“Voci da me, per te”, un romanzo da Villa Rendena

Lorenzo Manente ci invia il prologo di un romanzo a cui sta lavorando, in cui la realtà prende una piega da incubo, e allora…

Questa volta alla redazione è arrivato l’incipit di un romanzo, che suddivideremo in due capitoli fra questa e la prossima settimana. Il paesaggio che osserviamo ha tinte oniriche, fra sogno ed incubo. Nella visione che ci viene raccontata, però, non tutto è come sembra.

LA SPIAGGIA

Sono in riva al mare. Ancora. Il paesaggio è sempre lo stesso: una spiaggia sotto un cielo che sta vivendo il calare della luna e il sorgere del sole.

Ed io sono seduto lì, da solo, vicino ad un falò che si sta affievolendo, le ultime braci sfrigolano unendosi alla sinfonia del vento che sferza la sabbia fine.

A quel punto mi alzo e controllo che tutto sia al posto giusto, come le altre volte. La piccola insenatura è circondata da alti scogli frastagliati che ritardano la vista del sole.

L’unico punto d’accesso è uno stretto sentiero di ciottoli sconnesso e inserito in una boscaglia di conifere sempreverdi.

Mi dirigo verso un tronco vuoto probabilmente portato dalla marea, lo osservo e, dal foro che presenta al centro, escono alcune bestioline che scappano impaurite alla mia presenza.

Decido di andare verso il bagnasciuga. Ogni volta mi stupisce la sensazione che si prova quando l’acqua fredda mi tocca i piedi. Non riesco a definirla, semplicemente è strana. Non faccio mai in tempo a rispondere a questa domanda.

Perché sì, so cosa sta per succedere, sono pronto. L’acqua si increspa e qualcosa mi afferra. L’ansia mi assale, è arrivata, anche stavolta, come tutte le volte.

Cerco di fare forza sulla gamba libera dalla presa, ci metto tutto me stesso, ma non c’è niente da fare. Vengo portato verso l’acqua alta, non tocco, annaspo e comincio ad affondare sempre più giù.

La creatura si palesa di fronte a me: si muove sinuosa e mi osserva annegare con i suoi occhi di ghiaccio inespressivi, privi di alcuna compassione.

L’acqua mi entra nei polmoni. Sto morendo. Gli occhi si stanno progressivamente chiudendo e tutto diventa nebbioso e morbido. Vedo la creatura allontanarsi, forte di un’altra vittoria, e io, sconfitto, perdo i sensi.

-Lorenzo Manente

 

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