Per Andrea Iori, di Bivedo, tre ori e un argento. Filippo Zamboni di Tre Ville ha conquistato l’oro nello slalom speciale
Iori e Zamboni, il trionfo sugli sci d’erba

Tripudio azzurro e dominio trentino ai Mondiali di sci d’erba 2025, disputati in Repubblica Ceca: l’edizione ha confermato la supremazia degli atleti trentini guidati dal tecnico di Pergine Roberto Parisi e ha visto brillare soprattutto due giudicariesi, Andrea Iori e Filippo Zamboni.
IORI, TRE ORI E UN ARGENTO. Il primo, classe 2005 di Bivedo nel Bleggio Superiore e portacolori dello Sci club Bolbeno, è stato il protagonista assoluto con tre ori e un argento: doppio successo nello slalom gigante (titoli senior e junior) e un’altra doppia medaglia nella specialità veloce del Super G, con oro nella prova senior e argento in quella junior.
Nella super combinata, valida sia per i titoli senior sia per quelli junior, aveva guidato la classifica dopo la manche veloce ma ha inforcato nello slalom, mentre nella prova tra i pali stretti riservata alla categoria junior è accaduta la stessa sfortuna. Nello slalom speciale ha infine chiuso al settimo posto, raccontando di aver vissuto la rassegna con intensità e fatica mentale.
«Essendo una rassegna lunga una settimana è sempre molto impegnativa, soprattutto a livello mentale – dice Iori, che spiega i limiti e le difficoltà delle discipline tecniche – Le discipline tecniche sono delicate, servono tante gare, e in questa stagione non mi sentivo così pronto».
Pur riconoscendo di aver fatto «un salto importante dal punto di vista mentale» che gli ha permesso di concretizzare due manche solide nel gigante e di gestire la pressione quando contava.
Il successo, ammette, non era scontato: «Non me lo aspettavo. Puntavo al Super G, avevo meno chilometri nelle gambe ma sapevo di poter andare bene. Non così bene però».
MENTALITA’, DIVERTIMENTO E ORGOGLIO. Per Iori il risultato è la somma di fattori quali allenamento, testa, condizioni della pista: «Dal punto di vista fisico sono giovane, mi alleno con piacere, per me è un divertimento più che un dovere. La vera sfida è gestire la gara mentalmente», consapevole che il prossimo anno sarà il suo ultimo Mondiale da junior e ciò lo motiva ancora di più.
Il giovane racconta anche le origini: «Mi sono avvicinato allo sci d’erba partendo dallo sci alpino con lo Sci club Bolbeno. Mi hanno proposto questo sport ed ho accettato; sono arrivati i primi risultati, fino alla nazionale, osservati con Roberto Parisi. Porto con orgoglio i colori del team giudicariese, è lì che ho iniziato ed è giusto ricordarlo».
Guardando avanti, Iori ha obiettivi ambiziosi e chiari: «Il prossimo anno voglio puntare a rivincere la Coppa del Mondo, quello resta l’obiettivo massimo. E poi devo assolutamente migliorare nello slalom».
IL RITORNO VINCENTE DI ZAMBONI. Accanto alla rivelazione classe 2005, ha brillato anche il 24enne Filippo Zamboni, giudicariese di Tre Ville e portacolori del Campiglio Ski Team, che ha conquistato l’oro nello slalom speciale di chiusura sulla stessa pista che gli aveva regalato il titolo nel 2021.
Zamboni ha chiuso le due manches con il tempo complessivo di 56″73, una prestazione che rappresenta per lui un riscatto e una riconferma.
DALLE GIUDICARIE ALLA NAZIONALE. La storia di Filippo è fatta di continuità con le radici e di scelte importanti: «Con lo sci d’erba ho iniziato proprio nelle Giudicarie con Giovanni Battocchi di Tione: fu lui il primo a mettermi gli sci d’erba. Ho provato in un prato a Coltura e da lì mi sono subito divertito e appassionato».
Un percorso che l’ha portato dagli allenamenti a Bolbeno, alle gare internazionali già da ragazzino e all’ingresso in squadra nazionale nel 2017. Il suo palmarès giovanile è ricco: più volte campione del mondo juniores sia in slalom sia nella super combinata, vincitore della Coppa Junior per anni di fila e poi campione del mondo assoluto in slalom nel 2021.
UNA SCELTA DI VITA E UNA RINASCITA. Nel 2022 è arrivata una scelta difficile quando, già inserito nella nazionale di skicross, il direttore sportivo lo ha messo davanti a un bivio: non c’era tempo materiale per conciliare entrambi gli sport.
Zamboni decise di seguire la strada dello skicross per inseguire il sogno olimpico, ma la strada non portò al risultato sperato. Al termine della stagione invernale ha scelto di diventare allenatore tecnico della squadra nazionale di skicross, e nel contempo è tornato allo sci d’erba.
Il rientro ai Mondiali non è stato affatto semplice: «Sono andato là con la consapevolezza che erano due anni che non mettevo gli sci d’erba ai piedi. Ho fatto poche gare e quindi non mi sentivo all’altezza dei miei avversari. La memoria muscolare però mi è tornata molto utile. Sono riuscito a portare a casa questo risultato».
Per lui la medaglia ha un valore umano e simbolico: «Per me è una medaglia pesantissima. Una sorta di rinascita personale, visto i risultati che non sono riuscito ad ottenere nello ski cross».
Zamboni sottolinea anche l’orgoglio per le sue radici: «L’attaccamento con le Giudicarie è forte, ho sempre vissuto qua tra Coltura e Campiglio, quindi portare a livello internazionale il mio territorio è super appagante».














