Alla “Madòna del Mónt” una sagra che racconta 102 anni di storia, fede e comunità

Ogni anno, il 20 settembre, da più di un secolo, il tradizionale ritrovo sopra Tione in località Tragole

Ci sono luoghi che appartengono alla storia di un paese e altri che, con il passare del tempo, finiscono per appartenere anche ai ricordi delle persone. Per Tione, la Madòna del Mónt, in località Tragole, è entrambe le cose. Domenica 20 settembre 2026 la comunità tornerà a salire al Santuario dell’Addolorata per la tradizionale Sagra, appuntamento che quest’anno assume un significato particolare: sono infatti trascorsi 102 anni dalla costruzione della chiesetta, edificata nel 1924.

UNA STORIA LUNGA PIU’ DI UN SECOLO. La sua origine riporta agli anni difficili della prima Guerra Mondiale. Fu allora che la comunità tionese espresse un voto di riconoscenza per lo scampato pericolo dell’evacuazione del paese. Nel 1924, per volontà dell’allora mons. Donato Perli e con il contributo della popolazione, quel voto trovò forma concreta nella costruzione del piccolo santuario.

Da allora la Madòna del Mónt è diventata un luogo profondamente legato alla memoria collettiva di Tione. Quelle mura raccontano la fede di una generazione che aveva attraversato la guerra e che volle lasciare ai propri figli un segno tangibile di gratitudine e speranza.

Ma la storia del luogo si arricchì ulteriormente alcuni decenni più tardi.

Negli anni Sessanta, grazie all’intuizione di don Bruno Bombardelli, accanto alla chiesetta nacque quello che generazioni di tionesi avrebbero semplicemente chiamato il “Campeggio”. Venne costruito un edificio destinato ad accogliere durante l’estate bambini e ragazzi, quasi una prosecuzione in montagna delle attività dell’oratorio.

Per molti tionesi la Madòna del Mónt è così rimasta legata non soltanto alle celebrazioni religiose, ma anche alle giornate dell’infanzia e dell’adolescenza trascorse lassù: i giochi, le passeggiate, le amicizie, le avventure, i pasti condivisi e le serate vissute insieme.

Tra i faggi, generazioni di bambini delle elementari e ragazzi delle medie hanno conosciuto una forma semplice ma intensa di vita comunitaria.

Il luogo nato dalla riconoscenza dei padri dopo la Grande Guerra acquistò così una seconda vocazione: educativa e aggregativa. Alla memoria di chi costruì la chiesetta si aggiunsero i ricordi di chi, molti anni più tardi, vi trascorse le proprie estati.

IN PROGRAMMA PER QUESTO 2026. La Sagra di domenica sarà ancora una volta occasione per riunire queste diverse storie.

Il programma prenderà il via alle ore 11.00 con la Santa Messa, accompagnata dal Coro Brenta. Durante la celebrazione verrà ricordato il voto della comunità tionese che portò alla costruzione del santuario.

Alle ore 12.00 seguirà l’aperitivo con la Banda Sociale di Tione, mentre alle 12.45 sarà servito il pranzo comunitario, a offerta libera.

Nel pomeriggio, alle ore 14.00, spazio ai giochi per i ragazzi, quasi a rinnovare idealmente quella tradizione di attenzione ai più giovani che ha caratterizzato per tanti anni la vita della Madòna del Mónt.

La giornata si concluderà alle ore 15.00 con la recita del Santo Rosario.

In occasione della Sagra sarà inoltre disponibile il volume del centenario “Storia di un voto – Tione 1924-2024”, dedicato alla storia della chiesetta, alle circostanze che portarono alla sua edificazione e al legame che da più di un secolo unisce il luogo alla popolazione tionese.

A 102 anni di distanza, dunque, salire alla Madòna del Mónt significa ancora ritrovare un pezzo importante della storia di Tione.

C’è il ricordo del voto nato durante la Grande Guerra. Ci sono le mani di chi contribuì alla costruzione della chiesetta. C’è l’intuizione di don Bruno Bombardelli. E ci sono le tante generazioni di bambini e ragazzi che, tra quei boschi, hanno imparato il valore dell’amicizia e dello stare insieme.

Tra i faggi della Madonna del Mont sono passate generazioni di tionesi e, con loro, una parte importante della storia della comunità.

Le generazioni sono cambiate, così come sono cambiati i tempi. Ma lassù continuano a incontrarsi memoria, fede, amicizia e quel senso di appartenenza che, ancora oggi, fa sentire una comunità parte della stessa storia.

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