La fenice, simbolo di rinascita, a dare il nome alla prima unità cinofila del Soccorso Alpino della Valle del Chiese, compagna a quattro zampe di Andrea Simoni.
Phoenix e Simoni, angeli della neve

Phoenix, nella tradizione, è la creatura che arde e rinasce, simbolo universale di resistenza e rinascita. Un’immagine potente, scelta non a caso da Andrea Simoni, classe 1997 di Storo, per la sua compagna di vita a quattro zampe. Un nome che richiama un periodo personale difficile da cui è riemerso e, allo stesso tempo, la missione affidata al cane: incarnare la possibilità, affrontare le sfide del soccorso per salvare vite.
La loro unità cinofila ha recentemente ottenuto il brevetto Be, entrando a pieno titolo negli interventi di ricerca in valanga e nella turnazione delle basi di elisoccorso. Una conquista che segna una prima volta per la stazione del Soccorso Alpino della Valle del Chiese, dove Simoni presta servizio e che fino ad oggi non aveva mai potuto contare su questa risorsa aggiuntiva. Il risultato di un percorso lungo, impegnativo e animato da un unico obiettivo, come racconta lui stesso: «Poter fare la differenza in situazioni di pericolo, emergenza e difficoltà». L’avventura nel soccorso alpino comincia nel 2021: «Ho superato le selezioni estive e invernali per entrare nel Soccorso Alpino e nell’anno successivo ho concluso il ciclo formativo necessario per diventare operativo».
L’interesse per la cinofilia arriva quasi per caso, ma diventa presto vocazione: «Mi è capitato di lavorare con Alessandro Berti di Storo, cinofilo della Guardia di Finanza. Lì ho compreso l’importanza di un cane negli interventi e anche la rarità di questo servizio». Così inizia l’avvicinamento al Gruppo Tecnico Unità Cinofila del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, partecipando ogni mese a due giorni e mezzo di esercitazioni, senza cane. «Prima deve essere pronto il conduttore. Io ho ricevuto il via libera verso fine giugno 2024. Dopo tre giorni mi hanno chiamato: poteva esserci un cucciolo con i requisiti necessari».
La scelta del cane è un momento decisivo. Nonostante il border collie sia la razza più diffusa nel settore, Simoni si orienta su un pastore tedesco grigione. Si spinge fino a Marostica per incontrare la cucciola: «Importante è che sia energica, non paurosa, con una certa tempra. Ti viene proposta, ma poi deve piacerti».
Dal giorno successivo, Phoenix entra nella sua vita. Inizia allora un percorso tanto affascinante quanto complesso: «Si tratta di un cane da lavoro, devi dedicarle molti momenti durante la giornata. All’inizio si parte con giochi, esercizi olfattivi, movimentazione su bancali, sotto e sopra i teli; poi arrivano i comandi, i premi. Non nascondo le difficoltà: è un rapporto che deve trovare vie alternative al linguaggio verbale per comunicare e comprendersi». In questo viaggio lo affiancano i suoi istruttori, Federica ed Erick.
«Una bella sfida, però poi quando si trova un equilibrio ci si diverte: io con Phoenix ho un’alchimia spettacolare». Accudimento, allenamento, gestione quotidiana: un impegno che non finisce sul luogo dell’intervento. Il cane è suo, ma al servizio del soccorso. «Non è come lo zaino che a casa appoggi lì. Al cane vanno riservati spazi, tempo, cure. Bisogna organizzarsi e dosare, perché esagerare lo stressa. Meglio esercizi brevi e ripetuti.
Poi, una volta brevettato, inizia il lavoro vero». Il percorso formativo in Trentino è rigoroso: «Fino ai 20 mesi il cane non può essere operativo. Servono i brevetti: due di classe A, estivo e invernale, per ricerca in superficie e in valanga. Poi si passa alla classe B, per la piena operatività».
Andrea e Phoenix hanno conseguito il brevetto BE a marzo a Cortina d’Ampezzo, insieme a Giulia con Kali della Val di Fassa, sotto la valutazione di tecnici nazionali e istruttori cinofili. «Ora a fine maggio mi attende la parte relativa alla superficie, perché in Trentino è necessaria la bivalenza».
A rendere possibile tutto questo c’è anche un equilibrio professionale e personale: «Ho avuto la fortuna di poter cambiare lavoro. Il mio attuale datore ha capito l’importanza di ciò che sto facendo e si è sempre mostrato disponibile quando devo assentarmi anche per gli interventi con i Vigili del Fuoco, di cui faccio parte». La famiglia, da sempre amante dei cani, e la stazione della Valle del Chiese guidata dal capostazione Jeremy Faccini.
«È un servizio in più, una comodità in certi interventi». Ora Simoni guarda avanti, con un obiettivo ulteriore: diventare tecnico forre e ampliare le competenze necessarie per il canyoning. Il traguardo raggiunto ha un valore che supera il risultato tecnico: «Una grande soddisfazione. Questo percorso mi ha cambiato molto a livello personale. Un pallino che ho sempre avuto è quello di lavorare sugli elicotteri e ora che farò la turnazione alla base di elisoccorso del Nucleo di Trento avrò modo di imparare molto, fare esperienza. Lavori con professionisti, sei trattato da professionista. Lì c’è una grande équipe con cui confrontarsi e collaborare». Per Andrea e la sua Phoenix il soccorso è la scelta, quotidiana e consapevole, di esserci, mettersi al servizio degli altri, di fare la differenza, di salvare vite.






















