PONTE PIA’ ROTTI DUE DIAFRAMMI.Correva l’anno 2023. Nel mese di agosto è stata consegnata l’opera che prevedeva la rettifica della galleria di Ponte Pià per sostituire il tratto storico, tortuoso e malconcio, in riva al bacino artificiale, fra Ponte Arche e Tione. Progetto della lunghezza di 1.730 metri e del costo di 32 milioni. Questo all’inizio. Cammin facendo, come si dice, si raddrizza la soma. Così, dopo la rottura di un primo diaframma, nel mese di agosto del 2025, se n’è dovuto rompere un altro, perché nel frattempo erano intervenute varianti di progetto. Erano i primi di maggio del 2026 quando le autorità provinciali hanno assistito alla seconda rottura del diaframma. Infatti rispetto ai preventivati 1.730 metri del primo lotto, sono stati scavati 2.200 metri lineari di galleria, con l’asportazione di 100 metri cubi di roccia ogni metro, per un totale che si aggira attorno ai 220.000 metri cubi di materiale. I lavori sono iniziati nel 2024, mentre la variante 2 (con prolungamento del tratto in galleria per circa 700 metri verso Tione fino ad oltrepassare la galleria Scurlo) è iniziata a dicembre 2025. Rispetto ai disegni originali, è stata inserita la rettifica della Statale per un tratto di circa 154 metri immediatamente a valle, dal chilometro 96,644 verso Comano Terme, in corrispondenza di due curve strette con bassa visibilità a causa della parete rocciosa. Se il costo a base d’asta si aggirava attorno ai 32 milioni di euro, oggi, dopo le varianti apportate, si parla di un investimento di una cinquantina di milioni.
VARIANTE DI PONTE ARCHE, UN GRANDE FUTURO DIETRO LE SPALLE.10 febbraio 2023: sala consiliare di Comano Terme, a Ponte Arche, gremita di amministratori per la presentazione del progetto della variante. Erano passati (appena!) tredici anni dal 2010, quando il progetto preliminare veniva elaborato ai fini della valutazione di impatto ambientale. Appalto assegnato ad un’associazione temporanea di imprese formata da PAC, Siei srl e Bouygues E&S Italia spa. Opera “studiata per non impattare sulle risorse del territorio”, con due ponti, uno verso Tione e uno verso Trento, in prossimità del Ponte dei Servi. In mezzo una galleria lunga due chilometri, dichiarò il commissario straordinario Moutier. Costo a quel momento, una settantina di milioni. Più che raddoppiati nel 2026, quando hanno toccato quota 150 milioni. In mezzo ci sono stati tutti gli atti necessari per rendere l’opera realizzabile. Perché è indiscutibile che si tratti di un’opera complessa, dovendo fare i conti con la delicatezza del territorio. Si pensi solo alle potenziali interferenze con la falda che offre acqua a Comano, che significa fonte di vita per abitanti e aziende della valle. Non per niente sono stati investiti generosamente denari per indagini geognostiche e geofisiche.
Cosa manca rispetto il nostro della situazione? Manca tutto il resto!
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