Dal referendum alla raccolta firme nel comune di Fiavé, oggi la svolta: il traliccio alto 36 metri è stato posizionato e sarà in funzione entro la fine dell’anno
Spunta l’antenna di Favrio, per anni senza casa
Sembra vibrare l’aria a Favrio in questi giorni, non tanto per le onde radio emesse dalla nuovissima antenna telefonica, che non è ancora in funzione, quanto per il clima teso tra le due frazioni dello stesso comune, Fiavé.
Tutti sapevano che prima o poi sarebbe arrivata, la questione andava avanti da quasi un decennio. Prima o poi la si sarebbe vista spuntare: è stata posizionata nel corso di questa settimana, a partire da lunedì 19 ottobre, anche se gli operai avevano iniziato a predisporre il basamento in cemento già durante quella precedente.
E’ l’antenna telefonica di Zefiro Net, un traliccio marrone alto 36 metri della nota società italiana del settore delle telecomunicazioni che porta Iliad Italia e Wind Tre in zone periferiche e rurali. Nota sì, l’azienda in questione, perché in valle è stata la stessa interessata nella vicenda dell’antenna di Stenico, posta a ridosso del centro abitato di Ponte Arche nel comune di Comano terme. In quel caso gli abitanti si erano mossi con ricorsi a Trento ma non ne hanno mai ottenuto la rimozione. Ed è ormai nota a Fiavé, chiaramente, dove cercava una locazione all’antenna da tempo, dando il via a una storia tanto lunga quanto complessa.
Era gennaio 2019 quando in un affollato teatro parrocchiale a Fiavé, sotto l’amministrazione di Angelo Zambotti, si parlava di sicurezza pubblica e impatto ambientale, trovando una comunità decisa a tenere l’antenna fuori dai centri abitati. Una soluzione con il pubblico la si voleva trovare, però, anche perché, che la nuova tecnologia fosse ben vista o meno, si voleva che l’introito dall’affitto del terreno finisse nelle casse di tutti. Ma niente di fatto, neanche sotto il mandato di Nicoletta Aloisi.
La questione è tornata calda più di recente, in primavera 2025, quando Zefiro Net si è mossa di nuovo per trovare un luogo in cui poterla installare. Individuato un appezzamento fuori dalla frazione di Favrio in direzione della Pineta, al confine con il bosco, è uscito fuori che il terreno in questione non era di proprietà del Comune ma dell’Asuc di Favrio. Interpellati quindi i censiti con un referendum consultivo a inizio giugno, si sono espressi contrari per un 84,5%. Un dato considerevole e una questione sentita considerando un’affluenza al voto del 93,4%. L’allora assessore comunale di competenza, Davide Buratti, ne ha espresso in seguito del dispiacere, dicendo che Asuc e Amministrazione avrebbero potuto collaborare.
Poco è importato all’azienda che, secondo le regole del proprio statuto, si è subito messa alla ricerca di un privato con cui concludere l’affare. E il privato lo ha trovato, neanche un mese dopo, in zona Molesina, in mezzo a terreni pianeggianti. A Fiavé è nato quindi un Comitato antenna, che ha raccolto firme per bloccare il tutto: al sindaco Beniamino Bugoloni è stato chiesto di trovare un’alternativa da proporre prima che l’affare venisse definitivamente concluso.
Ed ecco che l’Amministrazione una soluzione l’ha trovata: ha comprato un terreno da un privato, che soddisfacesse tutti i requisiti necessari, inclusa la distanza minima dalle case, ma proprio a fianco della primissima locazione fuori Favrio. Una conclusione che nella frazione, abitata da un’ottantina di persone, è vissuta da molti quasi come una presa in giro. «Abbiamo trovato quella che abbiamo ritenuto la soluzione migliore – il commento di Bugoloni. – Non è possibile accontentare tutti. Con il referendum i cittadini di Favrio hanno detto no all’antenna, ma il mondo va avanti e bisogna rimanere al passo.» Poi come Primo cittadino dell’intero territorio: «L’antenna, vicina al bosco, con alberi su più lati, rimane abbastanza nascosta. Si tratta di un vantaggio per il nostro Comune, di ordine anche economico: con l’affitto dei primi quattro anni dovremmo aver già coperto le spese».
A fronte di 7mila euro l’anno per 15 anni, un po’ di amaro in bocca deve rimanere all’Asuc di Favrio: «La popolazione era contraria – torna a ribadire il suo presidente, Lucio Cherotti. – Quello che infastidisce di più è ritrovarsi a cose fatte, avremmo voluto più trasparenza. E più informazioni: non è solo un palo, ad esempio, ma un traliccio. Perché? Cosa deve reggere di così pesante?»
Dubbi come questo circolano anche tra gli abitanti in paese che, in più, riportano che a seguito di alcune prove effettuate, l’antenna non garantirebbe la copertura su Favrio, ma solo su Fiavé. Dubbi questi che appesantiscono la tensione già presente.
E se l’antenna non è ancora attiva per garantire che la comunicazione tra le frazioni funzioni, adesso ci pensa il Sindaco a rassicurare i suoi cittadini: «C’è stata una Conferenza dei servizi a inizio settembre con tutti i soggetti interessati, inclusi Provincia e Zefiro Net. Si tratta di un traliccio, più alto, perché può trasmettere più lontano, anche verso la Pineta e Ballino.»
Poi sulla questione sicurezza: «L’antenna trasmetterà il 5G, è la nuova tecnologia a cui si puntava. Personalmente anche io voglio essere cauto, ma allo stesso tempo penso che i primi apparecchi a cui fare attenzione siano i cellulari che teniamo in tasca tutto il giorno o sul comodino quando siamo a letto.»
Infine riguardo prove e coperture: «Ci sono stati dei test tecnici, ma non hanno valutato l’effettiva copertura sulla frazione. Quello si potrà sapere solo quando l’antenna sarà in funzione, il che dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno. In ogni caso stiamo sollecitando in Provincia per un nuovo bando con cui permettere anche a Favrio, così come è successo per Ballino, di avere la fibra.»
E così, dopo un periodo di quasi un decennio, l’antenna di Favrio ha trovato un posto dove stare, finalmente ha trovato casa. O forse, proprio come in una lunga Odissea, a casa ci è semplicemente tornata.