Domenica 12 luglio si aprono le porte del suggestivo romitorio a Carisolo.
L’Eremo di San Martino tra storia e leggende

Nascosto tra i boschi, alle pendici della cima Lancia a 1226 metri di quota proprio all’imbocco della Val Genova, c’è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. È l’Eremo di San Martino a Carisolo, una delle perle più suggestive e cariche di spiritualità di tutta la Val Rendena. Questo piccolo santuario medievale si appresta a riaprire le sue porte ai visitatori, offrendo un’occasione unica per riscoprire non solo un panorama mozzafiato, ma anche le storie straordinarie di chi lo ha abitato nei secoli.
LA STORIA. Le origini della chiesetta di San Martino sono antichissime e avvolte nel mistero, anche se i primi documenti scritti che ne attestano l’esistenza risalgono al 1312. Per secoli è stato un luogo di isolamento e preghiera, custodito da eremiti che hanno vissuto nel più totale distacco dal mondo, sopravvivendo solo grazie alla carità e alle offerte dei fedeli. L’ultimo custode storico lasciò l’eremo intorno al 1850, e dopo anni di abbandono la struttura fu salvata e restaurata a inizio Novecento grazie all’impegno e al lavoro della comunità locale.
LEGGENDE. Come ogni eremo che si rispetti, anche San Martino custodisce affascinanti racconti popolari. La leggenda più famosa narra che uno degli ultimi eremiti vivesse in una tale solitudine da avere come unico amico un orso. L’animale, addomesticato dal santo uomo, scendeva regolarmente a valle per raccogliere il pane donato dai paesani e glielo portava fino al rifugio.
Un altro racconto poetico è legato alla morte dell’eremita, avvenuta in un gelido giorno di gennaio: si dice che per avvisare la popolazione di Carisolo del tragico evento nel silenzio delle montagne, le piante di maggiociondolo fiorirono miracolosamente fuori stagione, colorando il bosco.
L’ESCURSIONE. L’eremo aprirà le porte ai visitatori il giorno 12 luglio dalle 10 alle 15. Non è raggiungibile in auto, il che ha permesso di preservare intatta la sua atmosfera di pace e silenzio. Per arrivarci si parte dal centro di Carisolo, imboccando la deviazione verso la località Campolo. Da lì parte il sentiero: si tratta di una camminata breve ma con una pendenza accentuata. Il percorso è considerato di media difficoltà e nell’ultimo tratto presenta un passaggio un po’ esposto protetto da cordini metallici di sicurezza. L’escursione non è quindi adatta a chi ha difficoltà motorie, ma ripaga lo sforzo regalando un balcone naturale unico sulla valle.






















