Mutualità, collaborazione e attenzione sociale al centro dell’iniziativa dedicata a tre Associazioni
«CASA ITAS»: una rete che unisce il territorio tra volontariato e comunità

Un incontro che non ti aspetti, un momento autentico di dialogo e di collaborazione finalizzato a creare legami solidi tra coloro che possono contribuire a migliorare il benessere collettivo.
È stato presentato così “Casa ITAS”, l’ambizioso progetto promosso da ITAS Mutua a favore di tre importanti realtà associative del territorio giudicariese, unite da un obiettivo comune: mettere al centro le persone, la solidarietà e il valore della comunità.
Ad aprire i lavori è stata Ada Milanesi, che ha illustrato il senso profondo dell’iniziativa: creare una rete concreta tra associazioni, volontariato e territorio, capace di generare vicinanza, protezione sociale e collaborazione.
“Casa ITAS” vuole infatti essere uno spazio simbolico e concreto dove nessuno si senta solo e dove le associazioni possano operare insieme, condividendo valori e progettualità.
Le realtà coinvolte sono AVULSS ODV Tione, Quadrifoglio APS di Pieve di Bono e l’Associazione Volontari Soccorso e Trasporto Infermi di Pinzolo ODV. Tre associazioni diverse, ma accomunate dalla volontà di prendersi cura delle fragilità e di dare risposte concrete ai bisogni delle persone.
Anche il logo scelto racconta il significato del progetto: una casa aperta circondata da ortensie, un grande fiore composto da tanti piccoli fiori. Un’immagine semplice ma potente, che rappresenta la collaborazione di tanti soggetti per un unico fine: il bene della comunità.
Nel corso dell’incontro, i presidenti delle associazioni hanno presentato le attività portate avanti quotidianamente sui rispettivi territori. Antonio Caola, presidente dei Volontari di Pinzolo, Udalrico Gottardi per AVULSS e Stefania Zulberti per l’Associazione Quadrifoglio hanno raccontato esperienze, progetti e impegno concreto, soffermandosi anche sulle difficoltà affrontate ogni giorno: dalle emergenze sanitarie all’accompagnamento di persone fragili negli ospedali della Provincia nonché al sostegno delle famiglie con bambini che convivono con problematiche legate a dislessia, disortografia e discalculia.
A chiudere gli interventi è stato Paolo Bernardi, responsabile rapporti con i territori e progetto mutualità di ITAS Mutua, che ha sottolineato l’importanza di “fare rete” e del ruolo sociale che ricoprono gli Enti del Terzo Settore attraverso l’attività svolta dai volontari all’interno della comunità.
Il progetto rappresenta anche un momento di coinvolgimento dei soci assicurati che hanno la possibilità di toccare con mano cosa significhi far parte di un’impresa mutualistica, che si prende cura del bene comune e lavora per il miglioramento della qualità della vita nelle comunità locali.
Ora il progetto entra nella sua fase operativa, anche attraverso il web e la comunicazione digitale, grazie alla collaborazione con Damiano Maier. L’obiettivo – hanno affermato anche Ferruccio Salvaterra e Alessandro Cereghini – è dare voce alle associazioni e raccontare il vero significato della solidarietà, dell’aiuto reciproco e dell’attenzione verso le persone più fragili.
Entro fine anno arriveranno i contributi previsti e sarà organizzato anche un incontro pubblico con le tre associazioni protagoniste di questo importante percorso comune.






















