Macchina nuova, stesso finale: Merli campione per la sesta volta

Sono sei i Campionati Europei firmati da Christian Merli, pilota di casa nato e scresciuto a Fiavè. Lo scorso 21 settembre l’Italia ha vinto la 44° Buzetski Dani in Croazia, l’ultima tappa di un campionato ricco di ottimi piazzamenti e vittorie”

Non c’è due senza tre, ma qui si parla di sei! Sono sei i Campionati Europei della Montagna firmati Christian Merli, pilota di casa nato e cresciuto a Fiavé. Lo scorso 21 settembre l’Italia ha vinto la 44ª Buzetski Dani in Croazia, l’ultima tappa di un campionato ricco di ottimi piazzamenti e vittorie, dal Portogallo alla Repubblica Ceca, Italia, Polonia e Svizzera. Merli, portacolori della Scuderia Vimotorsport, si è aggiudicato il primo posto alla guida della sua Nova Proto NP01, dotata di un propulsore limitato a 9000 giri al minuto. Perché colpisce? Com’è andata?

Buongiorno Merli, complimenti per i risultati ottenuti. Prima di tutto, un commento su questa stagione: com’è andata?
Sono felicissimo per questa vittoria e per il sesto titolo continentale. A inizio stagione, dopo dieci anni, ho cambiato mezzo. Macchina nuova e propulsore Cosworth aspirato, tutto da scoprire: all’inizio ho faticato molto. Ho gareggiato con i big e ho lottato contro i fratelli Petit e lo spagnolo Iraola Lanzagorta. Nelle prime gare, con il mio team, abbiamo cercato il giusto compromesso per questa vettura. Dopo la Polonia è andato tutto bene. Un doveroso grazie a Nova Proto, a Mader che ha curato il motore, Oram e GMC. Non dimentico gli sponsor e i miei collaboratori.

Entrando nel merito della nuova macchina: perché avete deciso di cambiare auto dopo dieci anni con la precedente?
Diciamo che è stata una scelta un po’ obbligata, a seguito di regolamentazioni sulla cellula di sicurezza, avvenute a un livello più alto. Hanno richiesto crash test con chili più alti rispetto quelli che usavamo di solito, da qui il cambio. La nuova macchina ha un telaio in carbonio, quella di prima aveva telaio e tubi in acciaio. Dopo la fase iniziale mi sono adattato, poco alla volta.

Sappiamo che in Croazia ha gareggiato con un propulsore aspirato limitato. Cosa significa nel pratico della gara?
Quest’anno hanno diviso le categorie non più per cilindrata, ma in base all’architettura tecnica e alle prestazioni. Le auto sono divise in gruppi: P1, P2, P3, P4. Ogni macchina viene assegnata a un gruppo in base a un calcolo tecnico. Io ho sempre corso nella categoria P1, la più performante, contro avversari che in questo momento vanno molto forte. Io ho corso con un motore aspirato, molti di loro invece erano dotati di turbo, per cui in molte gare ho dovuto lottare duramente per ottenere la vittoria o il podio assoluto. La soddisfazione è tanta, non è stato facile, sono le nuove generazioni che stanno crescendo.

E per quanto riguarda i 9000 giri?
Il punto cruciale del sistema di quest’anno era che ogni categoria assegnava gli stessi punti al vincitore, 25, a prescindere dalle prestazioni. Quindi c’era il rischio che una macchina meno performante, in P2, potesse vincere il campionato pur arrivando più indietro nella classifica assoluta. Per l’ultima gara, ho dovuto modificare la macchina, ho limitato i giri del motore a 9000 per rientrare nei parametri della categoria P2, rinunciando a una parte delle prestazioni della macchina. Così ho potuto contrastare il mio diretto rivale, che non aveva mai vinto una gara assoluta ma era in testa nel punteggio di categoria. È stata una scelta tecnica e strategica, per difendere la mia posizione. Se non l’avessi fatto, avrei rischiato di perdere il titolo pur avendo ottenuto più vittorie assolute. Vista l’amicizia che mi lega al pilota in questione, Bormolini, ho deciso di avvisarlo del cambio categoria. Sinceramente, questo regolamento non mi piace: crea situazioni ambigue e tensioni tra piloti. Preferirei che ogni gruppo avesse il suo campionato, oppure che i punti venissero assegnati anche sulla classifica assoluta.

Come ti sei sentito e come ti senti oggi con la nuova macchina?
Ho faticato un po’ all’inizio, poi gradualmente ho trovato le regolazioni che servivano per mettermi a mio agio. Dopo metà stagione abbiamo fatto un decisivo passo in avanti, ora c’è un buon feeling.

Ci sono cose che hanno funzionato più di altre in questo campionato? Punti da migliorare?
Sicuramente entrambi. Siamo riusciti a portare in pista una macchina nuova con un motore aspirato, in un contesto dove molti usano i turbo. Bene o male ci siamo sempre piazzati bene nel campionato, arrivando se non primi secondi. Credo che il nostro punto di forza sia stato avere una buona costanza, il continuare a battere il chiodo insomma. Adesso dobbiamo lavorare un po’, dobbiamo togliere peso alla macchina, che per regolamento può correre nel gruppo P1. Quest’inverno vedremo di ottimizzare un po’ di parti con materiali più costosi, per cui servirà investire. Vedremo un po’ cosa fare. Voglio anche prepararmi meglio fisicamente.

Perché? Come ti sei preparato alla gara? Come ti prepari solitamente?
Di solito durante l’inverno mi preparo bene, ma quest’anno non ho avuto molto tempo: abbiamo lavorato giorno e notte per preparare la macchina, siamo arrivati veramente all’ultimo. La parte dell’assemblaggio ci ha preso molto tempo, che non ho messo negli allenamenti. Ora che il grosso è fatto, spero di dare spazio a corsa e palestra, ho fatto un po’ fatica nelle ultime gare. Purtroppo non possiamo di fare la simulazione delle gare in salita, possiamo andare solo in circuito. In alternativa il kart è un ottimo allenamento, potrei fare qualche sessione. Il kart è pesante, ti mette alla prova: se non sei preparato, dopo pochi giri hai già il fiatone.

Forse è presto, ma state già pensando al prossimo anno? Quali le nuove sfide?
Se continuiamo nel Campionato Europeo, dobbiamo sicuramente ottimizzare il peso della macchina, o rivedere le tarature del motore per aumentarne la potenza. Bisogna scegliere tra alleggerire la macchina o aumentarne la potenza, ma servono investimenti. Non so ancora bene cosa faremo l’anno prossimo, voglio aspettare di vedere anche il regolamento, da lì ci si regola.

Ultima domanda: Come avete festeggiato il titolo?
Per adesso niente di particolare: abbiamo stappato una bottiglia insieme domenica sera, ma non abbiamo avuto molto tempo. Questa settimana sono impegnato di nuovo con una gara in Austria, organizzeremo sicuramente qualcosa più avanti.

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