Dopo l’IT-alert per il collasso della diga di Malga Bissina

E’ positivo il risultato dell’esercitazione simulata martedì 13 ottobre. Coinvolti più di 30 Comuni e 90 sentinelle, nessuna chiamata al Numero Verde

Alle 11.01 di questa mattina, martedì 13 ottobre, è scattato l’allarme per il collasso della diga di Malga Bissina. Pochi minuti dopo, i cellulari hanno squillato in Valle del Chiese e in 28 Comuni della Lombardia con il messaggio IT-alert: è lo scenario simulato nell’ambito della Settimana della Protezione civile del Trentino, per testare la tempestività delle comunicazioni e il coordinamento tra le strutture operative in un’emergenza che – per sua natura – non si fermerebbe ai confini provinciali. Com’è andata?
Per l’esercitazione è stata attivata la Sala operativa provinciale presso la caserma del Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento, in stretto collegamento con l’Unità di Crisi del Dipartimento nazionale della Protezione civile. Presenti il dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna, Stefano Fait, e gli operatori delle diverse strutture coinvolte: i Vigili del fuoco volontari del Distretto delle Giudicarie, il Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento, il Servizio Prevenzione rischi e Centrale unica di emergenza, anche con l‘Ufficio Dighe, il Servizio Bacini montani e il Corpo forestale del Trentino.
In Trentino il test ha interessato i Comuni di Valdaone, Pieve di Bono – Prezzo, Borgo Chiese, Storo e Bondone, mentre in Lombardia sono stati coinvolti 22 Comuni in provincia di Brescia, uno in provincia di Cremona e cinque in provincia di Mantova. Sul territorio, 90 sentinelle distribuite all’interno e all’esterno dell’area interessata in Valle del Chiese hanno verificato la ricezione del messaggio e i tempi di diffusione, fornendo riscontri utili per valutare anche la capacità del sistema di circoscrivere l’allarme ai territori coinvolti. La Centrale unica di emergenza ha inoltre attivato un numero verde per raccogliere eventuali segnalazioni (che non sono arrivate).
In uno scenario reale, ogni minuto può fare la differenza. In caso di collasso della diga, l’onda di piena potrebbe raggiungere in alcune zone velocità fino a 180 chilometri orari. La tempestività dell’allarme e il corretto funzionamento di ogni passaggio della procedura sono quindi fondamentali per raggiungere le persone esposte prima dell’arrivo dell’onda di piena.
L’esercitazione ha permesso di testare la catena delle comunicazioni e di individuare alcuni aspetti della procedura sui quali lavorare ulteriormente. Il sistema di allarme pubblico consente di inviare notifiche direttamente ai telefoni cellulari presenti in una determinata area geografica, accompagnate dal caratteristico segnale acustico, per informare la popolazione in caso di gravi emergenze o catastrofi imminenti o in corso.

Ultime notizie

“En gran rebalton” a Preore per gli Amici del Paolin

Passo dopo passo in montagna con la SAT di Tione

La Sagra della Ciuìga spegne venticinque candeline

Tornano i tre mercoledì del Termen, una storia iniziata nel 1663