sono cambiati nel tempo. Solo una settimana fa, nei boschi sopra Ranzo, è avvenuto un episodio simile, con un’orsa che avrebbe cercato di intimidire una coppia. Un’orsa che potenzialmente potrebbe essere anche la stessa data la vicinanza, se non fosse un numero diverso di cuccioli.
Qui le pagine dei quotidiani hanno riportato come l’orsa sia arrivata alla distanza di un metro dalla coppia, ringhiando, di come gli escursionisti abbiano messo in atto i comportamenti consigliati dalla stessa Provincia, di come l’orsa avrebbe potuto ferire ma non abbia voluto farlo.
Sì, distanza di un metro: paura? Eppure è inclusa nelle caratteristiche di un falso attacco…
Alcune domande sorgono spontanee: basta la consapevolezza dei cittadini a gestire la paura? Sono da biasimare quelli che non la sanno gestire? E’ una marcia in più per quelli che ci riescono. Selezione naturale quindi tra chi nasce con una caratteristica e chi no? Si può sempre imparare a gestire la paura, forse servirebbe riconoscerla prima di tutto, e formare i cittadini poi.
E cosa diciamo a chi non c’è più? Perché dopo la morte di Andrea Papi, sebbene in circostanze differenti, la storia del “non attacca l’uomo” è stata smentita. Quale la credibilità oggi?
Proprio domani, domenica 28 giugno, il Parco Naturale Adamello Brenta avrebbe avuto in programma una passeggiata con un autore del cinema proprio passando dall’Arca di Fra Porte. Il vero special guest è Adriano Candiago, coautore del film “Le città di pianura”. L’uscita é stata spostata in Val Algone per motivi di prevenzione: per l’orsa, si crede, avranno riservato solo posti in seconda fila.






















