La mancata presenza di un numero sufficiente di infermieri non consente il raggiungimento dello standard per i centri traumatologici di Campiglio e Sèn Jan di Fassa. Prendiamoci un attimo per riflettere sul valore di questa figura professionale.
Deficit di infermieri a Campiglio

Per il periodo natalizio non sarà possibile attivare i punti di primo intervento traumatologico di Madonna di Campiglio e di Sèn Jan di Fassa. L’ assistenza sarà garantita negli ospedali di Tione e Cavalese.
La decisione è legata alla mancata disponibilità di personale infermieristico, nonostante i tentativi di reperimento attivati, che hanno incluso la ricerca di infermieri interinali e lo scorrimento delle graduatorie concorsuali.
Sono stati individuati medici, tecnici di radiologia e personale amministrativo, ma l’assenza della componente infermieristica non consente di garantire l’operatività dei servizi nel rispetto degli standard richiesti.
Per garantire la presa in carico dei pazienti con traumi ortopedici delle valli Giudicarie, Fiemme e Fassa, il riferimento restano gli ospedali di Tione e di Cavalese, pienamente operativi e in grado di assicurare l’assistenza necessaria a residenti e turisti. Il personale fin qui reclutato andrà a potenziare questi due ospedali.
La ricerca di personale infermieristico continuerà anche nei prossimi giorni, con l’obiettivo di valutare, nel caso si rendessero disponibili le risorse indispensabili per garantire standard clinici e organizzativi, una possibile apertura dei punti di primo intervento entro fine anno.
Gli infermieri, che occupano un posto importantissimo all’interno delle strutture sanitarie, offrendo sia un servizio di qualità sia il proprio volto “in prima linea”, per coordinare il trattamento fra ospedale e paziente, sono sempre più richiesti come figura professionale.
Se qualcuno ha la fortuna di avere una di queste persone al proprio fianco, le riconoscerà immediatamente come dotate di un comportamento che le porta a prendersi cura degli altri.
Meritano la nostra stima, dato che ogni giorno lavorano al servizio del prossimo, spesso mettendo il paziente prima di se nella scala delle priorità. Ma non è solo predisposizione, la loro. Ogni buon infermiere ha studiato strategie e tecniche per mettere a proprio agio i pazienti.
Quindi quando ci troviamo di fronte a un infermiere o un’infermiera sorridente, ricordiamoci che stiamo parlando con esperti, che sorridono non perché si divertono (cosa comunque giustissima), ma perché hanno studiato che un comportamento sereno ci aiuta, nei piccoli problemi di salute come nei casi più gravi.
Auguriamo a tutti gli infermieri un meritato riposo sotto le festività, a loro che mettono ogni giorno il nostro benessere sopra ogni cosa.