Davanti al Municipio una mostra ripercorre il 1946, dalla nascita della Repubblica all’Accordo De Gasperi-Gruber. Un viaggio tra fotografie, documenti e testimonianze di un anno decisivo per il futuro del Trentino
Ottant’anni dopo, l’Autonomia racconta la sua storia in piazza

Ottant’anni di storia, di democrazia e di Autonomia raccontati attraverso fotografie, documenti e manifesti d’epoca. Da alcuni giorni, in piazza Cesare Battisti, proprio di fronte al Municipio di Tione, è stata allestita una particolare mostra all’aperto che richiama l’attenzione dei passanti con i suoi grandi pannelli dalle vivaci tonalità azzurre e fucsia.
Una struttura espositiva simile a un gazebo, aperta sui lati, che invita cittadini e visitatori a soffermarsi per ripercorrere un capitolo fondamentale della nostra storia.
Il titolo della mostra è significativo: “1946. Dal voto per la Repubblica all’Accordo di Parigi”.
L’iniziativa, promossa dall’Assessorato provinciale alla promozione della conoscenza dell’Autonomia e curata dalla Fondazione Museo storico del Trentino, rientra nelle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario dell’Accordo De Gasperi-Gruber, sottoscritto a Parigi il 5 settembre 1946. Ufficio Stampa Provincia di Trento
IL 1946, UN ANNO CHE CAMBIÒ LA STORIA. Il percorso espositivo riporta idealmente il visitatore nell’Italia del secondo dopoguerra, quando il Paese cercava faticosamente di risollevarsi dalle distruzioni del conflitto mondiale e si preparava a costruire il proprio futuro democratico.
Il 1946 fu un anno straordinario. Per la prima volta le donne italiane furono chiamate alle urne, partecipando attivamente alla vita politica nazionale. Il 2 giugno gli italiani scelsero, attraverso il referendum istituzionale, tra Monarchia e Repubblica e, contemporaneamente, elessero i rappresentanti dell’Assemblea Costituente.
Il Trentino si distinse per una partecipazione particolarmente significativa: alle urne si recò circa il 91% degli aventi diritto e ben l’85% dei voti fu espresso a favore della Repubblica. Una percentuale che fece del Trentino la provincia più repubblicana d’Italia.
Un risultato che non rappresentava soltanto una scelta istituzionale, ma esprimeva anche le forti aspirazioni autonomistiche presenti nella popolazione trentina.
DA PARIGI LE FONDAMENTA DELL’AUTONOMIA. Pochi mesi più tardi, il 5 settembre 1946, nella capitale francese, veniva sottoscritto uno degli accordi destinati a segnare profondamente il futuro del nostro territorio.
A firmarlo furono Alcide De Gasperi, ministro degli Esteri italiano, e Karl Gruber, ministro degli Esteri austriaco.
L’intesa, maturata nel contesto della Conferenza di pace di Parigi, affrontava la delicata questione dell’Alto Adige, stabilendo importanti garanzie per la tutela della popolazione di lingua tedesca e ponendo le basi per il successivo sviluppo dell’Autonomia speciale del Trentino-Alto Adige.
Non si trattava ancora dell’Autonomia come la conosciamo oggi, ma dell’avvio di un lungo percorso politico e istituzionale che avrebbe trovato una prima concretizzazione nello Statuto speciale del 1948 e successivamente nel secondo Statuto del 1972.
UNA STORIA RACCONTATA ATTRAVERSO LE IMMAGINI. Particolarmente interessante è la scelta di affidare il racconto storico non soltanto ai testi esplicativi, ma anche alle immagini e ai documenti originali dell’epoca.
I pannelli espositivi illustrano il referendum tra Monarchia e Repubblica, l’ingresso delle donne nella vita politica, le elezioni per l’Assemblea Costituente, le rivendicazioni autonomistiche trentine e le delicate trattative internazionali che portarono all’Accordo di Parigi.
Fotografie in bianco e nero, riproduzioni di schede elettorali, manifesti dei partiti e titoli dei giornali restituiscono l’atmosfera di un’Italia che, dopo gli anni bui della guerra e della dittatura, cercava nella libertà e nella partecipazione democratica le fondamenta di una nuova società.
Tra i documenti esposti emerge anche il ruolo fondamentale delle donne, protagoniste di una conquista civile che avrebbe cambiato per sempre la storia del nostro Paese.
UNA MOSTRA CHE INVITA A RIFLETTERE. La collocazione della mostra nella piazza principale di Tione, davanti alla sede municipale, assume un significato particolare. È infatti proprio nei Comuni, nelle amministrazioni locali e nella partecipazione dei cittadini alla vita pubblica che i principi dell’Autonomia trovano quotidianamente una delle loro espressioni più concrete.
L’allestimento, facilmente accessibile a chiunque attraversi la piazza, rappresenta quindi un’occasione per avvicinarsi alla storia senza dover necessariamente entrare in un museo.
Un invito rivolto soprattutto alle giovani generazioni, che dell’Autonomia conoscono spesso i benefici, ma forse meno le vicende, le difficoltà e le scelte politiche che ne hanno determinato la nascita e lo sviluppo.
Ottant’anni dopo quel 5 settembre 1946, ricordare l’Accordo De Gasperi-Gruber significa dunque non soltanto celebrare una data, ma riflettere sul valore della pace, della convivenza tra popoli di lingua e cultura diverse, della democrazia e della capacità di una comunità di governare responsabilmente il proprio futuro.
E forse è proprio questo il messaggio più importante che la mostra di piazza Cesare Battisti vuole trasmettere: l’Autonomia non è soltanto un’eredità ricevuta dalla storia, ma un patrimonio di valori e responsabilità da conoscere, custodire e trasmettere alle generazioni che verranno.