Daniela Salvaterra racconta il Perù al trentennale di Speranza di Vita

La solidarietà giudicariese il tema della serata all’oratorio di Tione per l’anniversario dell’Associazione. Da 23 anni la missionaria laica vive a Cajamarca dove tre Case della Carità accolgono circa 150 persone

Una storia di solidarietà che dura da trent’anni, un legame che attraversa l’oceano e una comunità che continua a dimostrare sensibilità e generosità verso chi vive situazioni di particolare difficoltà. È quanto emerso dalla serata organizzata all’Oratorio di Tione, venerdì 16 ottobre, per celebrare il trentennale dell’associazione Speranza di Vita ODV, impegnata nel sostegno all’opera della missionaria laica tionese Daniela Salvaterra, da 23 anni attiva in Perù.

L’incontro, caratterizzato da una partecipazione calorosa e da momenti di autentica emozione, ha offerto l’occasione per ripercorrere il cammino dell’associazione e conoscere da vicino i risultati raggiunti nella lontana regione di Cajamarca, dove Daniela dedica la propria vita all’accoglienza e all’assistenza delle persone più fragili.

A introdurre la manifestazione è stato il presidente Luca Salvaterra, che ha aperto la serata celebrativa. È seguito l’intervento di Margherita Cogo, presidente della Scuola Musicale delle Giudicarie, che ha espresso parole di ammirazione per Daniela, sottolineando come la sua dedizione e il suo sorriso rappresentino motivo di orgoglio per l’intera comunità tionese. Gli allievi della Scuola Musicale hanno quindi proposto un apprezzato momento musicale.

Poi la parola è passata a Daniela, che ha iniziato la propria testimonianza con una riflessione tanto semplice quanto significativa: oggi ha 46 anni, esattamente il doppio di quelli che aveva quando partì per il Perù. Ventitré anni vissuti a Tione e altrettanti trascorsi nella terra sudamericana, impegnata in un’esperienza umana e missionaria diventata ormai parte integrante della sua esistenza.

Una storia iniziata con l’accoglienza di una bambina e sviluppatasi progressivamente fino alla nascita di tre Case della Carità, che oggi ospitano complessivamente circa 150 persone. Si tratta di Casa Madre Teresa, rivolta in particolare a donne e bambini con disabilità fisiche e mentali; Casa San Giuseppe Cottolengo, dedicata all’accoglienza maschile e ai percorsi di autonomia personale; e Casa Santa Rita, che offre sostegno a donne in difficoltà, spesso segnate da esperienze di violenza e disagio. Realtà differenti, unite però da un obiettivo comune: garantire non soltanto assistenza materiale, ma soprattutto dignità, attenzione e un ambiente il più possibile simile a quello di una famiglia.

Nel suo racconto Daniela ha ricordato le numerose situazioni di abbandono e solitudine con le quali si confronta quotidianamente. Molti ospiti vengono segnalati dai servizi sociali e presentano disabilità importanti o condizioni personali e familiari particolarmente complesse. Attraverso filmati e immagini, il pubblico ha potuto entrare idealmente nelle strutture e seguirne la vita quotidiana, dalla sveglia delle 6.30 fino al riposo serale, passando attraverso attività scolastiche, riabilitazione, momenti ricreativi, pasti comunitari e preghiera.

Nel corso degli anni sono stati realizzati diversi interventi per migliorare la funzionalità delle case: i laboratori, la lavanderia, nuovi locali al secondo piano, spazi per la fisioterapia, ambienti dedicati alle persone con disabilità più gravi e servizi igienici accessibili alle carrozzine.

Accanto all’assistenza trovano spazio il sostegno psicologico, le attività musicali e le iniziative educative. Particolare attenzione viene riservata alla qualità della vita, anche per coloro che necessitano di cure continuative o palliative. L’intenzione, ha spiegato Daniela, è quella di far sentire ogni persona parte di una famiglia, superando il concetto di semplice struttura assistenziale.

Non mancano le difficoltà, legate soprattutto alle crescenti richieste di accoglienza e alla necessità di garantire personale, attrezzature e assistenza adeguata. Un lavoro che Daniela può portare avanti grazie al sostegno di collaboratori, volontari, benefattori e di quanti condividono quotidianamente il suo progetto. La fede costituisce un riferimento importante di questa esperienza, vissuta nella convinzione che sia possibile «curare il male con il bene». Particolarmente apprezzato il filmato che ha documentato le attività dall’ottobre 2025 al giugno 2026: momenti di festa, iniziative musicali, incontri con altre Case della Carità, celebrazioni natalizie e pasquali. Immagini che hanno mostrato una realtà nella quale, pur tra tante difficoltà, non mancano sorrisi, partecipazione e occasioni di gioia.

Nel cammino della missione è significativa anche la collaborazione di alcuni sacerdoti dell’Ordine di Sant’Agostino, così come la vicinanza di amici e sostenitori che dal Trentino raggiungono il Perù per conoscere direttamente l’attività delle Case della Carità. Un legame che l’associazione Speranza di Vita continua ad alimentare attraverso iniziative di sensibilizzazione, raccolte fondi e forme di sostegno continuativo, contribuendo alle necessità assistenziali e alla gestione delle strutture.

La parte conclusiva della serata è stata dedicata ai ringraziamenti. Il presidente Luca Salvaterra, insieme al sindaco di Tione Eugenio Antolini, ha consegnato alcune fotografie incorniciate quale segno di riconoscenza a quanti si sono adoperati per la riuscita del trentennale. Gli omaggi sono stati rivolti alla Scuola Musicale delle Giudicarie, per il contributo artistico, al Circolo Fotografico Tionese, per la collaborazione nella preparazione e nell’allestimento della mostra fotografica «Volti», e alla cuoca Maria Grazia Forti, che con esperienza e passione ha preparato l’apprezzata cena comunitaria. Un riconoscimento particolarmente sentito è stato riservato alla stessa Daniela Salvaterra, per la dedizione con la quale da ventitré anni si prende cura di bambini, giovani e adulti che vivono condizioni di sofferenza e fragilità.

I festeggiamenti sono proseguiti con la cena, che ha riunito oltre 130 commensali in un clima di amicizia e convivialità. Simpatica e significativa la partecipazione delle ragazze e dei ragazzi del gruppo dei cresimandi, che per l’occasione hanno indossato idealmente i panni dei camerieri, prestando servizio ai tavoli con entusiasmo e disponibilità. Un gesto che ha aggiunto un ulteriore significato alla manifestazione, coinvolgendo anche le nuove generazioni nel valore del volontariato.

Si è così conclusa una serata che, accanto alla festa per l’importante anniversario, ha ricordato quanto possa essere preziosa la solidarietà di una comunità. Trent’anni di Speranza di Vita e ventitré anni di missione di Daniela Salvaterra: due storie che continuano a intrecciarsi, mantenendo vivo quel ponte di amicizia, generosità e speranza che da Tione raggiunge la lontana terra del Perù.

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