Pittura, scultura, fotografia e installazioni per una “promenade visiva” dedicata alla figura di Cristo. Giuliano Beltrami: «Questo convento è uno scrigno di storia». Nel 1945 fu devastato dalla caduta di un bombardiere americano.
Diciassette artisti raccontano “Gesù, l’Uomo del Bene” nello storico convento di Condino

Diciassette artisti, altrettante sensibilità e diversi linguaggi espressivi per raccontare “Gesù, l’Uomo del Bene”. È il cuore della mostra ospitata nello storico convento di Condino, un’esposizione che attraverso pittura, scultura, fotografia e installazioni propone al visitatore un viaggio fra la figura di Cristo e le fragilità dell’uomo contemporaneo.
Ad aprire l’inaugurazione è stato il presidente del CSJ Giuliano Beltrami, che ha ringraziato il Comune e quanti hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa.
Beltrami ha colto l’occasione anche per richiamare l’attenzione sul luogo che ospita la mostra. Il convento, ha sottolineato, rappresenta un autentico “scrigno” di storia, che merita di essere conosciuto e valorizzato.
Una storia segnata anche da una pagina drammatica. Era il 6 febbraio 1945 quando un bombardiere americano, colpito dalla contraerea tedesca, precipitò sul convento, provocando una devastazione e causando la morte di due frati. Della chiesa rimasero in piedi la facciata e una porzione delle murature, mentre andarono perduti il coro e l’altare maggiore.
Nei mesi successivi l’arciprete di Condino, don Luigi Pisoni, concesse ai cappuccini l’uso della chiesa di San Rocco. Dal 1948 prese quindi avvio la ricostruzione, con il recupero del presbiterio e del coro e il rinnovamento dell’edificio sacro. Un lavoro al quale diedero il loro contributo anche l’architetto Efrem Ferrari e gli artisti Carlo Bonacina, Scipione Ballardini e Pino Casarini.
Una storia di distruzione e rinascita che oggi sembra quasi dialogare con il tema stesso della mostra.
Dopo il saluto del parroco di Condino, don Luigi Mezzi, è stato Alessandro Togni a entrare nel vivo dell’esposizione e ad accompagnare i presenti lungo il percorso artistico.
«Non è facile trovare mostre di questo tipo», ha spiegato Togni, evidenziando come l’elemento di particolare interesse sia rappresentato proprio dalla presenza di 17 artisti, capaci di confrontarsi sul medesimo tema mantenendo ciascuno la propria sensibilità e le proprie peculiarità.
Il titolo, “L’Uomo del Bene”, conduce direttamente a Gesù. Ma osservando le opere lo sguardo si allarga alle tragedie, alle sofferenze e alle debolezze dell’uomo di oggi.
Ci sono lavori volutamente forti, aggressivi e spigolosi, nei quali domina il richiamo al patibolo e alla croce. Altri presentano invece un Gesù dai tratti più dolci e sereni, capace di offrire speranza. È il Cristo che, anche dentro la sofferenza, sostiene l’uomo.
Le interpretazioni degli artisti sono silenziose, ma non mute. Le opere parlano attraverso materiali e tecniche differenti: pittura, scultura, fotografia e installazione, alternando immagini drammatiche ad altre segnate dalla delicatezza e dalla grazia.
A creare un ulteriore dialogo fra passato e presente sono alcune stampe devozionali d’epoca, con immagini del Sacro Cuore e della Sacra Famiglia, testimonianze di quella religiosità popolare che per generazioni è entrata nelle case e nelle camere delle famiglie.
Togni ha presentato uno ad uno gli artisti presenti in mostra, illustrandone brevemente caratteristiche e modalità espressive. Ne è nata quella che lui stesso ha definito una “promenade visiva”: un viaggio attraverso numerose forme d’arte, accomunate da un’unica grande domanda sull’uomo, sulla sofferenza e sulla speranza.
Alla cerimonia inaugurale è intervenuta anche l’assessora comunale Eleonora Poletti, portando la voce dell’Amministrazione di Borgo Chiese.
Una mostra, dunque, che porta a Condino linguaggi artistici diversi e trova nello storico convento una cornice particolarmente significativa. Ottantuno anni dopo quel tragico 6 febbraio 1945, là dove la guerra portò distruzione e morte, l’arte torna oggi a parlare all’uomo di bene e di speranza.
La mostra “Gesù, l’Uomo del Bene” rimarrà aperta al pubblico nel convento di Condino fino al 16 agosto 2026. Le visite sono possibili tutti i giorni dalle 16 alle 19; il sabato e la domenica l’apertura è prevista anche al mattino, dalle 10 alle 12, oltre che nel pomeriggio dalle 16 alle 19.
Ad arricchire il programma sarà la conferenza di venerdì 7 agosto, alle ore 17, sempre negli spazi del convento. Tre gli interventi previsti: Giuliano Beltrami, presidente del Centro Studi Judicaria, parlerà sul tema “Una mostra in convento fra arte e storia”; Alessandro Togni, curatore dell’esposizione, proporrà “Gesù, l’Uomo del Bene: una riflessione sulle estetiche”; infine Leonardo Paris, professore ordinario di Teologia Dogmatica presso l’ISSR “Romano Guardini” di Trento, interverrà con “Una storia da raccontare. Parole e immagini per dire Gesù”. Un appuntamento che consentirà quindi di andare oltre la visita alle opere, approfondendo il rapporto fra arte, storia, fede e rappresentazione contemporanea della figura di Gesù.






















