Spazio a sapori locali, laboratori e convegni: dopo il riconoscimento del Made in Italy a Roma, Storo punta a far diventare l’evento di rilevanza nazionale.
A Storo la polenta regina per due giorni

Sabato e domenica il paese ospita l’undicesima edizione del Festival della Polenta, appuntamento ormai consolidato dell’autunno trentino che negli anni ha superato i confini della Valle del Chiese. Un weekend tra gastronomia, musica e tradizione, con il Nostrano di Storo indiscusso protagonista.
Il è stato presentato ieri nella sede di Agri ’90 dal presidente Vigilio Giovanelli, dal sindaco Nicola Zontini e dal presidente della Pro Loco Mario Berti, al debutto alla guida dell’evento. La manifestazione è sostenuta da Apt Madonna di Campiglio, Comune e Pro Loco di Storo, Bim del Chiese, Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella e Serene Star. «Non sarà solamente la sede della cooperativa agricola a ospitare l’evento – è stato spiegato dal presidente di Agri ‘90 –. Come da tradizione, sarà un’intera comunità a partecipare, con il centro storico che si anima di profumi, sapori e musica».
Si parte sabato alle 15.30 con un trekking urbano “Storo e la vita quotidiana dei Co Quadri” organizzato in collaborazione con l’associazione culturale “Il Chiese”. Nel segno del binomio saperi e sapori, alle 18, nella sede di Agri ’90, spazio al convegno “Terra, allevamento e montagna: uno sguardo al futuro”. «Un tema particolarmente attuale- ha proseguito Giovanelli- in una stagione segnata dalle difficoltà legate alla siccità». Tra gli ospiti attesi anche il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini e rappresentanti politici del settore. Alle 19.30, invece, la festa si sposta in piazza Malfer per la cena di benvenuto con polenta e spiedo, accompagnata dalla musica di Yvan Filosi.
Domenica sarà la giornata clou. Dopo il cerimoniale di inaugurazione con i saluti delle autorità e la presentazione della giuria tecnica, vie e piazze si trasformeranno in un percorso del gusto. Cinque le polente in gara: Carbonera dei Polenter di Storo, Macafana della Pro Loco di Cimego, polenta e rape della Pro Loco di Bondo, polenta di patate dei Polentari della Valle di Ledro e polenta molche e formaggi del Comitato Polenta e Mortadella di Varone. Fuori concorso, spazio a polenta e baccalà della Pro Loco di Sandrigo, polenta e cinghiale della Pro Loco di Brione, polenta fritta di Agri ’90, polenta e brasato degli Amici A.D.P. di Lodi, caldarroste e marroni, polenta e salame con la panna del Gruppo Missionario di Storo, prodotti della Gastronomia Armando Corradi, oltre a strauben e crêpes delle Donne Rurali del Bleggio. Non mancheranno laboratori e attività per i bambini e la musica nel centro storico. Alle 17 la consegna della Ramina d’Oro alla polenta che avrà conquistato i palati della giuria composta da chef e giornalisti enogastronomici e il maggior consenso nella votazione popolare.
Oltre alle premiazioni del concorso “Spaventapasseri in Sagra”, iniziativa dedicata alla figura simbolo del mondo agricolo e, nell’occasione, protagonista di allestimenti capace di trasformare e abbellire gli angoli del paese. «È un evento a cui la Pro Loco tiene – ha spiegato Berti –. L’intenzione è portarlo avanti e consolidarlo sempre più, per portare il nostro paese e la polenta in tutta Italia oltre che per attirare nuovi visitatori».
Un obiettivo condiviso dal sindaco Zontini, che guarda anche alla ricaduta sul territorio: «È un veicolo per l’economia turistica e ricettiva. Abbiamo le strutture tutte prenotate. Ci aspettiamo migliaia di partecipanti». Zontini ha quindi richiamato il percorso compiuto dalla farina gialla di Storo, arrivata nelle scorse settimane a Roma, dove il prodotto è stato insignito dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida del riconoscimento “Made in Italy – Patrimonio Unesco”. «La voglia – ha aggiunto – è quella di continuare a far crescere questa due giorni, fino a farla diventare un appuntamento di carattere nazionale». L’attesa è finita: l’“Oro di Storo” torna in tavola.























