Festa di San Vigilio: una memoria che continua a vivere

A Sivrè il valore più profondo della ricorrenza si tramanda grazie alla comunità.

Quando si avvicina la Festa di San Vigilio, l’attenzione corre inevitabilmente alla musica, agli incontri tra amici, agli aperitivi e ai profumi che arrivano dalla cucina. Eppure, dietro l’atmosfera di festa, esiste qualcosa di ancora più prezioso: una storia che attraversa i secoli.

La ricorrenza dedicata a San Vigilio non nasce infatti attorno a un tavolo o sotto un tendone. Le sue radici affondano molto lontano nel tempo, quasi sedici secoli fa, quando la tradizione racconta di un vescovo coraggioso che percorse le valli trentine portando un messaggio di fede e che proprio tra la Rendena e le Giudicarie trovò il compimento del proprio cammino terreno.

A Sivrè questa memoria è ancora viva. Vive nella piccola chiesa dedicata al santo, nei racconti tramandati dagli anziani e nel legame profondo che unisce la comunità alla propria storia. Una memoria fatta di fede, identità e senso di appartenenza.

Ogni anno, il 26 giugno, la giornata si apre con la Santa Messa celebrata alle ore 7.00 presso la chiesetta di San Vigilio. È un appuntamento che da generazioni richiama gli abitanti della borgata e che continua a custodire il significato più autentico della festa. Durante il periodo estivo, inoltre, la chiesetta rimane luogo di preghiera e di incontro grazie alla celebrazione della Messa ogni mercoledì alle ore 20.00.

Dietro questa tradizione vi sono anche persone che hanno dedicato tempo, energie e affetto alla cura di questo piccolo luogo sacro. Per molti anni la signora Camilla Pedretti ha svolto con discrezione e dedizione un servizio prezioso: preparava i fiori, sistemava l’altare, curava le pulizie e provvedeva a tutto ciò che era necessario affinché la festa potesse svolgersi nel migliore dei modi. Un impegno silenzioso, vissuto con amore verso la propria comunità e verso la propria chiesa.

Oggi Camilla non è più tra noi, ma il suo esempio continua a vivere attraverso la figlia Giusi, che ha raccolto questo importante testimone, mantenendo viva una tradizione fatta di cura, disponibilità e attenzione verso gli altri. Perché una comunità non vive soltanto grazie ai grandi eventi o alle occasioni di festa. Vive soprattutto grazie alle persone che, giorno dopo giorno, custodiscono la memoria collettiva e si prendono cura dei luoghi che raccontano la sua storia.

I panini finiscono, la musica si spegne e le luci si abbassano. Restano però le storie, i luoghi e le persone che hanno dedicato parte della propria vita agli altri. Ed è forse proprio questo il significato più profondo della Festa di San Vigilio.

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