Parla Claudio Cortella, presidente del Bim del Chiese: “Dolomiti energia quotata, la sfida è tenere assieme mercato e territorio”
L’acqua non è solo energia, il futuro passa dai territori

Il tema di energia ed acqua anima le discussioni in valle, ne è seguito un approfondimento sull’edizione cartacea del Giornale delle Giudicarie. Il primo intervistato è Claudio Cortella, presidente del BIM del Chiese.
Quale valore rappresenta oggi l’acqua per le nostre valli? Non solo come risorsa energetica, ma anche come strumento di risarcimento e sviluppo per i territori che subiscono i danni ambientali delle grandi derivazioni?
Quando si parla di acqua nelle nostre valli si pensa subito all’energia. Ma il suo valore è molto più ampio: è un bene prezioso e fragile che contribuisce allo sviluppo del Trentino.
La Valle del Chiese è tra i principali produttori di energia rinnovabile della provincia. Complessivamente il sistema idroelettrico del Chiese produce ogni anno circa 700 GWh di energia. In una valle di circa 14.000 abitanti viene prodotta energia sufficiente a coprire il fabbisogno elettrico medio di oltre 240.000 famiglie, una quantità paragonabile al fabbisogno elettrico del Trentino. È un dato che aiuta a comprendere il ruolo strategico del territorio del Chiese nel sistema energetico trentino. Da questo principio nascono anche i sovracanoni riconosciuti ai Consorzi BIM. Non come semplice compensazione di un danno, ma come riconoscimento del contributo che i territori offrono alla produzione di energia. Il Consorzio BIM del Chiese reinveste oltre 3 milioni di euro all’anno a favore di famiglie, scuole, associazioni e Comuni. Per questo credo che il tema non possa essere letto soltanto come un risarcimento. Le ricadute economiche destinate ai territori rappresentano il riconoscimento di una funzione che queste comunità continuano a svolgere ogni giorno, mettendo a disposizione la risorsa idrica e le infrastrutture necessarie alla produzione di energia.
Le concessioni delle grandi derivazioni scadono nel 2029. Qual è il ruolo che i Consorzi BIM intendono giocare in questo passaggio storico? Quali garanzie chiedete ai territori in termini di governance e di rinegoziazione dei canoni?
Le concessioni idroelettriche in scadenza nel 2029 rappresentano un passaggio decisivo per il futuro del Trentino. Come Consorzi BIM riteniamo che le comunità locali debbano essere coinvolte stabilmente nelle scelte che riguardano l’utilizzo della risorsa idrica. Non chiediamo semplicemente più risorse: chiediamo che venga riconosciuto il ruolo dei territori che mettono a disposizione la risorsa idrica e producono energia per l’intera provincia. Ho portato questo tema in Commissione del Consiglio provinciale. Il rinnovo delle concessioni non riguarda soltanto aspetti economici, ma il rapporto tra autonomia, risorsa idrica e comunità locali per i prossimi decenni. I sovracanoni riconosciuti ai Consorzi BIM sono previsti dalla legge e rappresentano una garanzia consolidata per i territori. Diverso è il tema dei canoni aggiuntivi e delle altre misure legate alle concessioni. La vera sfida del 2029 sarà garantire e possibilmente rafforzare queste ricadute economiche e territoriali. C’è poi il tema della governance. Le comunità locali devono poter partecipare alle scelte che riguardano il futuro di una risorsa strategica come l’acqua.
I Consorzi BIM sono già azionisti di Dolomiti Energia. Alla luce delle discussioni sulla possibile quotazione in borsa della società, ritiene che la partecipazione dei BIM vada rafforzata o rischia di essere marginalizzata? Quale futuro vede per il ruolo dei territori nella governance dell’energia trentina?
Le discussioni sulla quotazione di Dolomiti Energia hanno riaperto il confronto sul futuro del sistema energetico trentino. A mio avviso la domanda fondamentale non è se quotarsi oppure no, ma come garantire nel tempo la capacità di investimento dell’azienda, la sua competitività e il mantenimento di un forte controllo territoriale sulle scelte strategiche. L’incontro promosso dal Consorzio BIM del Chiese con i vertici di Dolomiti Energia e aperto ai Sindaci ha confermato il valore di un confronto trasparente e partecipato. I Consorzi BIM possono svolgere un ruolo importante perché rappresentano le comunità dei territori che mettono a disposizione la risorsa idrica da cui nasce l’energia idroelettrica del Trentino. I quattro Consorzi BIM coinvolgono quasi tutti i Comuni trentini. Per questo ritengo che il loro ruolo debba essere rafforzato, non solo come azionisti, ma come interlocutori capaci di portare nella governance dell’energia la voce dei territori. La sfida dei prossimi anni sarà trovare un equilibrio tra la capacità di competere in un mercato in continua evoluzione e il mantenimento del legame con il territorio, uno dei punti di forza del sistema energetico trentino. In altre parole, la vera sfida non è scegliere tra mercato e territorio, ma costruire strumenti capaci di tenere insieme entrambi.






















