Cortella di nuovo presidente del Bim del Chiese

Una trentina le iniziative per guardare al futuro

Claudio Cortella

E così Claudio Cortella, classe 1979, professione architetto, nascita e residenza a Storo, di cui è stato per cinque anni vicesindaco, è stato confermato alla presidenza del Consorzio Bim del Chiese. Come lui, di recente, anche il collega Giorgio Marchetti per il Bim del Sarca.
Prima di veleggiare verso il quinquennio che ci aspetta è bene tirare qualche somma rispetto al mandato precedente.

Non si sottrae Cortella: “In cinque anni abbiamo contribuito a costruire un clima estremamente collaborativo, tant’è che abbiamo potuto concretizzare quello che abbiamo postulato come ‘Sistema Chiese’: una serie di iniziative del e nel territorio. Si è partiti con una serie di incontri con le Giunte comunali, dai quali siamo usciti con la consapevolezza che c’erano problemi che si ripetevano.

Allora abbiamo fatto la scelta di affrontare le questioni ricorrenti attraverso convenzioni, con le scuole, con le case di riposo, con la scuola musicale. Perciò il bilancio da tracciare è positivo: infatti abbiamo trovato una modalità operativa condivisa dal territorio, dalle realtà e dalle associazioni”. Quindi un mandato all’insegna delle collaborazioni. “Esatto. Con i Comuni, le realtà associative, gli altri Consorzi Bim, la Provincia”.

Tocchiamo i Comuni, i quali tendono ad essere gelosi della loro identità: ognuno punta in genere a difendere la propria parrocchietta… “Io parto dal concetto etimologico diConsorzio per dare una grande importanza all’unione volontaria tra Comuni. Quindi va cercato sempre il dialogo, prima di tutto per cercare risposte alle singole esigenze, ma poi per cercare i minimi comuni denominatori”. Insomma, cercare ciò che unisce e non ciò che divide. “È il modo per coinvolgere il territorio. È normale che i Comuni portino al Consorzio le istanze vissute nel loro ambito. A noi il compito di trovare risposte comuni a problemi comuni”.

Diciamo che il Bim, nato come Consorzio per raggruppare i Comuni sul cui territorio sono stati realizzati impianti idroelettrici, è andato oltre il compito iniziale di spartire i canoni e i sovracanoni. “Il Consorzio può essere operativo in due modi. Primo: spartire automaticamente i canoni fra i Comuni secondo parametri condivisi (popolazione, superficie), oppure promuovere o valorizzare azioni capaci di fare economie di scala abbassando i costi fissi. Non è un caso che accanto al Bim sia nata, parecchi anni fa, la Esco, diventata di fatto il braccio operativo del Bim e dei Comuni del Chiese. Così, come Bim non abbiamo nemmeno bisogno di un ufficio tecnico, perché abbiamo la Esco”.

Esempi? “Cito l’ultima realizzazione in ordine di tempo: la segnaletica orizzontale e verticale, partita dall’esigenza di alcuni Comuni. Insieme alla polizia locale il Bim ha promosso un intervento con l’obiettivo di creare uniformità su tutto il territorio per quanto riguarda la segnaletica orizzontale. Poi abbiamo reinvestito i risparmi ottenuti dall’appalto per predisporre la segnaletica verticale. Il tutto nel giro di pochi mesi, fra febbraio e maggio”.

LA SINDROME DEL BANCOMAT. Il Bim ha una liquidità che deriva dall’arrivo annuale dei canoni e dei sovracanoni. È inevitabile che susciti gli appetiti (in buona fede, intendiamoci) di chi organizza eventi o deve fare investimenti. Da qui la battuta che da anni investe il Consorzio dei Comuni, accusato di essere un bancomat: vai, chiedi, premi il pulsante e piovono i soldi. È così? O meglio, è ancora così?

Cortella è uomo dall’aria apparentemente mite: difficilmente alza la voce, tanto che può innervosire chi lo contrasta. Però mitezza non è sinonimo di indecisione. “Abbiamo fatto un lavoro meticoloso – argomenta – per individuare i contributi che venivano elargiti in ambiti specifici. Così abbiamo trasformato i contributi in convenzioni, con un approccio che ha permesso di ottenere due vantaggi principali: intanto con la convenzione pluriennale le realtà che erano abituate a ragionare annualmente si sono abituate a programmare su più anni; inoltre il Consorzio può determinare con maggiore avvedutezza il budget, sapendo già adesso le cifre che impegneremo nei prossimi anni”.

LE NUOVE SFIDE. Si apre un nuovo mandato. Che fare? “Abbiamo cominciato a ragionare attorno alle esigenze che si sono manifestate in questi anni e che per una serie di motivi non siamo riusciti a concretizzare. Nella conferenza dei sindaci del mese di agosto abbiamo posto un elenco desunto dal nostro documento di programmazione dove ci sono poco meno di trenta iniziative attualmente ferme con le quattro frecce ai box”.

Bene. Ma se ne può citare qualcuna, senza il timore di far torto ad altre? “Attenzione – risponde Cortella – che posso citarne, ma con una precisazione: non c’è un ordine di priorità. Mi viene in mente la gestione della risorsa idrica, un tema che ci ha spinti a dialogare con i Consorzi di miglioramento fondiario e con il Consorzio trentino di bonifica per arrivare ad un accordo di programma e realizzare un progetto di valle per un uso consapevole dell’acqua, una questione etica. Attenzione, non vuol dire solo risparmiare l’acqua, ma vuol dire creare vasche di laminazione per gestire il ripetersi di temporali sempre più forti, vasche che diventano utili anche per l’agricoltura.

Un altro progetto importante è quello che chiamiamo ‘Progetto legno 2.0’, che prevede di realizzare insieme ai Forestali ed ai Comuni la gestione dei nuovi piani di taglio di valle dopo le emergenze di Vaia e del bostrico. Ciò per stabilire come gestire la ripresa legnosa e per capire il potenziale in funzione della centrale di cogenerazione”.

Così dicendo, Cortella si incammina sulla strada del contrasto all’aumento del bosco, ragionando di CO₂. “L’ho detto – aggiunge – parliamo di una trentina di azioni”, e cita la scuola, il lavoro… “È chiaro che diventa necessario trovare assieme ai Comuni delle priorità, cosicché il Consorzio possa mettere le proprie energie al servizio di tutti, con l’obiettivo di mantenere alta la qualità della vita e creare prospettive di sviluppo”.

LE COMMISSIONI. Un navigato politico del ventesimo secolo, quando non sapeva, o meglio, non voleva risolvere un problema, proponeva la costituzione di una Commissione. Così tutto finiva nel cestino. Cortella non ci sta a questo paragone sarcastico. “Noi abbiamo costituito le Commissioni (agricoltura, turismo, borse di studio), attraverso le quali si generano i bandi di sostegno ai vari settori. Sono bandi ricorrenti, accanto a bandi nuovi: prendi le risorse per la raccolta dell’acqua piovana. Il bando borse di studio ha un valore di stimolo”.

Un tema significativo, conclude Claudio Cortella, “riguarda il bilancio sociale, per valutare l’impatto delle varie azioni, così da seguire una realtà in movimento. Non per niente chiediamo ai partner delle convenzioni cosa si può migliorare, prima di un’altra firma”.

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