Grandi Carnivori: il 97% è contrario, al voto il 44% dei giudicariesi

Nelle Giudicarie ci sono 29.358 maggiorenni, quindi aventi diritto di recarsi a votare. Nella settimana fra lunedì 15 e domenica 21 settembre 2025 hanno scelto di uscire di casa per recarsi al seggio nel proprio comune 12.829 cittadini, pari a 43,70 elettori su 100.

Di questi, oltre 97 su 100 hanno scelto di rispondere affermativamente al quesito stampigliato sulla scheda, che chiedeva:
Ritieni che la presenza dei grandi carnivori quali orsi e lupi in zone densamente antropizzate come la Val Rendena e le Giudicarie Esteriori, le Giudicarie Centrali, la Valle del Chiese ed in generale i Comuni delle Giudicarie, sia un grave pericolo per la sicurezza pubblica ed un danno per l’economia e la salvaguardia di usi e costumi e tradizioni locali?”

Non entriamo nel merito del linguaggio utilizzato, chiaro ma forse fin troppo enfatico. È interessante, invece, notare le differenze fra territorio e territorio, sebbene non si possa pretendere di offrire spiegazioni sociologiche in proposito.

Ci limitiamo a prendere atto che il Comune più attento è stato Castel Condino, in cui hanno votato 63 elettori su 100, mentre il più tiepido (potremmo dire freddino) è stato Fiavé, in cui hanno risposto agli organizzatori della consultazione poco meno di 27 elettori su 100.

LA STORIA. 5 aprile 2023. Arriva come una fucilata la notizia dalle montagne della Val di Sole: un ragazzo, Andrea Papi, aggredito da un’orsa mentre faceva footing. La morte fa impressione e fa scoppiare la polemica.

Quando le polemiche divampano, non si salva nessuno. Finisce nel mirino il progetto Life Ursusdel Parco naturale Adamello Brenta; non si salva nemmeno la Provincia, rea, a detta dei più scaldati, di non fare nulla per salvare le popolazioni inermi.

Chi nel bel mezzo della tempesta agisce con equilibrio è il Parco Adamello Brenta, che cerca di fare informazione in modo scientifico, senza eccessi emotivi.

La politica non può rimanere inerte, ma si muove come può. Nell’autunno del 2023 sono in calendario le elezioni provinciali. L’assessore a turismo e sport Roberto Failoni, campione di preferenze, chiede di avere la competenza su foreste e grandi carnivori. Qualcuno ci scherza chiamandolo “signor ghe pensi mi”. E lui ci pensa.

Nel 2024 viene varata la legge che prevede la possibilità di togliere di mezzo un massimo di otto orsi problematici all’anno. Nel frattempo le polemiche non si smorzano.

Il 2024 è anche l’anno in cui iniziano le consultazioni popolari, con diversi risultati: molto partecipata in Val di Sole, patria di Andrea Papi e del Comitato sorto in suo nome; meno calda in Val di Non; tiepida sull’altopiano della Paganella; freddina nella Valle dei Laghi. Nella diversità di temperatura giocano senz’altro il tempo che passa e la distanza anche fisica dai fatti più nefasti.

Sempre nel 2024, in estate, nelle Giudicarie parte la raccolta di firme per iniziativa di un Comitato spontaneo. In settembre vengono consegnate alla sede della Comunità di Valle 9.731 firme di valligiani più 1.556 di turisti o di proprietari di seconde case. Firme più richiesta: “Vogliamo la consultazione popolare”.

Qui nascono i problemi.

“La Comunità di Valle – spiega il presidente Giorgio Butterini – non può promuovere consultazioni su tematiche nelle quali non è direttamente coinvolta”: leggi politiche sociali, raccolta rifiuti, urbanistica. “Occorre cambiare lo statuto”.

Cosa che, per farla breve, accade fra il 2024 e il 2025. A quel punto può partire la campagna elettorale, con un ultimo intoppo: ci sono di mezzo le elezioni comunali, perciò la data della consultazione viene fatta slittare al mese di settembre. In compenso, per agevolare la partecipazione, le urne vengono tenute aperte per una settimana: dal 15 al 21 settembre.

LE REAZIONI. Come sempre, da un evento si possono trarre bilanci diversi. C’è chi dice, per esempio, che la partecipazione del 43,70% sia bassa. Anche perché con l’apertura dei seggi per una settimana si poteva puntare ad un numero più elevato. Tradotto: chissà come sarebbe andata se i seggi fossero rimasti aperti solo un giorno!

Marco Bosetti, diventato di fatto il portavoce del Comitato spontaneo, per parte sua offre un giudizio positivo, anzi, “molto positivo”. E aggiunge:

Il voto è chiaro. Poi, se qualcuno vive su un altro pianeta e si concentra sulla percentuale inferiore al 50% non so cosa farci. Se uno guarda i numeri e li paragona con i risultati delle elezioni, comunali, provinciali e nazionali, degli ultimi anni, capisce che siamo in campana. Capiamo che almeno l’80% di coloro che sono propensi a votare sono andati e hanno votato il sì. Noi siamo contenti, anche perché siamo qui per portare avanti la causa del territorio e dei giudicariesi. Non abbiamo altro scopo.”

Ora, fanno notare i promotori, siete in possesso di un patrimonio di firme, di credibilità e di pareri. E d’ora in poi?

“Come Comitato – risponde Bosetti – si sta lavorando sia con l’università di Padova che con l’università di Bolzano allo scopo di capire quale sia la strada migliore da intraprendere per arrivare in Europa e continuare la nostra battaglia che riguarda le istanze del territorio.”

Fra i promotori della consultazione c’è certamente la Comunità di Valle, e ci sono i sindaci, sebbene non tutti abbiano operato con entusiasmo nella promozione della consultazione. Il commento di Butterini rispetto ai risultati è positivo.

Va sottolineato inoltre che la disaffezione nei confronti di tutte le votazioni è palese: a fatica si supera il 50% anche in occasione dell’elezione dei sindaci. Infine non è da sottovalutare l’incertezza: molti dicevano che è inutile andare a votare, perché tanto non succederà nulla.

“Se è andato a votare poco meno del 44%, ci si avvicina a quota 13.000, una bella percentuale in più rispetto ai firmatari della petizione”, conclude Butterini.

Certo, adesso bisogna che qualcuno (la politica, per capirci) prenda in mano seriamente la situazione.

“È l’incognita che abbiamo davanti”, conclude Butterini.

Risultati scrutinio

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