Il nuovo punto panoramico di Comano Terme, due terrazzamenti con affaccio sulle Esteriori, lo stato dell’opera
Il Belvedere di Lundo, un affaccio sulle Esteriori

«Si possono considerare conclusi i lavori per la realizzazione del punto panoramico di Lundo – afferma il sindaco di Comano Terme Fabio Zambotti. – Manca la messa in posa dell’arredo per cui probabilmente si andrà all’anno prossimo». Il belvedere si trova nei pressi del cimitero del paese e permette un affaccio sulla vallata sottostante.
Si tratta di un’opera di dimensioni contenute, pensata anche per avere il minor impatto possibile a livello ambientale. Il progetto è stato affidato allo studio Mimeus con sede in Primiero, mentre i lavori sono stati diretti dallo studio dell’ingegnere Gianfranco Pederzolli di Stenico. Adagiato lungo il pendio del monte Casale, il Belvedere di Lundo sfrutta infatti due terrazzamenti ottenuti da una rimodellazione del terreno.
L’idea risale a più di cinque anni fa, all’interno del progetto «Mobilità dolce: percorsi e belvedere» curato dall’Azienda per il turismo Terme di Comano, ora Garda Dolomiti Azienda per il turismo. Uno studio preliminare del 2021, condiviso con l’Amministrazione comunale, approfondiva i temi legati alla bicicletta e ai punti panoramici. Oltre a quello individuato a Comano Terme, erano stati suggeriti altri punti con vista sulla valle nei comuni di Bleggio Superiore, Fiavé e Stenico.
Alcune di queste progettualità hanno avuto un’evoluzione, per altre è mancato un aggiornamento. Dopo il passaggio dei territori sotto la promozione turistica di Riva del Garda, oggi vengono proposti proprio attraverso quelle stesse tematiche: la bicicletta per la mobilità dolce e la natura rigenerante dell’outdoor di Comano. Gli atti del Comune ribadiscono il valore di questi interventi, in chiave turistica e per «una nuova percezione del paesaggio da parte della comunità che lo abita». Tra gli obiettivi indicati ci sono migliorare la percorribilità a piedi e in bicicletta di stradine e sentieri e, a livello territoriale, completare i collegamenti con le valli vicine.
Chi ci arriva aspettandosi molto, però, potrebbe restare deluso: l’intervento è essenziale e il grosso lo fa il panorama. Le geometrie della piana del Lomaso suddivisa in campi coltivati, l’atmosfera selvaggia della val Lomasona. Lo sguardo si perde tra le numerose frazioni di Bleggio e Banale, passa per i castelli nelle loro storiche posizioni strategiche, per poi fermarsi oggi in posizione centrale su Ponte Arche. E ancora i passi e le montagne: se il Ballino rimane nascosto, la prospettiva è dritta invece sul passo del Durone e sulle cime dell’Adamello. Sulla destra il monte Valandro, per chi è del posto pure il profilo della donna in preghiera della poesia di Ada Negri, per concludere l’imponenza delle Dolomiti di Brenta, con Ghez in primo piano.
Quale la situazione attuale? La parte principale dei lavori è stata svolta a maggio dell’anno scorso, ma nel corso dell’estate si potevano trovare ancora delle transenne a impedirne la fruizione. Il prato incolto, inoltre, suggeriva una situazione di stallo, quasi abbandono. Oggi dall’Amministrazione comunale arriva la conferma che i lavori sono considerati finiti: manca la messa in posa di staccionate e panchine, che però deve attendere. Sui tempi il sindaco non ha risposte certe, e per ora il belvedere resta in attesa.
