All’Assemblea d’Istituto il tennista ha raccontato la sua storia e gli studenti hanno provato a giocare in carrozzina
Giovanni Zeni emoziona gli studenti del Guetti

Ieri mattina, martedì 24 febbraio, si è svolta l’Assemblea d’Istituto all’Istituto Lorenzo Guetti per parlare del rapporto tra sport ed inclusione, anche in occasione delle Paralimpiadi invernali 2026. L’ospite principale di questo evento è stato Giovanni Zeni, capitano della squadra di tennis in carrozzina Canottieri Baldesio.
L’incontro, organizzato dai rappresentanti d’istituto in collaborazione col Rotary Club di Madonna di Campiglio e la Canottieri Baldesio Wheelchair Tennis, si è svolto in palestra, diviso in due parti: la prima, in cui Giovanni ha raccontato la sua storia, e la seconda, in cui gli studenti hanno avuto la possibilità di provare in prima persona a giocare a Tennis seduti su una sedia a rotelle.
La storia di Giovanni nasce su un campo da calcio, un dettaglio inaspettato per come lo conosciamo noi oggi. Era legato a questo sport da una grande passione, poi l’incidente che gli ha cambiato la vita.
I soccorsi si sono subito resi conto della gravità della situazione e hanno provato a salvargli le gambe con un intervento d’urgenza, ma non è bastato: i medici gli comunicano che non potrà mai più camminare.
Ha inizio così un periodo molto buio, Giovanni ha raccontato senza filtri anche i momenti più difficili, quelli in cui pensava che non sarebbe più riuscito ad andare avanti. Qualcosa dentro di lui, per fortuna, lo ha spinto a resistere. Da lì è partito un lungo percorso riabilitativo segnato da diversi traguardi come imparare ad usare la carrozzina, recuperare autonomia e imparare come tornare a vivere la propria quotidianità, superando ostacoli quasi invisibili agli occhi di un osservatore esterno, come le barriere architettoniche.
Lo sport, anche in questo caso, è stato un valido alleato: a partire dal basket in carrozzina, con cui ha contribuito a fondare una squadra, nuove sfide come lo sci, per arrivare infine all’incontro decisivo con il tennis, che lo ha portato a competere ad alti livelli.
Quest’anno un problema all’anca gli ha impedito di partecipare alle Olimpiadi, ma questo non ha spento la sua determinazione: i sogni, ha spiegato agli studenti, vanno inseguiti sempre, anche quando la strada si fa in salita.
La seconda parte dell’assemblea, con gli studenti in carrozzina a provare il tennis, ha trasformato le parole in esperienza concreta, lasciando un segno profondo nei partecipanti e rendendo l’inclusione qualcosa di reale e tangibile.
Durante l’incontro, Giovanni ha lasciato gli studenti con un messaggio semplice ma potente: al di là di ogni diversità, se si guarda davvero in profondità, si comprende che siamo tutti, prima di qualsiasi altra cosa, persone.






















