Le parole di Giorgio Marchetti, presidente del Bim del Sarca sul tema acqua ed energia
La maggiore produzione energetica avviene in Giudicarie, questo deve contare
Acqua ed energia ancora al centro della discussione: dopo l’approfondimento con il presidente del BIM del Chiese Claudio Cortella, e l’intervista all’assessore provinciale all’Energia Mattia Gottardi.
Quale valore rappresenta oggi l’acqua per le nostre valli? Non solo come risorsa energetica, ma anche come strumento di risarcimento e sviluppo per i territori che subiscono i danni ambientali delle grandi derivazioni?
Dire che l’acqua ha un valore inestimabile è talmente scontato che sembra una banalità, non è scontato invece l’uso che si fa della risorsa acqua, posto che veramente molteplici sono gli usi, a partire dal principale e più importante: l’acqua destinata al consumo umano per l’uso potabile/sanitario.
C’è l’uso allevamento animale che comprende anche la pescicoltura, attività molto diffusa e importante per i nostri territori, c’è l’uso irriguo, settore dove sono in corso importanti sperimentazioni ed investimenti finalizzati a migliorare il risultato con utilizzo di meno risorsa (impianti a goccia collegati a sensori di umidità), c’è l’uso industriale che comprende anche gli impianti di innevamento (usano quantità rilevanti ma per brevi periodi e per questo necessitano di stoccaggi) e infine c’è l’uso idroelettrico che utilizza enormi quantità di acqua e che sostanzialmente si divide in due grandi categorie: impianti ad acqua fluente e impianti con serbatoi (bacini), questi ultimi in grado anche di ri-pompare acqua dal basso nei momenti di esubero della disponibilità di energia elettrica.
Le concessioni delle grandi derivazioni scadono nel 2029. Qual è il ruolo che i Consorzi BIM intendono giocare in questo passaggio storico? Quali garanzie chiedete ai territori in termini di governance e di rinegoziazione dei canoni?
Il nostro territorio delle Giudicarie è stato interessato nei primi anni 50 del secolo scorso dalla realizzazione delle grandi derivazioni idroelettriche con opere imponenti che hanno indubbiamente modificato il territorio, in primis nei punti di derivazione, condotte e centrali di produzione, ma anche lungo tutto il corso dei fiumi, ecco quindi che su questo dobbiamo avere la massima attenzione affinché le importanti risorse generate dall’uso idroelettrico non vadano solo a beneficio di poche società (purtroppo anche con componente privata) ma siano redistribuite sul territorio in particolare quello Giudicariese a disposizione dei nostri enti pubblici per usarle a beneficio della popolazione.
Le grandi concessioni sono in scadenza a breve, nel 2029, è chiaro che si tratta di una partita di importanza colossale per la nostra Comunità e in questo i consorzi Bim devono fare la loro parte per far sentire le richieste del territorio in termini economici (sovracanoni e canoni aggiuntivi) ma anche in termini ambientali, questo sopratutto nel caso che sia scelta la cosiddetta “quarta via”, con riassegnazione ai concessionari uscenti rinegoziando parte economica e valorizzazione ambientale, se al momento della realizzazione delle grandi opere il risarcimento per i territori era stato anche principalmente conseguito in termini di occupazione, negli anni dove avere uno stipendio fisso era garanzia di benessere, ora le condizioni sono cambiate, l’energia elettrica è rimasta un bene di prima necessità e anzi forse ancora di più, e per fortuna in termini occupazionali siamo in un momento favorevole, pertanto la parte economica e ambientale saranno sicuramente il focus dove concentrare i nostri sforzi, con l’aggiunta della governance dei concessionari dove, se uniti, potremmo provare a chiedere qualche ruolo di rilievo, anche alla luce dell’ultimo rinnovo del Cda di Dolomiti Energia dove con un’iniziativa concordata siamo riusciti ad eleggere un rappresentante dei Bim (Cortella); ecco forse è proprio questo il punto, le Giudicarie oggi possono contare su una importante rappresentanza politica nel governo provinciale che non deve servire a chiedere particolari privilegi, ma unitamente a tutte le altre forze del territorio, deve riuscire a far si che la voce di questa porzione del territorio trentino che in termini di produzione idroelettrica rappresenta la maggioranza della produzione totale sia ripagata sotto l’aspetto economico e ambientale del grande sacrificio fatto con i prelievi idrici, ma anche ascoltata, e in questo il ruolo dei Bim è certamente quello di far sentire la voce del territorio quale ente che consorzia tutti i Comuni del bacino dove si esercitano i prelievi.
I Consorzi BIM sono già azionisti di Dolomiti Energia . Alla luce delle discussioni sulla possibile quotazione in borsa della società, ritiene che la partecipazione dei BIM vada rafforzata o rischia di essere marginalizzata? Quale futuro vede per il ruolo dei territori nella governance dell’energia trentina?
E’ di grande attualità il tema della quotazione in borsa di Dolomiti Energia, principale concessionario attuale delle grandi derivazioni idroelettriche trentine, la discussione è aperta, il mio pensiero è in primis di difendere la titolarità della maggioranza della società che deve assolutamente restare in mano pubblica per garantire la grande attenzione che l’uso della risorsa acqua richiede, e in secondo non permettere mai che la sede della società possa essere spostata fuori dal Trentino in modo che le imposte pagate su tutte queste attività tornino comunque ai nostri territori per effetto delle ben note norme sull’autonomia della nostra provincia con quel che ne consegue in termini di ritorno della fiscalità.






















