Avanzano le ciclabili, una sfida per le Giudicarie

Una rete sempre più ampia collega valli, laghi e territori: ora le Giudicarie sono chiamate a intercettare le opportunità del cicloturismo

Novità per i ciclisti giudicariesi, ma non solo per loro… Sono diverse le opere pubbliche nelle valli Giudicarie in progettazione o in via di esecuzione che incidono sulla mobilità locale: per il futuro si prevede una rete di ciclovie collegate tra loro e collegate con Trento. «Il cicloturismo, o turismo in bicicletta, è la nuova frontiera di un turismo a basso impatto ambientale che offre anche ai territori di un certo pregio, ma turisticamente meno conosciuti, una valida opportunità di emergere». Parlavano anche delle Giudicarie sullo Speciale Ciclovie Trentine realizzato dall’Ufficio infrastrutture ciclopedonali della Provincia autonoma di Trento a cura di Sergio Deromedis e Mattia Morghen estratto da Terra Trentina.

Lo scorso 29 maggio la Giunta provinciale si è riunita alla Casa di riposo di Spiazzo, in uno dei consueti ritrovi fuori porta. Nel corso della seduta anche il punto sui lavori pubblici relativi alla rete ciclopedonale giudicariese, un campo in cui la Comunità delle Giudicarie è impegnata da anni. Il presidente Giorgio Butterini ha illustrato gli obiettivi che si vogliono raggiungere: «Migliorare la qualità della vita dei residenti e creare sviluppo economico con la valorizzazione turistica».

IL PUNTO. Ad oggi pedoni e amanti della bicicletta godono di un’arteria principale, composta dalla Ciclovia della Val Rendena che collega Pinzolo a Preore, che poi si può collegare alla Ciclovia della Val del Chiese, che con interferenze va da Tione ad Idro. Quindi le Giudicarie Esteriori dove, benché l’Azienda per il turismo Garda Trentino parli e punti da tempo su un turismo lento che viaggia a piedi e in bicicletta, le infrastrutture ciclopedonali sono sempre rimaste indietro.

Se l’Apt di Madonna di Campiglio riunisce i territori di propria competenza e parla ormai da tempo in termini promozionali di una “Ciclovia dei Fiori”, la situazione nelle Esteriori resta più variegata, il collegamento con la Ciclovia del Garda attraverso il frequentatissimo  passo del Ballino dai turismi del Garda, un sogno di cui neanche ci si sogna. QUI per la mappa provinciale

LA VICINANZA ALL’ACQUA. Eppure il rapporto con l’acqua, tra laghi e corsi dei fiumi, sembra una logica comune in entrambe le parti. «Rispetto al turismo tradizionale il cicloturismo permette di dilatare la stagione turistica – si legge nello Speciale – nelle zone di montagna con un clima rigido, ad esempio, che solitamente lavorano durante l’inverno, il cicloturismo trova la massima espressione dalla tarda primavera fino all’autunno; al contrario, nelle zone di lago il cicloturismo funziona dall’autunno alla primavera, quando non è troppo caldo».

IL PASSAGGIO PER PONTE PIA’. Ma veniamo alla divisione tra Interiori ed Esteriori, una divisione morfologica e notoriamente storica che si riflette anche nel caso delle biciclette. Il passaggio è consentito a monte, dal Lisano o dal Durone, sbarrato nel fondovalle. I lavori alla galleria di Ponte Pià, porteranno cambiamenti strutturali per il cicloturismo giudicariese. Con la nuova galleria, si prevede che nella vecchia possa passare la ciclabile. Sfumati i progetti per l’attraversamento sul lato in sinistra orografica, la ciclabile dovrebbe rimanere sulla destra, da capire come verrà collegata a quella esistente all’altro lato del lago. È di qualche mese fa lo studio di fattibilità per la riqualifica del bacino, con riposizionamento del materiale a creare una zona adiacente pianeggiante, e taglio di una consistente fetta di bosco. Bloccata di recente e in via di sviluppo, parlava non a caso di un’area di sosta per ciclisti e bicigrill.

AGGIORNAMENTI DA SPIAZZO. Quali le ultime annunciate a Spiazzo? Fugatti ha confermato un doppio intervento strategico per un totale di 10 milioni di euro diviso tra una cosiddetta Pista ciclabile del Limarò e la Pista ciclopedonale delle Giudicarie. La prima, da 8 milioni, dovrebbe collegare la galleria Balandin a Ponte Arche, la seconda, 1,9 milioni di euro, per il completamento del tratto tra Lardaro e Pieve di Bono già in fase di appalto.

Si viene a creare una rete enorme. Su alcuni tratti, come il collegamento tra Bolbeno e Bondo si è creata una sorta di bretella, ma si lavorerà ancora, altri, come la recente entrata in funzione del tratto da Idro ad Anfo, amplia e indubbiamente qualifica il chilometraggio disponibile. Per quanto riguarda il tratto tra Pinzolo e Campiglio, si viaggia su strade secondarie, ma il collegamento esiste, con le attuali limitazioni relative ai lavori della Circonvallazione. Una nota va ai collegamenti con le valli laterali, dalla Val di Daone alla Val Genova.

COLLEGARSI AL RESTO DEL TRENTINO. Ora, una considerazione va fatta rispetto alla visione provinciale. Da Trento le politiche sono quelle del collegamento tra valli e capoluogo. Oltre alla prospettiva di San Lorenzo e la Paganella, sono a buon punto i lavori della Ciclovia Sarche-Limarò che oltre a collegare Giudicarie a Valle dei Laghi e Garda, apre verso il resto della regione.

Una regione Trentino nota per le sue piste ciclabili e per il turismo che vi è legato. Secondo lo studio “Cicloturismo e cicloturisti in Trentino” del 2010 è emerso che «nel 2009 l’indotto economico del cicloturismo su una parte del territorio trentino era stimabile in quasi 80 milioni di euro l’anno e in circa 110 milioni di euro l’anno». Un dato che oggi conta 15 anni di ulteriore sviluppo della rete. Ve lo immaginate quello giudicariese? Ve li vedete i ciclisti in sosta lungo le sponde del lago di Ponte Pià?

Si potrebbero vedere i cittadini di Trento salire in bicicletta, i turisti tedeschi da Riva spingersi verso Tione, gli ospiti di Pinzolo raggiungere il Parco delle Terme di Comano.Ci sarà il già citato bicigrill per una sosta nel mezzo? Si fermeranno i turisti per una notte? Faranno in giornata? Ci si attrezzerà per recepire tutto il mercato delle e-bike?

La domanda quindi è: cosa faranno i territori per favorire e recepire il mondo della bicicletta? Cosa comporterà il cicloturismo giudicariese oltre all’arrivo di volti nuovi e più chilometri asfaltati?

 

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