I cuccioli, avvistati dagli abitanti di Preore presso la Chiesa, si mostrano nelle ore più calme del giorno. Gli esperti consigliano di non interferire. IL VIDEO registrato da Wilder Alvarez, il primo avvistatore della famigliola di volpi.
Volpacchiotti rintanati vicino alla chiesa di Preore. IL VIDEO

Giocano tra l’erba e il pietrisco, si rincorrono davanti alla legnaia e, per qualche istante, sembrano ignari del mondo attorno. Due, forse tre volpacchiotti sono stati avvistati in questi giorni nei pressi della chiesa di Preore, dove la loro mamma avrebbe trovato rifugio in una vecchia legnaia vicino ad alcune abitazioni del paese. Una scena insolita, tenera, quasi fiabesca, che ha subito attirato la curiosità e la simpatia dei residenti. (La foto in copertina è generata con AI, segue il video in fondo all’articolo)
I piccoli si mostrano soprattutto nelle ore più tranquille della giornata: escono guardinghi, giocano tra loro, poi spariscono di nuovo nel loro nascondiglio. E c’è chi, osservandoli da lontano, racconta di averli visti rotolarsi a terra o rincorrersi come cuccioli di cane, con quella leggerezza che appartiene ancora agli animali giovani.
Dietro a questa immagine dolce e sorprendente, però, si nasconde un fenomeno sempre più frequente. Gli animali selvatici, infatti, si avvicinano con maggiore facilità ai centri abitati. Succede alle volpi, ma anche ai cervi, ai cinghiali, alle martore e persino agli orsi in alcune aree montane. Le ragioni sono diverse: la ricerca di cibo, il progressivo restringimento degli spazi naturali, ma anche la percezione di maggiore sicurezza nei paesi rispetto ai boschi più isolati.
Paradossalmente, le zone abitate possono apparire meno pericolose di certi ambienti selvatici: meno predatori, temperature più miti, ripari facili da trovare e spesso anche disponibilità di cibo, tra rifiuti organici, orti e mangimi lasciati all’esterno. Una vecchia legnaia, silenziosa e riparata, può così trasformarsi in una tana perfetta per allevare una cucciolata.
La presenza delle volpi non deve però spingere ad avvicinarsi troppo ai cuccioli. Gli esperti ricordano che si tratta pur sempre di animali selvatici: è bene osservarli da lontano, evitare di nutrirli e lasciare che la madre continui ad accudirli senza interferenze. Nella maggior parte dei casi, infatti, queste famiglie rimangono nei pressi delle abitazioni soltanto per alcune settimane, il tempo necessario perché i piccoli crescano abbastanza da seguire la madre nei boschi.
Intanto, a Preore, quei piccoli musetti rossicci accanto alla chiesa stanno regalando ai residenti un’immagine rara e delicata: un incontro silenzioso tra il mondo selvatico e quello dell’uomo, sempre più vicini, sempre più intrecciati.






















