Cento anni per la Banda di Ragoli

Un secolo di note, amicizie, sacrifici e generazioni cresciute insieme. La Banda Sociale di Ragoli festeggia i suoi primi cento anni con due giornate di musica e incontri, l’11 e 12 settembre al Parco al Poz di Preore.

Ci sono musiche che finiscono quando si spegne l’ultima nota. E ce ne sono altre che continuano a vivere, perché appartengono alle persone, alle famiglie e alla memoria di un paese.

Quella della Banda Sociale di Ragoli suona ormai da cent’anni.

Era il 1926 quando cominciava un’avventura che probabilmente nessuno, allora, avrebbe immaginato così lunga. Da quel momento sono passate generazioni, il mondo è cambiato, sono cambiate le abitudini e persino il modo di ascoltare la musica. Ma la Banda è rimasta.

È rimasta nelle feste patronali, nelle processioni, nelle cerimonie civili, nei concerti e nelle giornate importanti. È rimasta nelle fotografie in bianco e nero conservate nei cassetti, nelle vecchie divise, negli strumenti passati magari da una generazione all’altra.

Soprattutto, è rimasta nel cuore della sua gente.

Ecco perché festeggiare cento anni della Banda Sociale di Ragoli significa celebrare qualcosa che va ben oltre un’associazione musicale. Significa raccontare un pezzo della storia di una comunità.

Non poteva esserci, allora, frase più adatta di quella scelta per accompagnare il centenario: “Un secolo di musica, una storia vissuta insieme”.

Due giorni per festeggiare un secolo:

L’appuntamento è per venerdì 11 e sabato 12 settembre 2026, al Parco al Poz di Preore, nel Comune di Tre Ville.

La prima serata avrà anche il sapore della memoria. Venerdì, dopo l’apertura del bar alle 19.45, alle 20.00 sarà presentato il libro “Ora come allora. I 100 anni della Banda Sociale di Ragoli”.

Un titolo che sembra già racchiudere il senso di questo anniversario: guardare indietro per ricordare chi ha costruito questa storia, ma anche guardare avanti, verso chi avrà il compito di continuarla.

Alle 20.45 saranno protagoniste la Banda Comunale di Pinzolo e la Banda Intercomunale del Bleggio, mentre dalle 22 la serata continuerà con la musica di Stefano Bordiga.

Sabato la festa riprenderà nel pomeriggio pensando soprattutto alle nuove generazioni. Dalle 16 sono previsti i laboratori “Disegna la tua banda” e “Conosci gli strumenti”, seguiti alle 16.30 dall’“Aperibanda”.

Alle 18.00 sarà celebrata la Santa Messa e alle 19.30 arriverà uno dei momenti conviviali della giornata, con la cena a base di polenta carbonera.

Poi toccherà a lei: la Banda di Ragoli

Alle 20.45 di sabato arriverà probabilmente il momento più atteso ed emozionante dell’intero fine settimana: il Concerto del Centenario della Banda Sociale di Ragoli.

Sul palco ci saranno i musicisti di oggi.

Ma idealmente, accanto a loro, ci saranno anche tutti quelli che hanno suonato prima.

I maestri che hanno alzato la bacchetta, i giovani che hanno imparato le prime note, coloro che hanno portato con orgoglio la divisa della Banda e quanti, magari per decenni, hanno partecipato alle prove dopo una giornata di lavoro.

Ci saranno simbolicamente anche quelli che oggi non ci sono più, ma che hanno lasciato una parte di sé dentro questa lunga storia musicale.

Perché una banda non vive soltanto di trombe, clarinetti, sax, bombardini, tromboni e percussioni.

Una banda vive di persone.

Vive di chi insegna e di chi impara, di chi arriva alle prove anche quando è stanco, di genitori che accompagnano i figli, di volontari che preparano una festa, di un paese che si riconosce nel suono dei propri musicisti.

La serata proseguirà dalle 22 con l’Italiana Band – Tributo Italiano, con cucina e bar attivi durante la manifestazione.

Ma quando si spegneranno le luci di questo centenario resterà soprattutto una consapevolezza: cento anni non rappresentano un punto d’arrivo.

Sono un testimone da passare.

Dal 1926 al 2026 tante mani hanno stretto uno strumento e tante persone hanno aperto uno spartito. Altre lo faranno domani.

E forse è proprio questo il segreto più bello di una banda: ogni generazione suona la propria musica, ma la storia continua a essere la stessa.

A Ragoli quella storia dura da cent’anni.

E ha ancora molte note da suonare.

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