Autoscontri a Tione, un’attrazione da più di 60 anni

Mantenuta dalla famiglia Masserdotti, si tratta di una tradizione che, puntuale, ogni mese di luglio, continua a unire le generazioni

C’è un appuntamento che, puntuale come l’estate, torna ogni anno a Tione: il 1° luglio arrivano gli autoscontri. E lo fanno da oltre sessant’anni!

Una tradizione che la famiglia «Masserdotti» mantiene con passione dall’ormai lontano 1963. I grandi autotreni trovano posto nel piazzale dell’Oratorio, disposti lungo il perimetro dell’ampio parcheggio, mentre nel giro di poco tempo prende forma la caratteristica pista coperta che, da sempre, richiama bambini, ragazzi e famiglie.

Le giornate particolarmente calde di questo periodo spingono residenti e visitatori ad attendere il fresco della sera. È allora che la pista si anima: auto che si rincorrono, urti, risate e tanta musica accompagnano una delle attrazioni più amate delle giornate estive.

Sugli spalti si alternano genitori con i bambini, curiosi e spettatori, mentre molti giovani salgono sulle vetture per vivere qualche minuto di divertimento, spesso mano nella mano. Accanto agli autoscontri trovano spazio anche altre attrazioni, come il tappeto elastico, il misuratore di forza e i tradizionali giochi che completano l’offerta del piccolo luna park.

Gli autoscontri rappresentano molto più di un semplice divertimento: sono un appuntamento capace di attraversare il tempo, conservando intatto il loro fascino e regalando ogni estate nuove emozioni a chi li scopre per la prima volta e a chi, invece, continua a tornarci con gli stessi occhi di quando era ragazzo.

Ma quando sono nati gli autoscontri?

Così come li conosciamo oggi, nacquero negli Stati Uniti all’inizio degli anni Venti. L’invenzione viene generalmente attribuita a Max Stoehrer e a suo figlio Harold Stoehrer, che depositarono il primo brevetto nel 1920; il brevetto fu poi concesso nel 1921.

La loro azienda si chiamava Dodgem Corporation, e da quel nome deriva ancora oggi il termine inglese dodgems, usato in molti Paesi per indicare gli autoscontri. In origine, però, l’idea non era tanto quella di scontrarsi, quanto di schivarsi: il verbo inglese to dodge significa infatti “evitare”, “scansare”.

Solo in seguito il pubblico scoprì che la parte più divertente era… andare addosso agli altri!

Gli autoscontri sono probabilmente l’unica “automobile” che ha permesso a milioni di bambini di mettersi al volante prima ancora di avere la patente. Per molte persone nate negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, il primo volante impugnato non fu quello di una Fiat o di un’Alfa Romeo, ma proprio quello di un autoscontro. Era un piccolo assaggio di libertà, di autonomia e di spensieratezza.

Forse è anche per questo che gli autoscontri non passano mai di moda. Prima ancora di imparare a guidare un’auto vera, ci hanno insegnato il piacere di stare insieme, di ridere dopo uno scontro e di tornare a casa con il sorriso. Cambiano le generazioni, ma il volante di un autoscontro continua a far battere il cuore di grandi e piccoli.

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