In occasione dell’81° Anniversario della Liberazione d’Italia il messaggio di un giovanissimo partigiano italiano
La Libertà con le parole del 18enne Giordano Cavestro prima di essere fucilato

Oggi, sabato 25 aprile 2026, il Paese ha festeggiato l’81° Anniversario della Liberazione d’Italia. Tanti anni e tante vite passate nel mezzo, dalla caduta del regime fascista e la fine dell’occupazione nazista. Eppure alcune circostanze di allora sono ancora tema di dibattito oggi. Cosa significa la parola Libertà?
BIOGRAFIA. Erano 18, invece, gli anni di Giordano Cavestro (Mirko), medaglia d’Oro al Valor Militare, quando è morto da partigiano. Nato a Parma il 30 novembre 1925, come riportato nella biografia di ANPI – Associazione Nazionale Partigiani Italiani, fu fucilato dai fascisti a Bardi il 4 maggio 1944.
Aveva 15 anni ed era uno studente di scuola media quando produceva e diffondeva, con altri democratici, un giornaletto clandestino di propaganda contro il regime, a sottolineare quanto conti il potere delle parole. Dopo l’8 settembre 1943, il ragazzo e il suo nucleo di antifascisti diventano il centro organizzativo e propulsore del Fronte della Gioventù e delle prime attività partigiane nella zona di Parma, poi partecipa alla costituzione del distaccamento “Griffith” della 12ª Brigata “Garibaldi”.
Catturato dai nazifascisti a Montagnana, “Mirko” è processato dal Tribunale militare di Parma il 14 aprile 1944. Condannato a morte, il ragazzo è graziato condizionalmente e trattenuto come ostaggio. Verrà fucilato il mese dopo nei pressi di Bardi, con Raimondo Pelinghelli, Vito Salmi, Nello Venturini ed Erasmo Venuti, come rappresaglia all’uccisione di quattro militi fascisti.
La motivazione della Medaglia d’Oro alla memoria di “Mirko” dice: «Giovane entusiasta combattente, si distingueva più volte in azioni particolarmente importanti. Catturato dal nemico ed essendosi rifiutato di fare qualsiasi rivelazione sulla propria formazione, veniva condannato alla pena capitale. Appresa la sentenza, trovava modo di far pervenire ai compagni di lotta un fiero appello di incitamento. Affrontava il plotone di esecuzione con impavida fermezza. Puro esempio di elevato senso del dovere e di puro eroismo”.
IL MESSAGGIO DI CAVESTRO ALLA FUTURA ITALIA. Lasciando che a parlare di Libertà sia quel giovanissimo partigiano, seguono due brevi missive di “Mirko” ai parenti e ai compagni. Oggi raccolte nel volume Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana, sono state scritte poche ore prima dell’esecuzione .
Parma, 4-5-1944
«Cara mamma e cari tutti,
purtroppo il Destino ha scelto me ed altri disgraziati per sfogare la rabbia fascista.
Non preoccupatevi tanto e rassegnatevi al più presto alla mia perdita.
Io sono calmo.
Vostro Giordano».
«Cari compagni, ora tocca a noi.
Andiamo a raggiungere gli altri tre gloriosi compagni caduti per la salvezza e la gloria d’Italia.
Voi sapete il compito che vi tocca. Io muoio, ma l’idea vivrà nel futuro, luminosa, grande e bella.
Siamo alla fine di tutti i mali.
Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile.
Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care.
La mia giovinezza è spezzata ma sono sicuro che servirà da esempio.
Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà.».






















