Tornano i tre mercoledì del Termen, una storia iniziata nel 1663

Il 14, 21 e 28 ottobre le tradizionali fiere tornano ad animare il capoluogo giudicariese. Dai mercati del bestiame alle circa 150 bancarelle di oggi, oltre tre secoli di storia commerciale e sociale

Ottobre, a Tione, significa anche “Termen”. Tornano infatti mercoledì 14, 21 e 28 ottobre 2026 i tre tradizionali mercati autunnali, appuntamenti che continuano a richiamare nel capoluogo visitatori e acquirenti provenienti dalle diverse valli delle Giudicarie.

Una manifestazione che oggi si presenta con numerose bancarelle e un’ampia offerta di prodotti, ma che conserva alle proprie spalle una storia secolare, profondamente legata all’economia agricola e all’allevamento.

UN PRIVILEGIO RISALENTE AL 1663. Le origini documentate dei mercati tionesi risalgono al 12 maggio 1663, quando l’arciduca Sigismondo Francesco d’Austria concesse alla comunità il diritto di organizzare un mercato pubblico annuale di bestiame.

Il privilegio prevedeva lo svolgimento delle attività commerciali a partire dalla prima domenica di giugno e nelle due domeniche successive, consentendo anche ai forestieri di partecipare con animali e merci.

Una concessione importante, che confermava il ruolo di Tione quale centro di riferimento commerciale per l’intero territorio giudicariese.

La documentazione del Capitanato distrettuale del 1892 permette di ricostruire l’evoluzione di questa tradizione, distinguendo la Fiera di Giugno, il mercato mensile e le “Fiere dei Termini”, che si svolgevano negli ultimi tre mercoledì di ottobre.

Queste ultime avevano luogo nella località Cortablo, su un piazzale esterno all’abitato, con recinzioni e spazi separati per le diverse categorie di animali.

DA DOVE DERIVA IL NOME “TERMEN”? Una curiosità riguarda anche l’origine del nome con cui i tionesi, da generazioni, indicano i mercati di ottobre.

La parola Termen potrebbe derivare dal latino terminus, ossia confine. Secondo una testimonianza storica riportata dal quotidiano Trentino il 26 ottobre 2014, fra le contrade di Brevine e La Villa esisteva un tempo un palo di confine chiamato proprio “Termen”, successivamente sostituito da un idrante antincendio.

Una circostanza che potrebbe spiegare l’origine della denominazione delle antiche fiere, organizzate nella vicina area di Cortablo.

Un’altra interpretazione lega invece il termine alle scadenze economiche autunnali, quando la vendita del bestiame consentiva agli allevatori di saldare debiti e regolare i conti.

L’origine esatta del nome rimane dunque da approfondire, ma anche questa curiosità contribuisce a raccontare il profondo legame fra i mercati e la storia della comunità tionese.

NEL 1913 OLTRE 1600 ANIMALI AL MERCATO. A documentare l’importanza delle fiere sono anche i dati conservati negli archivi comunali.

Particolarmente significativo il resoconto relativo al 15 ottobre 1913, che registra 1.038 vacche da latte esposte, delle quali 390 vendute.

A queste si aggiungevano 227 giovani bovini, 7 tori, 38 ovini, 147 caprini e 146 suini.

Il totale delle categorie riportate raggiungeva così 1.603 capi esposti, con 599 compravendite.

Numeri che testimoniano l’importanza dei mercati nell’economia locale, quando la vendita del bestiame rappresentava una delle principali occasioni per ottenere denaro contante, regolare i conti e sostenere le necessità familiari.

Le fiere erano organizzate secondo disposizioni precise, che prevedevano controlli sanitari, sorveglianza, strutture di contenimento e il divieto di effettuare vendite fuori dagli spazi autorizzati.

In foto il mercato negli anni Sessanta. La fotografia d’epoca documenta il mercato, prevalentemente dedicato al bestiame, con le caratteristiche bancarelle allestite nell’allora campo sportivo di via Circonvallazione. Sullo sfondo si può notare l’Autostazione ancora in fase di costruzione. La ricerca storica è stata possibile grazie al prezioso contributo dello storico tionese Gilberto Nabacino, che ha gentilmente concesso la pubblicazione della fotografia d’epoca.

UN MERCATO CAMBIATO, MA SEMPRE ATTESO. Nel corso del Novecento, con le trasformazioni economiche e sociali delle Giudicarie, i Termen hanno progressivamente modificato la propria fisionomia.

Dalle grandi fiere del bestiame si è passati ai mercati ambulanti, con bancarelle dedicate all’abbigliamento, agli articoli per la casa, ai prodotti alimentari e a numerose altre categorie merceologiche.

La presenza degli operatori si colloca oggi, indicativamente, attorno alle 150 postazioni, con strutture espositive moderne e attrezzate.

Resta invece sostanzialmente immutata la capacità di richiamo della manifestazione, che continua a rappresentare uno dei tradizionali appuntamenti autunnali del territorio.

Per i cittadini e per chi raggiunge Tione dai paesi vicini, i mercati di ottobre costituiscono anche un’occasione di incontro e socializzazione.

DAL 1663 AL 2026: UNA TRADIZIONE CHE CONTINUA. A distanza di oltre 360 anni dalla concessione del privilegio seicentesco e a più di un secolo dalle grandi fiere documentate nel 1913, Tione rinnova dunque un appuntamento strettamente legato alla propria identità.

I Termen non hanno più la funzione economica fondamentale che svolgevano nella società contadina, ma conservano un importante valore commerciale, sociale e culturale.

I tre mercoledì del 14, 21 e 28 ottobre 2026 rappresentano così non soltanto giornate di mercato, ma anche la continuazione di una storia che attraversa generazioni e che ha contribuito a fare di Tione uno dei principali luoghi d’incontro delle Giudicarie.

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