Quattordici giudicariesi sono stati in Kenya: tre settimane di lavoro e servizio, ma soprattutto un viaggio unico e arricchente.
Con Africa Rafiki l’esperienza del volontariato solidale

Dall’1 al 24 febbraio quattordici persone provenienti dalle Giudicarie hanno preso parte alla trasferta in Kenya promossa dall’associazione Africa Rafiki con sede a Tione e guidata dal presidente Sergio Armani. Tre settimane intense di lavoro, servizio e confronto che hanno coinvolto cinque partecipanti della Busa di Tione, tre volontari della Valle del Chiese, quattro delle Giudicarie Esteriori e due della Val Rendena.
La missione ha avuto come meta Naro Moru, piccolo centro situato ai piedi del Monte Kenya, dove sorge una struttura riabilitativa per bambini con disabilità gestita dalle Suore Elisabettine Vendramini Italiane. L’obiettivo principale della trasferta era il completo rinnovo del reparto dormitorio maschile del centro. Gli edifici, realizzati circa cinquant’anni fa, non rispondevano più agli standard richiesti dal Ministero della Salute del Kenya.
Il supporto del gruppo giudicariese è arrivato dopo la missione di alcuni medici dell’Istituto Gaslini di Genova, che hanno effettuato circa ottanta interventi chirurgici, anche complessi, agli arti inferiori e superiori di bambini e ragazzi ospitati nella struttura. Le quattro volontarie giudicariesi si sono quindi occupate principalmente dell’assistenza post-operatoria, del supporto nelle attività quotidiane e dell’animazione dei bambini, offrendo presenza, ascolto e aiuto. Hanno inoltre collaborato con il gruppo maschile nei diversi servizi necessari alla vita del centro.
In appena tre settimane il gruppo è riuscito a portare a termine un intervento strutturale di grande rilievo. I lavori hanno previsto il rifacimento completo delle pavimentazioni dei dormitori e dei bagni, la realizzazione di nuovi controsoffitti, l’installazione di un nuovo impianto elettrico, la sostituzione integrale di porte e finestre, la ridistribuzione e il rinnovo dei servizi igienici con nuove toilette e docce, il rifacimento della copertura del tetto e la costruzione di un nuovo corpo di ingresso con funzione di reception.
Un lavoro complesso, reso ancora più impegnativo dalle difficoltà nell’approvvigionamento dei materiali e dalla necessità di concentrare le operazioni in tempi molto ristretti. Proprio nel Disabled Children Hospital di Naro Moru i volontari hanno voluto far conoscere alla popolazione una ricetta trentina: hanno cucinato per tutti la polenta carbonera.
Accanto ai lavori nel centro, la missione ha seguito due importanti progetti finanziati dalla Regione Trentino-Alto Adige. Il primo riguarda la realizzazione di un nuovo polo ambulatoriale a Naro Moru: un edificio di grandi dimensioni che sarà fondamentale sia per gli ospiti del centro sia per l’intera popolazione locale, rafforzando l’assistenza sanitaria in un’area dove i servizi sono limitati.
Il secondo progetto si colloca più a nord, nella zona semiarida di South Horr, in collaborazione con il parroco locale padre Charlie. Qui è stato avviato un acquedotto: dalla captazione di una sorgente in alta montagna partirà una tubazione di circa otto chilometri per portare l’acqua fino al villaggio di Anderi. Una piccola delegazione di Africa Rafiki ha effettuato sopralluoghi insieme a ingegneri e comunità locale, avviando concretamente i lavori. L’impatto dell’opera sarà determinante: garantirà approvvigionamento idrico per famiglie, scuole e dispensari, ma anche acqua per il bestiame, principale fonte di sostentamento per la popolazione.
Durante la permanenza non sono mancate le visite alle scuole dei bambini pastori e gli incontri con gruppi di donne impegnate in corsi scolastici pomeridiani per imparare a leggere e scrivere. Tre settimane che hanno lasciato un segno concreto in Kenya, ma anche nel cuore di chi vi ha partecipato e di coloro che, pur essendo rimasti in Italia, attraverso le loro donazioni hanno contribuito alla realizzazione di questi progetti.






















