All’Oratorio si torna al lavoro. Da sei anni mani giovani e meno giovani costruiscono insieme non soltanto la Natività, ma relazioni, amicizia e comunità
Tutto quello che sta dietro a un presepe
L’estate non è ancora finita. Le giornate conservano ancora luce e tepore, l’inverno sembra lontano e il Natale ancora di più. Eppure, all’Oratorio di Tione, c’è già chi pensa a dicembre.
Si osservano immagini, si scambiano idee, si immaginano muri, portali, case, scorci di paesaggio. Qualcuno pensa a come realizzare una pietra, qualcun altro a una vecchia trave, altri ancora cominciano a vedere nella propria fantasia quella scena che, fra qualche mese, troverà posto in una cappella laterale della chiesa di Tione.
È il Presepe 2026 che comincia a prendere vita. Per il sesto anno donne, uomini e ragazzi del gruppo NOI torneranno infatti a ritrovarsi attorno ai tavoli dell’Oratorio per costruire, interamente a mano, un presepe sempre nuovo.
Nuovo davvero. Perché ogni anno non si recupera semplicemente quanto fatto in precedenza: si ripensa, si progetta e si ricomincia. E allora un semplice pannello di styrodur, sotto le mani di chi ha imparato a conoscerlo, cambia completamente natura. Viene tagliato, inciso, scolpito e dipinto. Diventa pietra, legno, muro antico, sasso, mattone o concio di un portale.
A poco a poco nascono case, archi, ambientazioni e piccoli particolari. E guardando le realizzazioni degli anni passati è difficile immaginare che tutto sia partito da materiali tanto semplici. La qualità raggiunta dal gruppo, affinata presepe dopo presepe, sorprende per la cura dei dettagli e il realismo delle ambientazioni.
Ma c’è qualcosa che una fotografia del presepe finito non riesce a raccontare.
Sono le ore trascorse insieme per costruirlo.
Sono le mani di età diverse che lavorano una accanto all’altra. È qualcuno che spiega come incidere una pietra e qualcun altro che suggerisce una soluzione. Sono una battuta, un consiglio, un errore da correggere, la soddisfazione quando finalmente quel particolare riesce proprio come lo si era immaginato.
Ed è qui, forse, che il presepe degli Amici dell’Oratorio di Tione acquista il suo significato più profondo.
Una piccola storia accaduta nel 2021 lo racconta meglio di tante parole.
Erano ancora i tempi difficili del Covid. Si lavorava con le mascherine, con tutte quelle precauzioni che oggi sembrano già lontane ma che allora accompagnavano ogni momento della vita quotidiana.
Un giorno due nipoti dissero al loro nonno: «Nonno, perché non vieni anche tu? Stiamo facendo il nuovo Presepe per la Chiesa!»
Poche parole. Un invito come possono farlo soltanto i bambini e i ragazzi, senza tanti discorsi.
Il nonno andò. Forse inizialmente per curiosità, forse soprattutto per non dire di no ai nipoti. Ma entrando nel laboratorio rimase letteralmente colpito da quello che vide: materiali apparentemente insignificanti che diventavano muri e pietre, persone concentrate attorno ai tavoli, capacità manuali che si incontravano e un’opera che cresceva giorno dopo giorno. Da allora continuò a partecipare.
Quella piccola storia racchiude forse l’anima dell’intera esperienza. Perché siamo abituati a pensare che siano i nonni e gli adulti a tramandare ai più giovani tradizioni e conoscenze. Quella volta accadde il contrario: furono due nipoti a prendere idealmente “per mano” il loro nonno e a condurlo dentro una tradizione.
Ed è così ancora oggi. Al laboratorio non è necessario arrivare sapendo già scolpire, dipingere o costruire. Si può imparare guardando chi è più esperto, provando, magari sbagliando e riprovando. Ognuno può portare qualcosa e, nello stesso tempo, ricevere qualcosa dagli altri.
Per questo il presepe che a dicembre vedremo nella chiesa di Tione comincia in realtà molto prima della Natività.
Comincia martedì 15 settembre ore 20:30, quando il Laboratorio Presepe riaprirà le proprie porte.
E l’invito rivolto a chiunque abbia voglia di provare è semplice: «Scopri l’artista che c’è in te».
Poi arriveranno settimane di lavoro. Arriveranno nuove idee, qualche problema da risolvere, mani sporche di colore, pezzi da rifare e particolari da aggiungere fino all’ultimo momento.
Infine arriverà dicembre. Nella cappella della chiesa ci saranno Maria, Giuseppe e il Bambino. Ci saranno case, pietre, legni e paesaggi costruiti a mano. Chi entrerà li guarderà e vedrà un bel presepe.
Ma chi lo avrà costruito, guardandolo, vedrà anche altro. Vedrà le persone incontrate, le serate trascorse insieme, le risate, i consigli ricevuti e quelli donati. Vedrà i ragazzi accanto agli adulti e magari, ancora una volta, un nipote accanto a un nonno. Perché da sei anni, all’Oratorio di Tione, prima ancora di costruire un presepe, si costruisce comunità. Info: Tiziana 347.1115403, Giovanni 335.6172703.






















