Parole, musica e arte hanno abbracciato il ricordo di Matilda. Grazie all’intervento di moltissime persone il compleanno della ragazza è diventato un’occasione di vicinanza e condivisione.
A Giustino la comunità si stringe in ricordo di Matilda Ferrari

Non è stato soltanto un compleanno. È stato un abbraccio collettivo, un momento di vicinanza e di memoria che ha riunito un’intera comunità attorno alla famiglia Ferrari.
Nel giorno in cui Matilda avrebbe compiuto sedici anni (giovedì 30 luglio), Giustino si è fermato per ricordare la giovane scomparsa lo scorso settembre, trasformando il luogo della tragedia in uno spazio destinato a custodirne il ricordo.
La cerimonia si è svolta a pochi metri dalla strada statale, nelle vicinanze della casa di Matilda e del punto in cui, il 15 settembre scorso, fu travolta mentre attraversava la strada per raggiungere la fermata dell’autobus che l’avrebbe accompagnata all’Istituto “Lorenzo Guetti” di Tione.
Qui è stato realizzato un vero e proprio monumento alla memoria. Al centro trova posto “L’Albero di Matilda”, un tiglio donato dal Corpo forestale, simbolo di una vita che continua a crescere nel ricordo di chi l’ha amata.
Accanto all’albero è stata collocata una stele in granito, realizzata dalla ditta Pedretti, scelta dalla famiglia come simbolo del carattere forte di Matilda e del suo cuore immenso.
A completare il monumento un’opera realizzata dal fabbro Floriano di Pinzolo: uno spartito musicale in metallo con le note di L’amore è, una delle canzoni che Matilda amava cantare, suonare al pianoforte e ascoltare mentre pattinava.
Poco più in là, un pattino da ghiaccio con incisa la sua firma, richiamo alla passione che l’aveva accompagnata fin da bambina e che l’aveva resa una promettente atleta dello Sporting Ghiaccio Artistico Pinzolo, con il sogno dell’Olimpiade.
La cerimonia è stata accompagnata proprio dalle note della musica tanto amata da Matilda. Dalle casse ha risuonato la frase del ritornello che più adorava “Non importa come lo so, ma mi fa ridere quando mi guardi”.

Ad aprire gli interventi è stato il sindaco di Giustino, Manuel Cosi, che si è rivolto direttamente alla famiglia: «Vi siamo vicini. Proviamo a vivere questo momento che deve essere anche felicità, ricordando il sorriso e i sogni di Matilda».
Parole di affetto sono arrivate anche dal sindaco di Pinzolo, Michele Cereghini. «Nel suo sedicesimo compleanno Matilda si ricorda ogni giorno con il suo sorriso, la sua energia, la voglia di cantare, di pattinare, di coinvolgere. Il ricordo è lei. Dovete continuare a essere una bella famiglia non nel suo ricordo, ma nella sua quotidianità».
Profondamente toccante anche l’intervento del presidente dello Sporting Ghiaccio Artistico Pinzolo, Massimo Caola. «Mi sento di dover ringraziare Matilda. Ci ha lasciato un sogno grande, il coraggio e l’impegno nel raggiungerlo. Come famiglia grazie, perché siete andati avanti e ci siete stati vicini. Noi Matilda non ce la siamo mai dimenticata: per noi fa ancora parte della vostra famiglia e della nostra, che è quella dello sport».
Caola ha ricordato anche il cuore composto da decine di lumini, realizzato nella stessa giornata sulla pista di ghiaccio di Bressanone dalle compagne di squadra della giovane atleta.
Visibilmente emozionato papà Fabio ha ringraziato tutti coloro che hanno preso parte alla cerimonia. «C’è tanta gente che ancora si ricorda di lei. Ringraziamo il Corpo forestale per la pianta. Noi ci siamo sentiti di fare qualcosa di grande perché lei era troppo grande, come il suo carattere e la sua persona».
Il significato dell’albero è stato poi spiegato dal dottor Giacomo Antolini e dal comandante Ducoli del Corpo forestale, che hanno voluto sottolineare il valore del dono.
«Un evento del genere colpisce un’intera comunità. Abbiamo scelto un tiglio, un albero che non sarà mai uguale a se stesso, che cambierà e crescerà nel tempo, proprio come continuerà a evolversi il ricordo di Matilda».

Al termine della cerimonia le sorelle di Matilda hanno consegnato a ciascun presente un vasetto con i semi dei “non ti scordar di me”.
Un gesto semplice, accompagnato dall’invito di papà Fabio: «Prendetevene cura». Un piccolo seme da far crescere nelle proprie case, perché il ricordo di Matilda possa continuare a germogliare anche lontano da quel luogo.
La serata si è conclusa con un rinfresco condiviso. Non una festa nel senso tradizionale del termine, ma un momento per stare vicini, sostenersi e ricordare Matilda.
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