La lettura ci accompagna a (ri)conoscere i luoghi che abitiamo, e allora…
“Voci da me, per te”, “Davanti a San Vigilio” di Mario Antolini

Anche questa settimana la rubrica che pubblica gli scritti dei lettori del GdG online torna con un testo di Mario Antolini, grazie al contributo del figlio, Flavio.
Antolini non ha scritto solo testi in dialetto durante l’esperienza letteraria, ma anche “‘n talià” (in italiano).
Oggi riportiamo, quindi, uno degli scritti contenuti nel libro “có vot” pubblicato nel 1991 da Mario, edito dalla Cartolibreria B. Antolini Editrice di Tione,
Il soggetto del testo è la chiesetta di San Vigilio, che ancora oggi “guarda” il fiume Sarca dalla riva; Mario la descriveva “un’oasi di perenne serenità“.
Davanti a “San Vigilio”
Sui sassi spruzzati d’azzurro
del Sarca
muove i suoi passi l’uomo che va:
fili d’erba strappati alla zolla
accompagnano il piede che batte senza rumore
l’avito sentiero.
Un campanile piccoletto
la porta d’una chiesa
un’inferriata:
l’immagine d’un vescovo martire
lì, che guarda…
Arte e poesia,
natura e silenzio:
l’Uomo sosta e
… forse prega:
“Chi sono? Che voglio?
Dove vado?
Vengo da lontano, né ricordo da quando:
corro e non so dove
vado e non so fin quando…
Chi e che proteggi antica chiesetta?
Per chi suoni campanella di Dio?
Da chi mi stacchi inferriata arrugginita?
Vorrei chiedere luce,
vorrei ottener perdono,
vorrei saper amare…
Dio, guardami!”.
Un leggero alitar di vento
sfiora come una carezza
l’Uomo che va…
-Mario Antolini Musón
La settimana prossima “Voci da me, per te” tornerà con un nuovo testo.
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Non vediamo l’ora di leggervi!
Ecco l’articolo di presentazione della rubrica, per qualche informazione extra:























