In 500 ai XII Apostoli nel ricordo dei caduti della montagna

Nell’anno del centenario del Coro della Sosat, centinaia di alpinisti hanno partecipato alla storica commemorazione dei caduti della montagna, giunta alla 73ª edizione.

Nel ricordo dei caduti della montagna, oggi, domenica 26 luglio, sono saliti 500 alpinisti, nonostante il meteo incerto – nel primo pomeriggio è arrivato il temporale – ai 2.489 metri del rifugio Fratelli Garbari ai XII Apostoli, nel Gruppo di Brenta.

Come avviene da 73 anni, si è svolta la cerimonia a ricordo di chi ha lasciato la vita in montagna con la Santa Messa celebrata da don Giorgio Dall’Oglio e i canti del Coro della Sosat. I coristi sosatini partecipano a questa giornata, con ogni tempo, dal 1963. Pure il parroco mantovano don Dall’Oglio è un fedelissimo dell’evento dedicato ai caduti della montagna, salendovi da 49 anni. Lassù, alla base della cima XII Apostoli, c’è una chiesetta, una grotta scavata nella dolomia con la grande abside a forma di croce che domina la Val di Nardis.

Il luogo di culto fu realizzato fra il 1951 e il 1953 a seguito della tragedia che vide, nell’ultima domenica del luglio 1950, morire tre giovani studenti universitari trentini nella Vedretta dei Camosci dopo essere transitati dal XII Apostoli. In quella chiesetta le pareti sono oggi ricoperte di lapidi dedicate agli alpinisti che hanno perso la vita fra le vette. In questo 2026 il Coro della Sosat celebra i 100 anni e questo appuntamento imprescindibile fa parte della sua storia, con i coristi che partecipano al pellegrinaggio del popolo della montagna. Anche per don Dall’Oglio il 2026 è un anno importante: festeggia infatti i 50 anni di sacerdozio. Il rito eucaristico si è celebrato non nella chiesetta, troppo piccola per contenere le centinaia di persone presenti, ma sulla balconata, un piccolo anfiteatro fra il rifugio e la base di cima XII Apostoli.

Il Coro della Sosat, diretto da Daniele Gober, ha accompagnato la Messa con i canti liturgici del suo repertorio. Poi i cantori sosatini hanno eseguito, con le nebbie che avvolgevano il Gruppo di Brenta e in un canto condiviso con i presenti, alcune canzoni affidando all’eco delle vette circostanti il canto popolare alpino. L’emozione ha raggiunto il suo culmine quando il Coro della Sosat ha intonato “Signore delle cime”, facendo sgorgare più di una lacrima. Nella chiesetta, don Dall’Oglio ha poi benedetto due nuove lapidi, dedicate a Giovanni Andreis, vittima di una caduta in un crepaccio sulla Mer de Glace, nel Gruppo del Monte Bianco, il 5 aprile 2025, e a Simone Navarini, caduto sul Sasso di San Giovanni, nel Gruppo di Brenta, il 21 giugno 2025.

Presenti i familiari, il Coro della Sosat ha eseguito nel tempio nella dolomia alcuni canti. Il presidente del Coro della Sosat, Andrea Zanotti, nel suo saluto ha detto: «Nella ricorrenza del centenario il sentimento è quello della gratitudine e del ringraziamento che si rivolge al cielo, stante che da un secolo si è intrapresa un’avventura che è diventata storia e che le cose sono andate bene. In molti hanno collaborato a costruire il Coro della Sosat e vanno, in particolare quest’anno, sempre ricordati. Il pensiero grato va a Francesco Benedetti, scomparso nel gennaio di quest’anno, che per più di 30 anni ha ricoperto il ruolo di presidente della Sosat». Presenti, fra gli altri, il presidente della Sat di Pinzolo Paolo Querio, l’ex presidente della Sosat Remo Nicolini e il Soccorso alpino dei Carabinieri, il cui elicottero ha effettuato un sorvolo della zona.

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