Festeggiando i sessant’anni dalla fondazione, il Club si presenta oggi con la stessa passione e una nuova veste.
A sessant’anni dalla fondazione, Inter Club Bondone cambia nome

Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi, Jair, Mazzola, Milani, Suárez e Corso. E davanti, a seconda delle occasioni, Peirò o Domenghini. Bastava pronunciare quei nomi e, per generazioni di tifosi interisti, la formazione della Grande Inter prendeva vita.
Un vero e proprio rosario calcistico, una filastrocca conosciuta a memoria, simbolo di una squadra che negli anni Sessanta, sotto la guida del “Mago” Helenio Herrera, conquistò trofei e soprattutto entrò per sempre nella leggenda del calcio.
Era un’Inter capace di far sognare milioni di tifosi. E quel sogno, in quegli anni, arrivò anche a Bondone. Il 4 novembre 1966, sull’onda dell’entusiasmo e della passione per i colori nerazzurri, un gruppo di fedelissimi guidato da Giorgio Valerio decise di fondare l’Inter Club Bondone.
Da quella data sono trascorsi sessant’anni. Sessant’anni sono una vita. In questo lungo periodo è cambiato praticamente tutto: il mondo, la società, le generazioni, il modo di comunicare e anche il modo di vivere e seguire il calcio.
Ma c’è qualcosa che il tempo non è riuscito a cambiare: la passione per l’Inter. Quella stessa passione che ha accompagnato il club lungo decenni di trasferte, partite, incontri e momenti da ricordare.
Ci sono stati i viaggi a San Siro, allora e oggi legato al nome di Giuseppe Meazza, ma anche le trasferte in tante città italiane e oltre i confini nazionali.
Sono stati percorsi migliaia di chilometri. Sono state vissute vittorie indimenticabili e sconfitte difficili da dimenticare. Ci sono stati abbracci, discussioni, risate, emozioni e, soprattutto, tante amicizie.
Perché alla fine è proprio questo il significato più profondo di un Inter Club: condividere una passione e trasformarla in un legame tra persone.
A sessant’anni dalla fondazione, il club si prepara a vivere una giornata speciale proprio là dove tutto, per ogni tifoso interista, assume un significato particolare: San Siro.

Domenica 25 ottobre, una delegazione dell’Inter Club sarà infatti al Meazza per la premiazione dedicata ai sessant’anni di attività del club e, naturalmente, per assistere alla partita.
Saranno trenta i soci sugli spalti. Trenta persone che rappresenteranno idealmente un gruppo molto più grande: quello formato da tutti coloro che, dal 1966 a oggi, hanno fatto parte di questa storia. Soci di ieri e di oggi.
Con loro ci sarà idealmente anche chi non c’è più e chi, in sessant’anni, ha lasciato un piccolo o grande segno nella storia del club. Sessant’anni di vita hanno portato anche a una scelta importante.
L’Inter Club Bondone oggi diventa Inter Club Giorgio Valerio e Omicini Narciso, una denominazione che vuole rendere omaggio a due figure che hanno rappresentato una parte importante della storia del gruppo.
La scelta di ricordarli è un modo per mantenere viva una memoria e trasmettere alle nuove generazioni ciò che ha permesso al club di arrivare fino a oggi. Oggi l’Inter Club conta 80 soci e continua il proprio cammino con un gruppo dirigente che raccoglie il testimone di chi lo ha preceduto.
A guidare il direttivo è la presidente Nicoletta Cimarolli, con il vice Viktor Cimarolli. Nel ruolo di segretaria-tesoriera Cristina Cimarolli.
Oltre ai consiglieri: Redento Cimarolli, Dennis Radoani e Dario Scalmazzi. Alessio, Mirko e Rosanna Cimarolli sono invece revisori dei conti. Infine, addette stampa e referenti social: Fiorinda Cimarolli, Arianna Pollini e Martina Valerio.
Sessant’anni dopo quel 4 novembre 1966, l’Inter Club Giorgio Valerio e Omicini Narciso è ancora qui. Con la memoria rivolta al passato, lo sguardo verso il futuro e una passione che non ha mai smesso di battere. Forte. Insieme. Nerazzurra.