La XIII edizione avrà come tema l’acqua in tutta la sua bellezza. Si terrà al Paladolomiti di Pinzolo, da giovedì 6 a domenica 16 agosto.
Artisti in Rendena, la mostra “Acqua, forme e visioni”

L’inaugurazione ufficiale si terrà il 6 agosto alle ore 17:00 presso il Paladolomiti, con la presenza delle autorità comunali e di molti degli artisti espositori. Sarà un momento di incontro e di festa, aperto a tutti.
La mostra resterà aperta tutti i giorni fino al 16 agosto, dalle 17:00 alle 22:00, proprio per permettere ai residenti ma anche ai tanti turisti che visitano la valle in estate di vivere questa esperienza.
È un’occasione unica per connettere l’arte contemporanea con il paesaggio alpino, e siamo felici che il Comune di Pinzolo abbia concesso il suo patrocinio gratuito, segno di quanto questo evento sia sentito dalla comunità.
“Vi aspettiamo numerosi, per lasciarvi trasportare dalle infinite forme e visioni dell’acqua” commenta Giuseppe Camera, artista tionese e curatore della mostra, che ha risposto ad alcune domande per il GdG online.
La tredicesima edizione di “Artisti in Rendena” è dedicata all’acqua. Perché questa scelta?

L’acqua è un tema che sentiamo profondamente legato a questo territorio.
La Val Rendena è stata plasmata, per millenni, dall’acqua dei ghiacciai, dei torrenti e dei laghi alpini: qui l’acqua non è un’astrazione, ma un elemento vivo che vediamo scorrere ogni giorno, che ascoltiamo nelle cascate, che osserviamo riflettersi nei laghi.
Dedicare la mostra all’acqua significa quindi rendere omaggio a questa identità paesaggistica e culturale.
Ma c’è anche un significato più ampio, universale.
L’acqua è l’elemento primordiale per eccellenza: è vita, trasformazione, memoria, spiritualità, ma anche fragilità. Viviamo in un’epoca in cui le risorse idriche sono sempre più preziose e minacciate.
La mostra vuole essere un invito a riflettere su questo, ma senza moniti o toni allarmistici: lo fa attraverso la bellezza dell’arte, che sa emozionare e far nascere domande profonde.
L’acqua è un tema che unisce mito e scienza, passato e futuro, e per questo ci è sembrato perfetto per questa edizione.
Ventotto artisti saranno in mostra. Ci può raccontare come hanno interpretato il tema?
Sì, saranno ventotto tra pittori e scultori, tra cui il sottoscritto, e ognuno ha affrontato il tema con il proprio linguaggio e la propria sensibilità.
La sfida era affascinante: tradurre in forma ciò che per natura è informe, fermare l’istante di qualcosa che è per definizione in movimento. Sempre.
Nel percorso espositivo, che si snoda tra pittura e scultura, vedrete opere molto diverse tra loro.
Alcuni artisti hanno giocato con trasparenze e riflessi per catturare la quiete di uno specchio d’acqua o la luminosità di un lago alpino. Altri hanno usato il colore diluito per evocare la forza di una cascata o la nebbia che sale dalle valli.
Nella scultura, legno e pietra vengono plasmati per imitare il fluire dell’acqua, creando un dialogo tra la durezza della materia e la leggerezza del movimento.
Quello che accomuna tutti è il desiderio di coinvolgere il visitatore non solo dal punto di vista visivo, ma anche emotivo.
Ogni opera è una visione personale, ma le opere insieme costruiscono un racconto che celebra l’acqua come elemento di vita e di ispirazione.
L’acqua è un elemento transitorio, che scorre incessantemente come fanno il tempo e la vita, da un prima ad un dopo. Come crede che sarà il “dopo” delle persone che escono dalla mostra?
Spero che attraverso le intuizioni e le riflessioni scaturite dalla mostra e dal dialogo con gli artisti, chi osserva si prenda del tempo per capire che l’acqua non è mai banale: è il bene più prezioso che abbiamo ed è capace di cambiare forma, non si può trattenere la sua forza, che è sempre in movimento.
Chi fa arte ha il compito di diffondere bellezza, ma anche di difendere ciò che gli sta a cuore, come un custode. Io e gli altri artisti in mostra condividiamo la responsabilità di porre l’attenzione sull’importanza di questo bene inestimabile.
Un altro tema legato all’acqua è quello della vita. Le due condividono la capacità di trasformarsi, e la stessa arte è trasformazione, possiede un’essenza intrinsecamente mobile, capace di trascinare l’animo come un torrente in piena.

L’acqua, con le sue infinite forme e visioni, ci ricorda che la bellezza è ovunque, se impariamo a osservare. Q uesto messaggio, in una valle come la Rendena dove l’acqua è così visibile e vitale, acquista un significato ancora più forte.






















