La Ciclopirlata, 200 chilometri di passione e goliardia da Milano a Mortaso

La tradizionale pedalata, nata con Ugo Lorenzi nel 1976, ha tagliato quest’anno il traguardo del mezzo secolo

Una pirlata. O almeno così è iniziata. Quella che sembrava una follia, chilometri e chilometri in bicicletta senza prendersi troppo sul serio, con il tempo è diventata una vera tradizione. E oggi, sabato 19 settembre, la Ciclopirlata è tornata a mettere in sella i suoi partecipanti per una nuova, lunga avventura.

<<Una pessima idea ma portata avanti con grande convinzione>> sono queste le parole con cui gli organizzatori di oggi ironizzano sull’iniziativa. Eppure sono ben 200 i chilometri previsti, con partenza da Milano e arrivo a Mortaso, in val Rendena. Un viaggio che a dispetto della presentazione presenta tanta fatica. E poi però ci unisce anche amicizia, passione per la bicicletta e soprattutto quello spirito goliardico, racchiuso già nel suo nome.

A dare origine alla Ciclopirlata è stato Ugo Lorenzi, fondatore e ideatore di quella che inizialmente sembrava soltanto una pazza idea. Una di quelle imprese nate quasi per gioco e che, proprio perché condivise e ripetute nel tempo, finiscono per trasformarsi in una tradizione. Era il 1976: quest’anno la Ciclopirlata ha compiuto cinquant’anni.

Dopo la partenza prima dell’alba, al buio, niente meno che dal Duomo di Milano, via in direzione del Trentino. Tra le tappe previste, Le Coste, per un momento di pausa e di ristoro nel corso della lunga pedalata, prima della partenza ufficiale della gara, da Ponte Caffaro.

I ciclisti sono arrivati in piazza a Spiazzo nelle prime ore del pomeriggio, dove erano attesi da amici e curiosi. A tagliare il traguardo dell’edizione 2026 Davide Terzi e Pietro Monti, seguiti da Sebastiano Maestri e Gianmarco Bassetti.

Se ne va cosí una nuova edizione, quest’anno varcando la soglia, o meglio il traguardo, del mezzo secolo. Perché, in fondo, lo spirito della Ciclopirlata é diventato anche questo: partire da un’idea apparentemente assurda, trasformarla in una sfida e poi ritrovarsi, anno dopo anno, a rifarla insieme. Per duecento chilometri… Proprio una Ciclopirlata.

 

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