Memorie di redazione, tre anni dalla morte del Musòn
In ricordo di Mario Antolini

Sono passati tre anni esatti dalla scomparsa di Mario Antolini, detto Musòn. Se ne andava il 5 dicembre 2022 all’età di 102 anni. Fino a poche settimane prima della tua morte, continuavi a scrivere dal tuo pc: non eri più nella tua mansarda di Tione, nell’ultimo periodo ti trovavi a Saone. Fino all’ultimo, lo ricordiamo bene noi che leggevamo le tue rubriche giornaliere su Facebook, di come anche dalla casa di riposo, impossibilitato a scrivere autonomamente, ti facessi aiutare dalla nipote.
Quante cose sono successe da allora, chissà cosa diresti oggi a noi tutti, chissà quale consiglio daresti a questa giovane redazione del Giornale delle Giudicarie online…
UNA VITA NORMALE E STRAORDINARIA. Ti ricordiamo oggi per quei pochi che non ti conoscevano. Sei nato a Tione di Trento il 19 giugno 1920. Hai studiato a Milano, Asti, Tokyo e Napoli dove ti sei laureato in “Lingue, letterature e istituzioni orientali, sezione Giapponese.” Al termine della seconda Guerra, dopo un periodo in carcere a Tokyo nei giorni dello scoppio della bomba atomica, sei tornato nelle valli Giudicarie dove hai iniziato a insegnare alle scuole primarie. Dal 1947 in poi ti sei avviato al giornalismo come corrispondente delle Valli Giudicarie per i principali quotidiani trentini dell’epoca, dal 1980 sei stato iscritto all’Albo dei pubblicisti.
Impegnato nel mondo dell’informazione e della promozione di un’identità storica e culturale delle Valli Giudicarie, negli anni hai scritto diversi volumi di storia locale, sei stato responsabile dell’Ufficio stampa dell‘Apt Madonna di Campiglio e Pinzolo, collaboratore corrispondente per diverse testate tra cui Vita Trentina, direttore responsabile e direttore di numerosi periodici. I tuoi meriti in Giudicarie vedono anche il tuo contributo nella fondazione dello stesso Centro Studi Judicaria, l’impegno come segretario del B.I.M. Bacini Imbriferi Montani e come assessore alla cultura nel Comune di Tione. Nel 2020, a 100 anni di vita, sei stato insignito della “Penna d’Oro” dall’Ordine dei Giornalisti. Negli ultimi anni, sempre attivo, hai spostato il tuo interesse verso le opportunità del digitale, specialmente collaborando con testate online e comunicando attraverso il mondo dei social. Sei morto il 5 dicembre 2022 all’età di 102 anni.
MA CHI ERI? Eri noto come “Il Musòn”, ossia il musone. È l’appellativo della tua famiglia, gli Antolini, detti musoni. Tuttavia, in senso opposto, alla tua figura sono sempre state riconosciute qualità positive, quelle di un carattere cordiale e per niente scorbutico. Ti si ricorda, Musòn, per l’amore per il tuo territorio, il grande impegno sociale, la dedizione al tuo lavoro, una certa apertura mentale, specialmente in rapporto alle nuove generazioni. Oltre ai risultati concreti nel panorama editoriale trentino, ti si riconoscono alcune caratteristiche a livello personale. Di seguito le parole dei tuoi colleghi, scritta ai tempi e pubblicata sul Giornale delle Giudicarie:
Mario Antolini Musòn ha rappresentato un pilastro di storia, per l’esperienza di vita vissuta, ma soprattutto per la sua intelligenza, la sua sensibilità, la sua cultura, la sua eleganza, che hanno fatto di lui un uomo moderno, pronto a raccogliere ed affrontare le nuove sfide che il nostro tempo ci propone quotidianamente. – Denise Rocca
Da anni dalle pagine del Giornale delle Giudicarie nella tua rubrica “Parlando giudicariese” hai trattato da tutti i punti di vista della difficoltà ma anche della bellezza di vivere queste valli periferiche ma ricche di storia, cultura, ambiente, comunità. Il tuo motto era “facciamo grop”, ovvero stringiamoci, stiamo insieme, collaboriamo, aiutiamo i giovani a crescere – Oreste Bottaro
Perfino in questo, ultranovantenne quando questa novità ti si è presentata e l’hai accolta, sei stato speciale, a piegare al tuo modo di essere qualcosa che nemmeno i giovani nati con la tecnologia in tasca sanno dominare. E anche qui abbiamo visto la grandezza di un intelletto che ha usato la macchina al meglio, senza farsi usare o diventarne vittima patetica, ma tirando fuori il buono che c’era – Denise Rocca
COSA DIRESTI OGGI? Chissà quale sarebbe il tuo commento oggi, non lo possiamo sapere. Immaginiamo saresti entusiasta, aperto e reattivo come tuo solito, vedresti chiaramente il potenziale della comunicazione digitale. Ce lo diresti con una tua e-mail o faresti un post a tema da condividere coi tuoi amici di Facebook, magari riportando l’etimologia di qualche nome. O perché no, una qualche riflessione filosofica.
Vogliamo pensare che ci augureresti di imparare il massimo da questa esperienza, in modo molto pacato, aggiungeresti qualche dritta o qualche buon consiglio. Non possiamo che chiudere con alcune tue stesse parole, anni e anni fa, parlando dell’avvenire dello stesso cartaceo:
Mi permetto di pensare che il festeggiare […] per una testata giornalistica, voglia dire soprattutto il saper e voler guardare in avanti per costruire un edificio sempre più alto su fondamenta ormai assodate. Il Giornale delle Giudicarie ha davanti a sé, e a tutto il mondo giudicariese, la possibilità di diventare il perno prezioso di una rivoluzione in atto. Deve portare le Giudicarie a diventare un elemento sostanzialmente fattivo di un avenire che si prospetta, pur irto di difficoltà, dalle tuttora possibili sostanziali realizzazioni – Mario Antolini detto Musòn















