A breve la nuova opera, dal costo stimato 1 milione e 910 mila euro, sarà in funzione
Il punto della situazione sul collettore di Mavignola – Campiglio

Approda nell’emiciclo del Consiglio provinciale di Trento il collettore di Madonna di Campiglio e Sant’Antonio di Mavignola.
L’opera è stata infatti oggetto dell’interrogazione a risposta orale immediata della consigliera provinciale Vanessa Masè. Quest’ultima ha richiamato l’attenzione sulla forte pressione turistica che caratterizza l’area della Val Rendena, un afflusso in costante crescita che richiede un sistema di collettamento e depurazione pienamente efficiente. Masè ha evidenziato alcune criticità relative alla capacità della nuova infrastruttura e alla necessità di interventi di manutenzione e ammodernamento degli impianti.
L’opera rientra nella NADEFP 2022–2024, che prevedeva il collettore tra Madonna di Campiglio e Sant’Antonio di Mavignola, con conclusione dei lavori indicata, nelle informazioni aggiornate al dicembre 2024 nell’ambito del piano ADEP 2025–2027, entro metà 2025, ovvero una volta terminati asfaltature, collaudi e attivazione della tubazione.
«Considerato che, allo stato attuale, non risultano aggiornamenti puntuali circa l’effettiva attivazione dell’infrastruttura e il suo pieno funzionamento – ha fatto presente in Aula la consigliera – e che il tema mantiene carattere strategico per il territorio, si interroga la Giunta provinciale per conoscere lo stato di avanzamento aggiornato dei lavori».
La risposta del presidente della provincia Maurizio Fugatti non si è fatta attendere: «I lavori – ha spiegato – si sono conclusi nel maggio dello scorso anno e sono in fase di collaudo tecnico-amministrativo, a febbraio c’è già stata la consegna anticipata dell’opera da parte di APPA – Servizio opere ambientali ad ADEP. Ci sarà a breve l’installazione di un misuratore di portata e la necessaria comunicazione al Comune in relazione all’interferenza con la condotta comunale, due passaggi cui è subordinata la piena operatività dell’impianto».
Il nuovo tratto di tubazione, insieme al collettore comunale dello stesso diametro che collega Mavignola al depuratore di Giustino, consente l’integrazione tra i sistemi depurativi di Giustino e Madonna di Campiglio, permettendo una gestione coordinata e un migliore equilibrio dei carichi in relazione ai flussi trattati.
Masè ha espresso soddisfazione per la risposta ricevuta, apprezzando l’aggiornamento fornito dal presidente Fugatti sul cronoprogramma.
Il governatore ha inoltre ricordato che, nell’ambito della proposta di quinto aggiornamento del Piano provinciale di risanamento delle acque, sono previsti ulteriori interventi per superare le criticità dei due impianti, dal potenziamento del depuratore di Giustino agli adeguamenti strutturali dell’impianto di Madonna di Campiglio.
L’intero intervento fa parte del documento di programmazione settoriale dedicato alle opere igienico-sanitarie e coerente con il Piano di risanamento delle acque. Il collettore Madonna di Campiglio – Sant’Antonio di Mavignola, con conseguente dismissione dell’impianto di depurazione di Madonna di Campiglio e conferimento all’impianto di Giustino, era stato stimato nel 2019 in un costo complessivo di 1 milione e 910 mila euro.






















