Al Parco la posa di defibrillatori salva-vita

Un adeguamento sanitario a garanzia dei tantissimi turisti che arrivano ogni stagione. Solo attraverso il sistema di trasporto arrivano quasi 560.000 persone in due mesi

La turista lombarda che incontriamo in Val Genova ed alla quale raccontiamo dell’iniziativa del Parco naturale Adamello Brenta di installare i defibrillatori in alcune valli di penetrazione ci guarda e sorride. Poi, ironica, esclama: «Bravi. Perché se incontro l’orso e mi viene un infarto, siete pronti ad intervenire!».

Messe da parte le ironie, è bene raccontare ciò che è successo sabato 13 giugno, proprio in Val di Genova, a Ponte Verde, dove c’è un punto di informazione del Parco. Nel primo pomeriggio si sono incontrati il presidente del Parco Walter Ferrazza, il direttore Matteo Viviani, l’assessore provinciale alla salute Mario Tonina, il presidente dei Volontari del soccorso infermi di Pinzolo Antonio Caola e i suoi collaboratori, i rappresentanti del Soccorso Alpino, dei Carabinieri, della Polizia locale, dei Vigili del Fuoco Volontari, della Guardia di Finanza, delle Aziende per il turismo. Dario Polli, sindaco di Carisolo, è intervenuto e ha parlato in rappresentanza dei colleghi dei Comuni proprietari della valle.

L’occasione era offerta dalla presentazione del progetto “Valli del Parco cardioprotette”, che prevede l’installazione di defibrillatori sul territorio dell’area protetta in punti informativi stagionali e in alcune Case del Parco, che stagionali non sono, essendo aperte tutto l’anno. «Un territorio più sicuro, sia per i turisti che per i residenti», hanno spiegato i dirigenti del Parco, osservando che «obiettivo del progetto, elaborato dal Parco in collaborazione con la Provincia, è l’istituzione di presìdi muniti di defibrillatori automatici, molti dei quali gestiti proprio dal personale del Parco già presente in loco, adeguatamente formato. Un modo per supportare ancora maggiormente gli escursionisti, intervenendo, ove ve ne fosse la necessità, in maniera competente e tempestiva».

Non è casuale la presentazione in Val di Genova, definita «il cuore di questa grande area protetta, dove ogni estate il personale dell’ente accoglie oltre 200.000 turisti e 70.000 veicoli». Cifre significative che, stando alle parole del presidente Walter Ferrazza, vanno addirittura oltre, ricordando che «nel territorio dell’intera area protetta, attraverso il sistema di trasporto arrivano quasi 560.000 persone in due mesi. Essere parte di un metodo preciso e sanitario è essenziale. Fra l’altro, oggi inauguriamo il sistema di mobilità, ampliata rispetto all’anno scorso, visto che agiamo su sette valli impegnando cento ragazzi. Il Parco – ha aggiunto Ferrazza – da anni, durante la stagione estiva, fra giugno e ottobre, attiva servizi di gestione e controllo dei flussi turistici nelle principali valli dell’area protetta. Questo impegno ha fatto emergere in maniera sempre più decisa il tema della sicurezza sanitaria e della prevenzione. Per questo motivo e sulla scorta della presenza garantita dal nostro personale in zone anche molto periferiche e in alta montagna, spesso non servite da rete e copertura di segnale telefonico, abbiamo istituito dei presìdi di primo soccorso completi di defibrillatori automatici».

Il rapporto con il turismo passa anche da qui: dalla garanzia di sicurezza che si è in grado di offrire all’ospite. Al Parco lo hanno capito e si muovono di conseguenza.

L’assessore Mario Tonina nel suo intervento ha sottolineato l’importanza dei defibrillatori «sul piano sanitario, ma anche su quello sociale e territoriale. Infatti rappresentano un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni, enti locali e realtà operative possa tradursi in azioni efficaci e tangibili a tutela della salute delle persone. La defibrillazione precoce – conclude Tonina – è uno strumento fondamentale per salvare vite umane, soprattutto in un contesto montano come il nostro, dove i tempi di intervento dei servizi di emergenza possono essere più lunghi».

DOVE TROVIAMO I DEFIBRILLATORI? Davanti agli interlocutori intervenuti a Ponte Verde il direttore del Parco, Matteo Viviani, ha spiegato che «i sussidi sono dislocati presso alcune Case del Parco e nei Punti info accessibili alla collettività, in prossimità dei parcheggi d’attestamento, ma al tempo stesso custoditi dal nostro personale, adeguatamente formato ed abilitato al BLSD. Il servizio rappresenta, anche per l’amministrazione provinciale, un punto avanzato di infrastrutturazione del territorio, a copertura di situazioni di prima emergenza sanitaria, in luoghi attualmente scoperti. Negli otto punti informativi presidiati, i defibrillatori sono collocati all’interno delle piccole strutture utilizzate già oggi dal personale del Parco. Saranno quindi sempre accessibili durante il giorno, ovvero quando serviranno di più, con l’aiuto del personale formato. Nelle quattro Case del Parco che abbiamo individuato, l’accesso al defibrillatore, collocato all’esterno della struttura, assieme alla cartellonistica a norma, sarà libero e possibile tutto l’anno».

Ecco finalmente l’elenco della dislocazione dei defibrillatori. Punti info valli (apertura giugno-ottobre).

Tre in Val Genova, a Ponte Verde, Ponte Maria e Malga Bedole; due in Valle di Daone, a Bissina e nella Casa Parco Fauna a Pracul; uno in Val Algone (località Brenta), uno a Vallesinella (zona Madonna di Campiglio) e uno a Patascoss (idem).

Quanto alle Case del Parco (aperte, come si diceva, tutto l’anno) sono fatte quattro installazioni: Casa del Parco Geopark di Carisolo; Casa del Parco Flora a Stenico; sede del Parco Naturale Adamello Brenta a Strembo; foresteria di Villa Santi a Montagne (Comune di Tre Ville).

QUESTIONE TRAFFICO. La mobilità è un problema da anni nelle corde dell’Ente Parco. Perché, come spiegava Ferrazza, quando hai oltre mezzo milione di persone che entrano nelle varie valli, o ti sai organizzare o rischi il caos. Novità 2026. «Torniamo dopo un paio d’anni di blackout in Val di Tovel», osserva il presidente. La seconda riguarda le assunzioni di operatori. «Siamo andati un po’ in ridondanza», rivela Ferrazza, che tradotto significa, appunto, aumento di assunzioni, «per essere presenti in modo sempre più significativo sul territorio in termini di benvenuto, accoglienza e fornitura di puntuali e dettagliate informazioni rispetto alle cose da vedere e soprattutto rispetto ai comportamenti da tenere, sia nell’abbigliamento che nel rapporto con i grandi carnivori. Nel servizio ci sta pure la pulizia delle aree di sosta».

Quanto alla mobilità? «Il sistema è sempre valido», risponde Ferrazza, che cita i parcheggi all’ingresso delle valli di penetrazione, con partenza delle navette. Sette valli, fra cui Val Genova, Vallesinella, Val di Tovel… «Val Daone no, perché il Comune si è accordato con Dolomiti Energia per il parcheggio sotto la diga di Bissina, quindi c’è molto più spazio di prima».

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